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Albo odontoiatri, un 48% è laureato in medicina

Pubblicato il 11 Lug 2019 alle 6:23am

Secondo quanto riportato dall’Albo odontoiatri, il 48% degli iscritti è laureato in medicina. Un dubbio interpretativo posto da OMCeO se è possibile iscriversi all’Albo degli odontoiatri mantenendo l’iscrizione a quello dei medici un laureato in medicina anche laureato in odontoiatria. Ricordiamo che fino all’istituzione della laurea in Odontoiatria era possibile fare il dentista con la sola laurea in medicina ed il precorso di specializzazione era quello di Odontostomatologia.

Con l’approvazione della 409/85 e l’istituzione della professione di odontoiatra con il conseguente Albo professionale all’interno dell’Ordine dei Medici chirurghi ed Odontoiatri, si consentì ai laureati in medicina di iscriversi anche all’Albo degli odontoiatri a patto (ricorda un parere del Ministero della Salute recentemente richiesto dalla FNOCMeO) “che avessero iniziato la loro formazione universitaria in medicina entro il 28 gennaio 1980; che avessero iniziato la loro formazione universitaria in medicina dopo il 28 gennaio 1980 e entro il 31 dicembre 1984, purché abbiano superato la specifica prova attitudinale di cui al decreto legislativo 13 ottobre 1998, n. 386, o sono in possesso dei diplomi di specializzazione indicati all’articolo 19, comma 3; oppure abbiamo iniziato la loro formazione universitaria in medicina dopo il 31 dicembre 1984 e che sono in possesso di un diploma di specializzazione triennale in campo odontoiatrico purché detto corso di specializzazione abbia avuto inizio entro il 31 dicembre 1994”. Quello dei doppi iscritti è una particolarità tutta italiana, ricorda nel parere il Ministero della Salute citando la UE.

Ma quale formazione hanno e quanti sono i doppi iscritti?

Grazie ai dati che il CED-FNOMCeO ha fornito ad Odontoiatria33, sui 62.250 iscritti all’Albo degli odontoiatri al 25 giugno 2019, i doppi iscritti, ovvero i laureati in medicina iscritti anche all’Albo degli odontoiatri sono 27.233. I soli laureati in odontoiatria iscritti all’Albo sono 32.315 (il 51,9% degli iscritti) mentre i laureati in medicina che hanno scelto di rimanere iscritti al solo Albo degli Odontoiatri sono 2.630.

Se il 47% dei laureati in medicina, iscritti anche all’Albo degli odontoiatri, non ha un diploma di specialità, i laureati in medicina con la specialità in Odontostomatologia sono 7.735, ovvero il 28% dei doppi iscritti. Tra gli altri specialisti doppi iscritti, dopo Odontostomatologia la più presente è Chirurgia generale (772), Anestesia e rianimazione (642), Igiene e medicina sociale (452), Chirurgia maxillo facciale (430).

Al Senato un disegno di legge che istituisce l’ordine professionale dei pizzaioli

Pubblicato il 23 Giu 2016 alle 6:38am

Bartolomeo Amidei e Paola Pelino hanno presentato giorni fa in Senato un disegno di legge atto a istituire l’ordine professionale dei pizzaioli: un modo sicuro per certificare la professionalità dei tanti lavoratori della gastronomia italiana, specializzati nella creazione della pizza che ad oggi non hanno ancora la stessa dignità di colleghi chef.

Sono 150mila i pizzaioli italiani che verrebbero interessati dalla legge, se questa dovesse essere approvata. Per costoro l’istituzione di un albo professionale sarebbe il culmine di un processo di rivendicazioni che ha portato anche alla candidatura della pizza a patrimonio dell’umanità Unesco.

Inoltre, l’istituzione di criteri formativi e dei requisiti minimi per l’iscrizione è anche un modo per tutelare i consumatori. Nel testo del ddl il pizzaiolo che si iscriverà all’albo dovrà aver esercitato la professione per almeno 18 mesi, dovrà riuscire a superare un esame finale dopo aver frequentato un corso pratico e teorico di 120 ore, comprensivo di laboratorio (30 ore), lingue straniere (40), scienze dell’alimentazione (20) e conservazione degli alimenti (30). Il diploma così ottenuto varrà per cinque anni, ai termini dei quali il professionista dovrà seguire un corso di aggiornamento.

Una proposta di legge che mira anche a difendere il made in italy visto che oggi nel nostro Paese sono circa 100mila le persone che ‘fanno la pizza’ e con gli aiuto-pizzaioli 150mila. Le pizzerie rappresentano il 50% del fatturato totale della ristorazione”.