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Il Papa, incontrando le realtà impegnate nell’integrazione dei migranti a Plaza del Cristo, a Tenerife, ha rivolto un messaggio forte sul valore dell’accoglienza e della responsabilità reciproca tra chi arriva e chi accoglie.

“Cari fratelli migranti, vi spetta una parte nobile e necessaria di questo cammino: aprirvi con fiducia alla comunità che vi accoglie, imparare la sua lingua, rispettare le sue leggi, conoscere i suoi costumi, partecipare alla vita comune e offrire con gratitudine i vostri doni”, ha affermato il Pontefice.

Il Papa ha sottolineato come ogni società abbia doveri verso chi arriva, ma anche come chi viene accolto sia chiamato a trasformare la propria dignità in responsabilità attiva. “Così – ha spiegato – chi è arrivato come straniero può ritrovare legami, ricostruire fiducia e sentirsi parte viva di una comunità”.

Nel suo intervento, il Pontefice ha rivolto anche un duro monito ai trafficanti di esseri umani, denunciando chi “organizza percorsi di morte, sfrutta i lavoratori, inganna le famiglie e minaccia le donne”. Un appello netto: “Fermatevi! Convertitevi!”.

Il Papa ha poi ribadito che il denaro ottenuto dallo sfruttamento dei più vulnerabili “non darà pace né futuro” e che ogni ingiustizia sarà chiamata a rendere conto. “Restituite ciò che avete sottratto e riparate quanto potete”, ha aggiunto, invitando a un cambiamento profondo basato su giustizia e verità.

Il messaggio si è concluso con un richiamo alla centralità della dignità umana: l’ultima parola, ha detto il Papa, non può essere della paura o della violenza, ma di una società capace di accogliere, proteggere e integrare ogni persona.