Continua a crescere la mobilitazione per ricordare la piccola Beatrice, la bambina di appena 2 anni morta a Bordighera in una vicenda che ha profondamente colpito l’opinione pubblica italiana. Sono già oltre 22mila le firme raccolte sulla piattaforma Change.org per chiedere l’istituzione di una giornata di lutto nazionale in sua memoria.
Secondo i promotori dell’iniziativa, la giornata rappresenterebbe un momento simbolico ma importante per riflettere sulla tutela dei minori e sulle responsabilità collettive nella prevenzione delle violenze sui bambini.
Nel testo della petizione si legge che il lutto nazionale sarebbe “indispensabile per chiedere scusa in modo unito, individuale e collettivo, a Beatrice”, ma anche per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulle eventuali carenze del sistema di protezione dell’infanzia e lavorare affinché tragedie simili non si ripetano.
Gli organizzatori invitano cittadini e associazioni ad aderire all’appello, sottolineando la necessità di mantenere alta l’attenzione sul tema della violenza sui minori e della loro tutela.
Il ruolo delle sorelline nelle indagini
La petizione richiama inoltre il contributo fornito dalle due sorelle maggiori della bambina, di 7 e 9 anni, le cui testimonianze si sono rivelate fondamentali per le indagini.
Secondo quanto emerso, le dichiarazioni delle due minori agli psicologi e agli investigatori avrebbero contribuito a ricostruire il contesto familiare e a individuare le presunte responsabilità nella morte della bambina.
Gli interrogatori
Nel corso degli interrogatori di garanzia, il compagno della madre, Emanuel Iannuzzi, si è avvalso della facoltà di non rispondere. La madre della piccola, Emanuela Aiello, avrebbe invece respinto ogni accusa, dichiarando tra le lacrime di non aver mai fatto del male alle proprie figlie.
Le indagini proseguono sulla base degli elementi raccolti dagli investigatori, delle testimonianze delle minori e degli accertamenti medico-legali effettuati nel corso dell’inchiesta.
La vicenda continua a suscitare profonda commozione e a riaccendere il dibattito sulla necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione e protezione dei bambini in situazioni di fragilità familiare.