Sta facendo discutere a Calolziocorte, in provincia di Lecco, la decisione dell’amministrazione comunale di autorizzare un dipendente a svolgere un mese di lavoro agile direttamente dalla Repubblica Dominicana.
Il dipendente, assunto di recente e con ruolo di responsabilità all’interno dell’ente, ha ottenuto il via libera per lavorare a distanza dal 30 maggio al 30 giugno, accompagnando la moglie e le due figlie minori durante un temporaneo soggiorno nel Paese d’origine della famiglia.
Un mese di smart working dai Caraibi
Secondo quanto emerso, il lavoratore avrebbe garantito il pieno rispetto dell’orario di servizio, oltre alla costante reperibilità telefonica e telematica necessaria per svolgere le proprie mansioni.
La distanza geografica non avrebbe quindi impedito lo svolgimento dell’attività lavorativa, resa possibile grazie agli strumenti digitali e alle modalità previste dal lavoro agile.
Le critiche delle opposizioni
La decisione ha però provocato la reazione dei gruppi di opposizione “Cambia Calolzio” e “Bene Comune”, che hanno chiesto chiarimenti all’amministrazione comunale.
Al centro delle contestazioni vi sarebbe soprattutto una deroga al regolamento interno, che prevederebbe la possibilità di svolgere lo smart working esclusivamente all’interno del territorio nazionale.
Secondo le minoranze, autorizzare un dipendente a lavorare dall’estero rischierebbe di creare un precedente e di generare trattamenti differenziati rispetto agli altri lavoratori comunali.
Il dibattito sul lavoro agile nella pubblica amministrazione
La vicenda riaccende il confronto sulle nuove modalità di lavoro nella pubblica amministrazione e sulla possibilità di conciliare esigenze familiari e professionali attraverso il lavoro da remoto.
Da una parte emerge la necessità di rendere gli enti pubblici più attrattivi e moderni, valorizzando il personale e favorendo la flessibilità organizzativa. Dall’altra, viene sollevata la questione del rispetto delle regole interne e della parità di trattamento tra i dipendenti.
Nei prossimi giorni l’amministrazione comunale potrebbe fornire ulteriori chiarimenti sulle motivazioni che hanno portato all’autorizzazione e sulle eventuali procedure adottate per consentire il lavoro agile dall’estero.