alimentazione

Bere acqua prima di dormire, perché fa bene

Pubblicato il 20 Set 2019 alle 6:00am

Bere acqua prima di andare a letto aiuta a dimagrire, a mantenere l’intestino pulito, la pelle del viso idratata, pulita, a dormire meglio, ad eliminare tossine dall’organismo. Lo asseriscono anche esperti del settore.

L’acqua è molto importante per il nostro organismo e bere è un’abitudine essenziale per la nostra salute giornaliera e serale. Gli esperti consigliano infatti di bere almeno due litri d’acqua al giorno. E la sera un bicchiere d’acqua prima di andare a dormire, in quanto può apportare essenziali benefici al nostro organismo, al nostro benessere generale. Vediamo quali sono:

– Bere acqua fredda prima di andare a dormire aiuta a dimagrire Bere acqua prima di andare a dormire ha un effetto sul nostro organismo benefico in quanto aiuta a dimagrante. Ma per perdere calorie l’acqua deve però essere fredda, non freddissima, però. Questo perché il corpo deve lavorare per alzare la temperatura dell’acqua. Grazie a questo meccanismo automatico, del tutto naturale, si bruciano più calorie nel nostro organismo.

– Bere acqua prima di andare a dormire fa bene alla salute perché idrata, agevola la digestione e migliora il sonno. Idrata l’organismo e consente peraltro di mantenere l’equilibrio idrominerale durante il sonno. Andare a letto la sera con una buona idratazione agevola inoltre il processo digestivo e, di conseguenza, migliora anche la qualità del sonno.

– Bere acqua prima di dormire depura l’organismo ed elimina le tossine in eccesso. L’acqua depura il nostro organismo dalle tossine dannose, che possono derivare dall’inquinamento atmosferico e da una cattiva alimentazione. Bere acqua prima di andare a dormire migliora l’efficacia dell’azione purificativa agendo soprattutto sul tratto urinario e il sistema muscolare.

– Bere acqua prima di andare a dormire aiuta il transito intestinale rendendo anche la pelle più bella, giovane, pulita ed idratata. Infine, bere acqua prima di andare a dormire aiuta a mantenere l’intestino pulito, la pelle pulita, idratata, giovane, più bella e luminosa.

Gli hamburgher senza carne non fanno bene alla salute

Pubblicato il 19 Set 2019 alle 8:05am

Secondo il nutrizionista Judy Simon, della UW Medicine, gli hamburger senza carne non fanno bene alla salute.

Judy Simon ha spiegato che le carni non carni sono state create come una vera e propria alternativa non di carne per le persone che vogliono davvero continuare a mangiare hamburger. Per questo motivo le varie aziende hanno cercato dei prodotti che sembrano essere, sia dal punto di vista visivo che del palato, il più possibile vicino alla carne vera.

Il problema che, oltre ad essere decisamente più costose, queste carni non carne sono troppo elaborate. Secondo il nutrizionista, infatti, non sono poi così naturali o salutari come si vuole far credere. Simon ha messo a confronto gli ingredienti per scoprire se provenissero o meno da cibi reali. E così, da un certo hamburger di fagioli, il primo ingrediente sono i fagioli, come è giusto che sia. Ma se va a vedere quale sia il primo ingrediente di un Beyond Burger, si scopre che il primo ingrediente è l’acqua.

Simon lancia dunque consiglio: se volete ridurre l’assunzione di carne rossa al posto di mangiare un Beyond Burger, al posto di mangiare tre hamburger a settimana, mangiatene uno o al massimo due a settimana. Mangiare un Beyond Burger potrebbe sì ridurre l’assunzione di carne rossa e aumentare quella di piselli, ma questo non cambierà la vostra vita: è solo una maniera per dare un ingannevole alone di salute ai consumatori. Il che trova anche conferme nel fatto che la carne vegetale è eccessivamente ricca di sale, zuccheri e grassi.

Ragazzino mangia salsicce e patatine, a 17 anni diventa cieco e sordo

Pubblicato il 05 Set 2019 alle 6:57am

I medici del Bristol Eye Hospital (Gb) hanno avuto in cura un ragazzino da quando la sua vista si era deteriorata del tutto, fino ad arrivare alla totale cecità, a causa della sua errata alimentazione. Fatta di sole salsicce e patatine. (altro…)

Succhi di frutta, ecco quanti se ne consumano in Italia

Pubblicato il 04 Set 2019 alle 6:37am

I succhi di frutta sono sempre più scelti e consumati facendo registrare un aumento di preferenza soprattutto tra i più piccoli nel periodo estivo. La bevanda ogni anno viene consumata per 765 milioni di litri, in tutto il mondo, facendo registrare anche una media di circa 13 a testa, con un giro d’affari complessivo che nel 2018 ha fatto un fatturato di 683 milioni. A rilevarlo il nuovo numero della rivista mensile “Il Salvagente”, in edicola a settembre con il titolo di copertina “Ma che frutta beviamo?”.

