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È al sesto mese della sua prima gravidanza, ma quando ha provato a prenotare un’ecografia attraverso il servizio sanitario si è trovata davanti a una data che rende di fatto impossibile effettuare l’esame nei tempi necessari: gennaio 2027, quando la donna avrà già partorito.

La vicenda arriva da Salerno e riguarda una docente di 33 anni, che ha deciso di rivolgersi all’Associazione Italia per raccontare quanto accaduto e chiedere tutela.

L’appuntamento fissato quando la gravidanza sarà già terminata

Secondo quanto riferito dall’associazione, la prenotazione sarebbe stata fissata senza tenere conto dello stato di gravidanza della paziente.

Francesco Marino, intervenuto a nome dell’associazione, ipotizza che possa essersi trattato di un errore nella gestione della prenotazione: il Centro unico di prenotazione, secondo questa ricostruzione, avrebbe fissato l’appuntamento senza considerare che la donna fosse incinta e che, quindi, l’esame dovesse essere effettuato in tempi compatibili con la gravidanza.

Di fronte all’impossibilità di attendere fino a gennaio, la 33enne si è vista costretta a rivolgersi a una struttura privata, sostenendo direttamente il costo della prestazione.

L’associazione ha annunciato che la donna chiederà il rimborso delle spese che sarà costretta ad affrontare, ritenendo che la prestazione avrebbe dovuto essere garantita attraverso il servizio sanitario.

Liste d’attesa e fragilità: un problema che riguarda molti pazienti

Il caso, secondo l’Associazione Italia, non sarebbe isolato. Francesco Marino riferisce infatti di ricevere frequentemente segnalazioni relative a tempi di attesa particolarmente lunghi per visite ed esami diagnostici.

Tra gli episodi citati anche quello di un paziente di 94 anni, al quale, sempre secondo quanto riferito dall’associazione, sarebbe stata fissata una visita oculistica a distanza di nove mesi.

Situazioni diverse tra loro, ma accomunate dalla difficoltà di conciliare i tempi delle liste d’attesa con le esigenze concrete delle persone.

Nel caso della giovane docente salernitana, la questione assume una particolare delicatezza perché riguarda una gravidanza in corso e una prestazione che, per poter essere utile, deve necessariamente essere effettuata entro una determinata fase del percorso.

La vicenda riporta così l’attenzione sul problema delle liste d’attesa nella sanità pubblica e sulla necessità che, al momento della prenotazione, vengano adeguatamente considerate le condizioni e le esigenze specifiche del paziente.