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Il vero problema non è la partenza dei giovani italiani verso l’estero, ma il mancato ritorno. È questo il messaggio lanciato dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, intervenuto durante l’assemblea di Confindustria Genova, ospitata a bordo della nave Costa Toscana, ormeggiata nel porto del capoluogo ligure.

Secondo Orsini, tra il 2020 e il 2024 l’Italia avrebbe perso 100mila laureati, professionisti che hanno scelto di lavorare all’estero senza poi rientrare nel Paese.

“Abbiamo perso 100mila laureati”

“Non mi preoccupa che molti giovani vadano a lavorare all’estero, mi preoccupa il fatto che non ritornino”, ha dichiarato il presidente di Confindustria.

Orsini ha evidenziato come il fenomeno della cosiddetta “fuga dei cervelli” rappresenti una delle principali sfide per il sistema produttivo italiano, sottolineando la necessità di creare condizioni più attrattive per trattenere e riportare in Italia competenze e professionalità altamente qualificate.

Il ruolo delle imprese

Nel suo intervento, Orsini ha ribadito che anche il mondo imprenditoriale deve fare la propria parte.

Noi imprese dobbiamo saper attrarre le persone“, ha affermato, spiegando che Confindustria ha rimesso al centro temi come meritocrazia, salari, qualità della vita e opportunità di crescita professionale.

Tra gli obiettivi indicati figurano anche la possibilità di offrire ai lavoratori una casa dignitosa e un contesto lavorativo capace di valorizzare il talento.

Formazione e integrazione

Orsini ha inoltre ricordato le iniziative avviate per favorire l’arrivo di lavoratori stranieri qualificati.

“Insieme alle imprese abbiamo iniziato missioni all’estero con scuole nelle quali si insegna l’italiano a chi desidera venire a lavorare nel nostro Paese”, ha spiegato.

L’obiettivo è favorire l’integrazione e rispondere alle esigenze del mercato del lavoro italiano, sempre più alla ricerca di personale qualificato in diversi settori produttivi.