adolescenti

Grazie al vaccino contro Hpv, -88% casi di tumori al collo dell’utero

Pubblicato il 12 Apr 2019 alle 7:33am

Il vaccino contro il Papillomavirus (Hpv) che viene effettuato intorno ai 12-13 anni di età premette di ridurre, fino all’88%, le lesioni che provocano i tumori al collo dell’utero. Ma più ci si vaccina tardi e meno efficace è la protezione. Arriva infatti anche la conferma da uno studio pubblicato sul British Medical Journal, che ha analizzato quasi 140.000 ragazze, le quali grazie a tale vaccinazione anti Hpv avevano fatto registrare una riduzione dei casi, del tumori tra i più diffusi tra le donne.

Il programma di vaccinazione contro l’Hpv per ragazze tra 12 e 13 anni è stato introdotto in Scozia nel 2008.

La ricerca condotta presso l’Università di Edimburgo ha analizzato i suoi effetti sullo sviluppo delle neoplasie intraepiteliali cervicali (Cin), ovvero lesioni precancerse che precedono il tumore alla cervice e che possono essere di pericolosità lieve, moderata o anche grave. Per farlo hanno comparato i dati sulla vaccinazione e i risultati degli screening ginecologici di 138.692 giovani donne nate tra il 1988 e il 1996: tra loro vi erano donne non vaccinate (nate tra il 1988 e 1990), donne che avevano avuto la possibilità di recuperare la vaccinazione tra i 14 e i 17 anni (nate tra il 1991 e 1994) e ragazze sottoposte alla vaccinazione di routine a 12-13 anni (nate tra 1995 e 1996).

Questo ultimo gruppo beneficiava di una riduzione del 79% di lesioni precancerose di lieve pericolosità, una riduzione dell’88% di quelle moderate e dell’86% delle lesioni più gravi. Ma la capacità di prevenzione si è scoperto che diminuiva per chi si vaccinava tardivamente: tra chi lo aveva fatto a 17 anni la riduzione delle lesioni gravi scendeva dall’86% al 51%. «Le cifre sono impressionanti» commenta Kevin Pollock, ricercatore presso la Glasgow Caledonian University e coautore dello studio. «E mostrano che il vaccino HPV è associato alla quasi completa eliminazione delle lesioni cervicali nelle giovani donne scozzesi, già dopo solo otto anni dall’inizio del programma vaccinale».

Fumo, iniziano dai 10 anni in su

Pubblicato il 08 Apr 2019 alle 6:29am

A partire dai 10 anni, nella fascia d’età tra i 13 e 15 anni, un ragazzo su cinque fuma sigarette tradizionali. Questi i dati allarmanti che emergono dal sistema di sorveglianza Global Youth Tobacco Survey, un’indagine che ha coinvolto 180 Paesi sull’uso del tabacco fra i giovanissimi, promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità. Il dossier registra anche un boom per le sigarette elettroniche utilizzate dal 18% degli intervistati.

L’indagine rivela anche come sia relativamente semplice per i ragazzi acquistare sigarette tradizionali o elettroniche, nonostante viga il divieto di vendita ai minori, e come la scuola non sia ancora percepita, pur essendo il fumo vietato sia all’interno che all’esterno degli istituti, come un luogo dove non si possa fumare. La terza raccolta dati della Sorveglianza Gyts è stata effettuata in Italia nell’anno scolastico 2017-2018. L’indagine ha coinvolto 33 scuole secondarie di primo grado e 33 scuole secondarie di secondo grado, per un totale di quasi 1.700 studenti coinvolti.

In Italia le ragazze sono fumatrici abituali di sigaretta tradizionale nel 24% dei casi contro il 16% dei coetanei maschi, mentre per quanto riguarda le sigarette elettroniche emerge che i ragazzi sono quelli che la usano di più (22% contro 13%). I dati mostrano, inoltre, che in soli 4 anni la diffusione della e-cig è diventata paragonabile a quella della sigaretta tradizionale: i fumatori abituali sono più che raddoppiati (attestandosi ora al 18%) mentre i consumatori occasionali sono aumentati del 60% (ora sono il 44%).

L’idea di smettere quando vogliono è maturata nell’81%, degli intervistati, ma in realtà, solo poco più della meta’ ha tentato realmente di farlo negli ultimi 12 mesi e solo 1 su 2 ha ricevuto un aiuto per riuscirci. Un ragazzo su 2 riferisce poi di essere stato esposto al fumo passivo in casa. A scuola la percentuale di insegnanti che fumano all’interno nella scuola è passata dal 44% del 2010 al 14% del 2018, cosi’ come quella degli studenti che scende da 56% del 2010 al 29% del 2018.

Adolescenti e make up, i prodotti più adatti per loro

Pubblicato il 21 Mar 2019 alle 7:06am

Molte adolescenti, per sentirsi belle, ammirate e corteggiate amano truccarsi e sembrare più grandi. E’ importante, però, scegliere prodotti giusti, in quanto, la loro pelle ha un aspetto e delle caratteristiche molto diverse da quelle degli adulti e quindi qualsiasi articolo per il trucco in commercio può risultare poco adatto per loro.

