Si è spenta ieri sera, all’età di 8 anni, la piccola Alessia La Rosa, che ha lottato, con tutte le proprie forze, dal primo anno di vita, contro una terribile malattia. Divenendo il simbolo della tifoseria del Palermo.La piccola, si è spenta nella giornata di martedì 12 maggio. Grande sostenitrice dei rosanero e abbonata in Curva Nord dove il tifo è più caldo, era stata soprannominata “la guerriera” proprio dagli ultras siciliani. “Il ricordo di Alessia resterà per sempre vivo nei ricordi del Club e della grande famiglia rosanero”, ha scritto in una nota il club. Sui social anche l’ultimo saluto dei suoi compagni di curva.
La nota del club: “Legame con il Palermo ben oltre il calcio”
Ricordiamo anche che i tifosi del Palermo, avevano raccolto soldi, tra di loro, per permetterle di realizzare il suo sogno più grande, andarea a Disneyland con la sua famiglia. Sogno che Alessia è riuscita a realizzare. E la prossima tappa sarebbe stata Gardaland.
Ma Alessia non era soltanto una tifosa: era diventata il volto più puro dell’amore per una squadra e per una città intera, che si era stretta alla sua famiglia, anche per aiutarla a pagare le ultime cure.In ospedale cantava i cori rosanero insieme all’amico Joshua, scomparso troppo presto, e da quel momento aveva promesso di continuare a tifare anche per lui.Negli ultimi mesi il Palermo, i tifosi e la città intera le erano stati accanto, più che mai.L’abbraccio del pubblico del Barbera, i cori dedicati a lei, l’amicizia speciale con Jacopo Segre, gli ingressi in campo mano nella mano con i giocatori: momenti che resteranno per sempre nella memoria dei palermitani.
Ieri sera, intorno alle 23, Alessia ha concluso la sua battaglia terrena.
Ma il suo nome continuerà a vivere negli spalti dello stadio Renzo Barbera, tra quelle bandiere rosanero che lei amava così tanto, e con tutta sé stessa.