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A seguito delle segnalazioni ricevute attraverso i circuiti internazionali relative al focolaio di Andes Hantavirus collegato alla nave MV Hondius, il ministero della Salute “ha attivato le procedure previste di valutazione del rischio, sorveglianza e coordinamento sanitario, in linea con i protocolli nazionali e internazionali”.

Lo ha fatto sapere con una nota, spiegando che “in Italia sono giunte quattro persone con il volo KLM diretto da Johannesburg verso i Paesi Bassi, in coincidenza per Roma, sul quale era salita per pochi minuti la donna ricoverata in Sudafrica e lì deceduta.

I recapiti dei quattro passeggeri sono stati acquisiti e sono state trasmesse le informazioni alle Regioni di competenza (Calabria, Campania, Toscana e Veneto) per l’attivazione delle procedure di sorveglianza attiva, nel principio di massima cautela”.

Intanto sulla nave-focolaio diretta alle Canarie c’è un medico italiano, mentre anche in Spagna continuano le ricerche di possibili altri contagiati.

Infettivologi: «Guardia alta ma niente allarmismi ingiustificati»

L’Hantavirus sta creando il panico tra i passeggeri della nave Hondius, attualmente ubicata al largo delle coste africane e diretta verso l’arcipelago delle Canarie, nell’Atlantico, dopo lo scalo negato a Capo Verde. L’invito della presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), Cristina Mussini, è quello di tenere alta la guardia, senza «allarmismi ingiustificati».

Si tratta di un virus trasmesso all’uomo da vettori animali, tra cui i roditori. I sintomi possono essere  respiratori,  polmonite interstiziale,  ma anche grave insufficienza renale. L’esperta tranquillizza, sottolineando che si tratterebbe di un’infezione conosciuta in letteratura, presente da anni soprattutto nei territori balcanici. L’infezione avviene per diretto contatto con feci, saliva, urine di topi infetti o per inalazione dei virus attraverso i loro escrementi.

 

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