Per questo motivo, è molto importante che il prodotto sia anche un vero e proprio trattamento di bellezza oltre che accessorio per esaltarla. Deve essere idratante e anti seborroico. Anche se le adolescenti vorrebbero avere l’aspetto di una celebrità, è importante che capiscano che valorizzare è meglio che creare un’immagine di sé diversa da quello che si è. Perché trucco sì, ma continuando a mostrare la loro identità ed età. Perché per ogni cosa c’è il suo tempo.

Sì allora, dai 13-16 anni ad un trucco acqua e sapone. Sì a bb cream, mascara, blush e rossetto idratante.

Avere una pelle luminosa e liscia in età così giovane può fare certamente la differenza. Una buona igiene quotidiana, con latte detergente e tonico, o sapone mirato per pelle acneica, può tenere lontani grasso, impurità, punti neri e brufoli!.

Mangiare bene anche e bere tanta acqua al giorno. Per coprire leggermente, senza dover soffocare necessariamente le imperfezioni, c’è la bb cream, una crema colorata che funge da prodotto idratante e make up. Uniforma le discromie e il colorisce tutto il viso, minimizzando le imperfezioni da acne oltre che a proteggere dai raggi dannosi del sole. Tra le migliori in commercio abbiamo L’Oréal Nude Magique BB Cream, che grazie a cinque effetti correttivi promette ben 12 ore di tenuta ad un prezzo anche accessibile a tutte. In alternativa, abbiamo anche le creme colorate della Nivia, davvero molto interessanti anche per il prezzo!

E per dare profondità allo sguardo? Niente paura, basterà solo ed esclusivamente del rimmel. Ma se l’effetto del rimmel non convince perché troppo leggero, può essere applicato anche sulla rima inferiore oppure scelto in colorazioni differenti che vanno dal marrone, al borgogna passando per il blu scuro. Il mascara Volume On di Sephora può essere la scelta migliore per un sabato con le amiche oppure per un appuntamento al cinema o ad una festa con amici.

Il blush: altro accessorio ideale per le giovanissime! Deve essere in polvere, liquido o cremoso, da applicare anche solo con le mani. Per le più giovani sono consigliati quelli in crema perché sono idratanti e facilmente applicabili con le dita. Tra i più adatti troviamo i colori pesca, terra di siena oppure rosa caldo. Il blush Pupa Like A Doll è tra i più consigliati perché dona un colore leggero, naturale, luminoso e levigante senza appesantire la pelle, soprattutto se hanno delle imperfezioni.

Infine il rossetto. Deve essere idratante. In inverno si tende ad avere labbra screpolate, quindi indossare un rossetto che si ossida sulla bocca in poco tempo può certamente peggiorare la situazione. Sono tanti i rossetti idratanti in commercio perfetti per ogni occasione: ma le giovanissime possono optare per quelli color nude o rosa pesca per la scuola, un leggero rosso per la sera ed un lilla per le feste. Da applicare più volte al giorno, sono perfetti da portare in borsa per sentirsi più femminili. Si può ricorrere ad un burro cacao colorato, in modo che il risultato sembrerà molto, molto naturale, oppure a veri e propri rossetti come i balm in penna di Revlon dalle tantissime sfumature di colore.

Ricerca: un adolescente su 3 non si protegge da Hiv e Hpv

Pubblicato il 20 Feb 2019 alle 7:04am

Un adolescente su tre di età compresa tra i 16-17 anni ha già avuto un rapporto sessuale completo con una persona della sua stessa età o anche più grande (35% dei maschi e 28% delle femmine), eppure, non si protegge da eventuali malattie infettive, sessualmente trasmissibili.

Oltre 8 casi su 10 non sono informati o cercano notizie in rete. È quanto emerge da Studio nazionale sulla fertilità, promosso dal Ministero della Salute in coordinazione con l’Istituto Superiore di Sanità (Iss) al fine di raccogliere informazioni utili sulla salute sessuale e riproduttiva in Italia. A partire dagli adolescenti.

Ebbene, nello specifico, la parte dell’indagine relativa agli adolescenti, condotta in ambito scolastico su un campione di 16.063 studenti di 941 classi terze di 482 scuole superiori su tutto il territorio nazionale, ha fatto emergere che i ragazzi intervistati credono di essere informati ma in realtà non lo sono. E che il 94% poi, ritiene che debba essere la scuola a garantire l’informazione su temi come sessualità e riproduzione.

Eppure, proprio la scuola è la grande assente in materia. Nella maggior parte dei casi (89% i maschi e 84% le femmine) cercano, infatti, informazioni in rete in quanto in famiglia difficilmente riescono ad ottenere, in quanto per pudore non riescono ad affrontare argomenti di questo tipo, a parlare di «malattie sessualmente trasmissibili», nonché «metodi contraccettivi». Il 23% degli intervistati, infatti, dichiara, di non utilizzare i preservativi e di non proteggersi contro infezioni quali Hpv e Hiv.

