Il settore italiano dedicato agli animali da compagnia continua a mostrare segnali di forte crescita. Secondo la XIX edizione del Rapporto ASSALCO–Zoomark, il mercato complessivo del pet food e pet care nel 2025 raggiunge un valore di 5,3 miliardi di euro, registrando un incremento del 2,5% rispetto all’anno precedente.
Il comparto degli alimenti per cani e gatti si conferma il segmento dominante, con un valore di 4,2 miliardi di euro e il 79% delle vendite complessive. La parte restante, pari a 1,1 miliardi di euro, riguarda il pet care, comprendendo accessori, prodotti per igiene e salute, lettiere e alimenti destinati ad altri animali da compagnia.
I dati evidenziano inoltre una crescita costante del mercato nel medio periodo: tra il 2022 e il 2025 il settore ha registrato una crescita media annua del 6,9%, superiore rispetto a quella del largo consumo confezionato.
Sul fronte distributivo continua a rafforzarsi il ruolo delle catene specializzate e dell’e-commerce. Gli acquisti online raggiungono l’11,5% del mercato, sviluppando un fatturato di 483 milioni di euro, mentre i negozi specializzati e i petshop presenti nella grande distribuzione rappresentano oltre il 23% delle vendite complessive.
Tra gli animali domestici, i prodotti destinati ai gatti mantengono il primato con oltre 2,3 miliardi di euro di fatturato, trainati soprattutto dagli alimenti umidi e dagli snack. Seguono i prodotti per cani, che raggiungono circa 1,8 miliardi di euro. Proprio gli snack funzionali risultano il segmento più dinamico dell’intero mercato.
Lo studio fornisce anche una fotografia aggiornata della presenza degli animali nelle famiglie italiane: si stima che nel Paese vivano circa 53,6 milioni di animali da compagnia. I pesci rappresentano la quota maggiore con 25,3 milioni di esemplari, seguiti da circa 11 milioni di gatti e 9,1 milioni di cani. Inoltre, oltre la metà delle famiglie italiane, il 54,5%, vive con almeno un animale domestico.
Il presidente di ASSALCO, Giorgio Massoni, ha sottolineato come la crescita del settore rispecchi il ruolo sempre più centrale degli animali nelle famiglie italiane, rinnovando anche la richiesta di ridurre l’IVA su alimenti e cure veterinarie dal 22% al 10%.