aggressioni medici

Dall’ordine dei medici un docufilm per dire basta alle aggressioni

Pubblicato il 07 Feb 2020 alle 6:46am

E’ in arrivo un film-denuncia per sensibilizzare sul tema della violenza contro i medici e gli operatori sanitari vittime di aggressioni. A promuoverlo, la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo).

Al centro, le testimonianze di medici e giornalisti, di vittime e istituzioni.

“Notturno”, è il docufilm diretto da Carolina Boco, prodotto da Corrado Azzollini per Draka Production, in collaborazione con Fnomceo. Racconta la passione, la paura e la determinazione di medici in prima linea per scelta ma vittime di una condizione di insicurezza e solitudine. Il racconto, girato la notte durante una guardia medica, mette insieme testimonianze di medici che sono stati aggrediti con il commento di alcuni giornalisti.

Un film-denuncia sulla violenza contro i medici, ma soprattutto sulla solitudine, su un’organizzazione che lascia i professionisti da soli.

Sanità: più di 1 medico su 3 ha paura di essere aggredito

Pubblicato il 05 Mag 2019 alle 1:34pm

Da un’indagine condotta dalla Federazione degli Ordini, medici, emerge che 1 medico su 3 ha paura di essere aggredito mentre è sul luogo di lavoro. Più del 56 per cento dichiara infatti di aver subito violenza e ritiene che l’aggressione possa essere prevista. Il 78 di coloro che sono stati intervistati non sanno poi se esistano o meno procedure aziendali per prevenire o gestire atti di violenza. A sottolinearlo è il medico Vito Cortese, protagonista della formazione professionale e medico al Policlinico Città di Udine.

Il 50 per cento degli intervistati, dichiara Cortese, ha subito aggressioni verbali e il 4 per cento è stato vittima di violenza fisica. Un fenomeno che sta diventando sempre più frequente ed emergenziale al punto che il Governo stesso, ad agosto passato, ha presentato bene ad un disegno di legge per arginarlo.

Oltre il 38 per cento degli operatori sanitari si dice poco o per nulla al sicuro in ambito ospedaliero e sanitario. E il 46″ dichiara di sentirsi abbastanza o molto preoccupato di subire aggressioni. Il dato allarmante, che secondo Cortese, è entrato in una sfera, condizione di rassegnazione da parte dei medici: in quanto, il 48 per cento di coloro che sono stati aggrediti ritiene che sia una prassi abituale e il 12 per cento che sia appunto inevitabile, quasi fosse un rischio professionale a cui dover per forza di cose, rassegnarsi. “Alla base di questo fenomeno, oltre alla crisi istituzionale che alcuni ruoli stanno attraversando, possiamo riconoscere una mutata relazione medico-paziente, caratterizzata sempre più dalla mancanza di tempo, scarsità di risorse, intensità delle emozioni vissute, informazioni divulgate via rete e non sempre corrette, strutture organizzative e di cura percepite frequentemente come insufficienti o poco umanizzanti”, dichiara il dottor Cortese, specialista in Anestesia e Rianimazione.“