Rimangono infine pochi i contatti con i medici specialisti, e ancor meno quelli con i consultori familiari.

«Butta quella sigaretta!»: i consigli degli esperti per convincere gli adolescenti a smettere di fumare

Pubblicato il 03 Gen 2019 alle 6:53am

L’Istituto Superiore di Sanità ha lanciato l’allarme nel suo ultimo rapporto a maggio scorso: svelando che metà dei minorenni italiani ha almeno provato a fumare e uno su dieci è un tabagista abituale. Molti iniziano già dalle scuole medie, convinti di poter smettere quando vogliono. Stretti tra divieti, minacce e spiegazioni sui danni per la salute, i genitori faticano a trovare una soluzione. (altro…)

Anoressia adolescenti, cervello sordo al grido del corpo

Pubblicato il 14 Ago 2018 alle 8:58am

Secondo un recente studio pubblicato dalla rivista scientifica Translational Psychiatry – Nature da un gruppo di ricerca dell’Università di Uppsala, in Svezia, guidato dallo psichiatra italiano Santino Gaudio, il cervello delle adolescenti colpite da anoressia fatica ad avvertire le reali condizioni del proprio fisico fin dagli esordi della malattia. (altro…)

Organismi cattolici contro l’Aifa per aver autorizzato il farmaco sulla disforia di genere negli adolescenti

Pubblicato il 26 Lug 2018 alle 10:36am

Il Comitato Nazionale di Bioetica, interpellato dall’Aifa, ha dato il via libera all’uso della Triptorelina un farmaco capace di bloccare l’attività dell’ipofisi e finora utilizzato solo per il cancro. Il farmaco di fatto riesce a bloccare la pubertà nei preadolescenti con disforia di genere, limitando le modificazioni corporee e lo sviluppo che genera sofferenza in quanti non si sentono ragazzi e vorrebbero essere ragazze e viceversa.

Fino ad ora la Triptorelina non era autorizzato da Aifa e ha generato un dibattito molto acceso per le conseguenze irreversibili che essa apporta. Ad intervenire sono stati due organismi cattolici: il Centro Studi Livatino e il Comitato del Family Day. Entrambi chiedono al Comitato di Bioetica un ripensamento.

«Da giuristi e medici siamo preoccupati per il consenso informato del minore e della sua famiglia, in mancanza di vere informazioni scientifiche, in un clima culturale condizionato da elevata pressione ideologica verso la cancellazione della identità di genere maschile, femmibile».

Oms: la scarsa attività fisica tra gli adolescenti, mette a rischio lʼ81% di essi

Pubblicato il 13 Feb 2018 alle 8:24am

I ragazzi di oggi fanno poca attività fisica, cosa motlo garve. Andando incontro a seri rischi per la salute e anche a un pericolo di morte superiore alla norma. E’ la fotografia che emerge da uno studio condotto dall’Organizzazione mondiale della sanità sulel abitudini degli adolescenti, scoprendo che la maggior parte di essi è a rischio. (altro…)

Pediatria: nuova adolescenza? Oggi dura dai 10 ai 24 anni

Pubblicato il 24 Gen 2018 alle 8:01am

L’adolescenza arriva oggi in anticipo, e dura più a lungo rispetto a qualche tempo fa. Ne sono convinti alcuni esperti che hanno pubblicato su ‘Lancet Child & Adolescent Health’ uno studio: l’adolescenza va dai 10 ai 24, i ragazzi continuano a studiare a lungo, si sposano tardi e rinviano la scelta di diventare genitori. Ma occorre modificare, dicono, la definizione per assicurare ai propri figli una maggior appropriatezza dal punto di vista legale. (altro…)

Contraccezione, millenial “disinformate” almeno quanto lo erano le loro madri

Pubblicato il 20 Gen 2018 alle 9:38am

Le giovani donne ancora non sanno bene cosa sia la contraccezione. Non stupisce infatti che ogni anno quasi la metà delle gravidanze in tutto il mondo non siano programmate. L’Organizzazione mondiale della sanità stima che delle 208 milioni di gravidanze annue, il 41 per cento non era cercata. Di queste l’11 per cento riguarda ragazze tra i 15 e i 19 anni d’età per un totale di circa 16 milioni di gravidanze adolescenziali l’anno.

A fare un bilancio sui trend dei giovani e sul loro approccio alla sessualità e sulle conoscenze in ambito contraccettivo è stata la Bayer. Che ha condotto uno studio in 9 paesi europei, tra cui l’Italia, su un totale di 9mila donne tra i 21 e i 65 anni d’età.

Le ragazze dai 21 ai 29 anni d’età, affrontano la prevenzione in ambito sessuale in modo molto simile alle loro madri, le baby boomer, ovvero le donne dai 50 ai 65 anni d’età.

Il 51 per cento delle baby boomer riteneva di non possedere le informazioni necessarie per intraprendere una scelta consapevole e lo stesso problema viene ora riferito dal 35 per cento delle millennial, malgrado queste ultime abbiano accesso e informazioni a libri, rete, specialisti, consultori, scuola, ecc