Il periodico, che motiva il business associandolo ai valori che si legano alla frutta, ha condotto uno studio sulla qualità dei succhi portando in laboratorio dieci succhi di pera, gusto tra i più consumati nel nostro Paese, tra le marche più diffuse sugli scaffali dei supermercati.

L’indagine ha riguardato la presenza di elementi potenzialmente dannosi per l’organismo, pesticidi e sostanze chimiche in primis, ma anche la contaminazione di tossine (come la patulina) e la quantità di zucchero. Dai risultati ottenuti non sono emersi dati particolarmente allarmanti visto che quasi tutti i succhi di pera analizzati hanno evidenziato tracce di zuccheri e dei fitofarmaci captano, boscalid e dodina, ma in quantità – spiega una nota – che non devono destare preoccupazione. Anche la tossina patulina, presente in sei campioni su dieci e nelle quantità rilevate non è da ritenersi un pericolo per la salute.

Carenze di iodio e cosa mangiare

Pubblicato il 31 Ago 2019 alle 8:48am

Anna Maria Formenti, specialista in endocrinologia e malattie del metabolismo all’Università Vita-Salute-San Raffaele di Milano, parla dello iodio come fonte principale di questo elemento chimico, rappresentata dall’alimentazione, spiegando che non sempre quello che mangiamo è sufficiente a coprire il nostro fabbisogno giornaliero.

“Purtroppo molto poco: l’acqua del mare è sì ricca di iodio, e una piccola quantità di questo sale minerale evapora e viene respirata, tuttavia lo iodio presente nell’aria è scarsamente disponibile».

Dieta salva-tiroide: cibi sì Oltre a un pizzico di sale iodato, bisogna, dice l’esperta, fare il pieno di questo oligoelemento scegliendo cibi che lo contengono a quantità maggiori. «Una dieta equilibrata, che preveda due porzioni di pesce alla settimana, latte tutti i giorni e due-tre porzioni di formaggio alla settimana, garantisce il 50-60% del fabbisogno», «Semaforo verde, quindi, per pesce di mare, crostacei e alghe». Non servono quantità eccessive: 150 grammi di pesce sono già sufficienti. Lo iodio è presente anche nei cereali, nella frutta, nel latte e in piccole dosi anche nella carne. Le concentrazioni, però, sono in proporzioni variabili: dipende dalla ricchezza del terreno o dei mangimi utilizzati. Le alghe, invece, sono perfette per chi sceglie un’alimentazione vegetariana ma sono ancora poco utilizzate nella nostra cultura alimentare e più diffuse nel Nord Europa e in Asia. Non bisogna eccedere nel consumo (basta mangiarle una volta alla settimana) per evitare un surplus di iodio e conseguenti problemi alla tiroide.

Dieta salva-tiroide: cibi no «Esistono però alimenti che, assunti in grandi quantità, possono interferire con l’assimilazione dello iodio riducendo la produzione di ormoni tiroidei. Tra questi le crucifere, come i cavolfiori, i broccoli, la soia e gli spinaci». «Si tratta – continua ancora la specialista di cibi con proprietà benefiche che non vanno eliminati dalla dieta».

Listeria, come fare per evitarla. I consigli di Adiconsum

Pubblicato il 29 Ago 2019 alle 6:51am

La listeria, anche detta listeriosi, è una tossinfezione alimentare che prende il nome dal batterio che ne è la causa, il Listeria monocytogenes, per l’appunto.

“I cittadini per attivare le giuste procedure di monitoraggio medico in relazione all’avvenuta esposizione al rischio – ha dichiarato Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale. Purtroppo, nonostante il progresso tecnologico e la buona conoscenza scientifica, il grado di sicurezza dei processi produttivi rimane insufficiente. Probabilmente, la forzata pressione sui prezzi induce a ridurre le misure precauzionali, che richiedono investimenti e maestranze competenti. Dobbiamo ripensare il modello di produzione e consumo alimentare in funzione di una maggiore sicurezza e sostenibilità, privilegiando la qualità della filiera”.

La tecnologia e la scienza possono assisterci nel progettare sistemi di controllo e tracciabilità sempre più efficaci, così come sistemi di allerta anche individuali automatizzati, che consentano al consumatore di tenersi sempre aggiornato in modo mirato e tempestivo: dalle APP per lo smartphone al frigorifero intelligente, che segnalino se siamo stati in contatto con un fattore di rischio accertato dalle Autorità. Si tratta di svilupparle dunque, partendo da un dialogo costruttivo fra produttori e rappresentanza dei consumatori, affinché l’etica e il benessere di tutti siano al centro di ogni scelta.

