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La tragedia della bambina di 11 anni morta dopo essere rimasta incastrata con i capelli nel bocchettone di una piscina a Sestri Levante riporta l’attenzione sulla sicurezza degli impianti natatori. Con questo drammatico episodio sale a 75 il numero delle persone decedute nelle piscine italiane tra il 2022 e il 16 luglio 2026.

A diffondere i dati è la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), che richiama l’attenzione sull’importanza della prevenzione e delle corrette norme di comportamento per ridurre il rischio di incidenti.

Settantacinque vittime in quattro anni

Secondo l’analisi della Sima, considerando piscine private, impianti pubblici, parchi termali e strutture ricettive, in Italia hanno perso la vita 75 persone negli ultimi quattro anni e mezzo.

Il dato corrisponde a una media di 16 decessi all’anno, un numero comunque inferiore rispetto ai circa 30 decessi annuali registrati dall’Istituto Superiore di Sanità nel periodo compreso tra il 2017 e il 2021.

Ogni anno circa 400 morti per annegamento

Il fenomeno degli annegamenti, però, va ben oltre le piscine.

Ogni anno, infatti, in Italia si registrano circa 400 vittime tra mare, laghi, fiumi e torrenti. A livello mondiale, invece, l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima 2,5 milioni di decessi per annegamento nell’ultimo decennio, confermando come si tratti di un importante problema di salute pubblica.

Bambini le vittime più esposte

Secondo i dati analizzati dalla Sima, la principale causa di morte nelle piscine è rappresentata dai malori, che incidono per circa il 44% dei casi.

Particolarmente preoccupante è però il dato relativo ai minori: oltre la metà delle vittime ha meno di 12 anni, in linea con quanto evidenziato anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che identifica proprio i bambini come la categoria maggiormente esposta al rischio di annegamento.

Le regole per prevenire gli incidenti

Per ridurre il numero degli incidenti, la Società Italiana di Medicina Ambientale ricorda alcune semplici ma fondamentali regole di sicurezza.

I minori devono essere sempre sorvegliati dai genitori, senza mai abbassare il livello di attenzione, anche quando non sono in acqua ma si trovano nelle vicinanze della piscina”, sottolinea il presidente della Sima, Alessandro Miani.

Gli esperti consigliano inoltre di:

  • scegliere strutture dotate di personale qualificato per la sorveglianza;
  • verificare sempre la profondità della piscina prima di entrare in acqua;
  • evitare il bagno quando il corpo è molto accaldato o dopo aver consumato alcolici;
  • entrare gradualmente in acqua, bagnando prima piedi, gambe, braccia, nuca, torace e viso per consentire all’organismo di adattarsi alla temperatura.

La sicurezza resta la migliore prevenzione

La tragedia di Sestri Levante riaccende il dibattito sulla sicurezza delle piscine e sulla necessità di mantenere sempre alta l’attenzione, soprattutto in presenza di bambini.

La prevenzione, ricordano gli esperti, resta lo strumento più efficace per evitare incidenti che, nella maggior parte dei casi, possono essere prevenuti attraverso comportamenti responsabili e un’adeguata vigilanza.