Dieta mediterranea, riduce il rischio di diabete in gravidanza

Pubblicato il 18 Ago 2019 alle 6:39am

Una nuova ricerca sulla dieta mediterranea, rivela che questo regime alimentare patrimonio dell’umanità, durante la gravidanza può ridurre di un terzo il rischio di sviluppare il diabete gestazionale. Una condizione che colpisce dal 3 al 5% delle donne incinte e che, se non gestito, può avere pericolose ripercussioni su mamme e bambino: dall’aborto spontaneo al rischio di insorgenza di diabete di tipo 2 più avanti nel tempo, a ipertensione, preeclampsia, macrosomia (peso alla nascita elevato con seguenti complicazioni nel parto) o ipoglicemia del neonato. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato su Plos Medicine che ha esaminato gli effetti di una dieta mediterranea sulla salute delle donne in attesa e dei loro bebè.

I ricercatori dell’Università Queen Mary, in Gran Bretagna, hanno infatti arruolato 1.250 donne in sovrappeso, obese o con valori elevati di grassi nel sangue, scoprendo che a partire dalla 18esima settimana di gravidanza, la metà delle donne ha seguito una regime dietetico di tipo mediterraneo, ricco di fibre e grassi ‘buoni (acidi grassi insaturi), le altre hanno invece seguito la classica alimentazione consigliata alle future mamme. Al termine della gravidanza, le madri del primo gruppo erano aumentate di peso in media di 1,5 kg in meno rispetto a quelle del secondo gruppo. E soprattutto il loro rischio di sviluppare diabete gestazionale si era ridotto del 35%, ovvero aveva sviluppato diabete il 17,6% delle donne ‘sotto dieta mediterranea’ contro il 24,9% di quelle che avevano seguito un’alimentazione tradizionale.

Il consiglio ora, degli esperti, per le donne in ‘dolce attesa’ è quello di seguire un regime alimentare povero di grassi, zuccheri a rapido assorbimento, molti vegetali, e carne bianca al posto di quella rossa, legumi ecc. Via libera dunque poi a noci, nocciole, mandorle, pesce e ovviamente all’olio di oliva.

Da una sola mucca, produrre 175 milioni di hamburger, ecco come

Pubblicato il 11 Ago 2019 alle 6:37am

Mosa Meat, start-up dell’Università di Maastricht in Olanda, nata dal progetto di ricerca che nel 2013 ha portato il team del professor Mark Post a presentare al pubblico il primo hamburger creato in laboratorio, da coltura cellulare, raccogliendo investimenti per 7,5 milioni di euro e puntando a portare sul mercato i primi prodotti nel 2021, punta a produrre 175 milioni di hamburger dalle cellule di una sola mucca, invece di allevarne e macellarne 440mila. (altro…)

Che cos’è uno smothie?

Pubblicato il 01 Ago 2019 alle 6:24am

Appartenente alla categoria dei frullati e dei centrifugati lo smothie è fonte di molti elementi salutari, come vitamine e proprietà antiossidanti. Solitamente è consumato a colazione e a merenda.

In estate poi, è anche molto refrigerante. Il merito è da attribuire alla presenza di ghiaccio che lo rende fresco e non eccessivamente gelato.

Utilizzato per sostituire un pasto soprattutto quando fa troppo caldo e non si ha tanta voglia di mangiare. A tal proposito per renderlo esaustivamente nutrienti nella sua preparazione possiamo aggiungere latticini, frutta secca, cereali o spezie.

Uno smothie secondo i nutrizionisti rispetta la “regola delle cinque porzioni di frutta e verdura” al giorno e per goderne al massimo dei suoi benefici, meglio consumarlo appena viene preparato.

Da non sottovalutare poi, il suo effetto detox. Per purificarsi da scorie e tossine i migliori smothies sono quelli a base di mele, carote, frutti di bosco, ananas. Ad ogni colore è associato un effetto benefico specifico.

Provateli, preparandoli anche a casa vostra! Non ne farete più a meno!

Colesterolo alto, un aiuto dall’orzo

Pubblicato il 30 Lug 2019 alle 6:49am

Il colesterolo è una molecola fondamentale per il nostro organismo e benessere psicofisico, a patto che i suoi livelli rimangano nella norma, visto che alti livelli di colesterolo possono portare conseguenze di salute anche gravi e a volte fatali con ictus e infarto.

A tal proposito, l’alimentazione gioca un ruolo chiave. Oltre ad una cura farmacologica adeguata, gli esperti consigliano di seguire una dieta mirata, atta ad abbassare il colesterolo. Esistono infatti cibi che, più di altri, ci aiutano a tenere sotto controllo l’ipercolesterolemia.

Studi recenti hanno dimostrato che un alimento in particolare rappresenta un valido aiuto contro il colesterolo cattivo alto, ed è l’orzo. Un cereale ricco di beta glucani, una fibra solubile che riduce l’assorbimento del colesterolo nell’intestino. Basterebbe mangiarne 3 grammi al giorno, ovvero circa 85 grammi di orzo perlato al giorno, per sfruttare al meglio le sue proprietà benefiche.

Uno studio dell’American Journal of Clinical Nutrition ha infatti evidenziato che chi assume nella propria dieta 3 grammi di beta glucani al giorno presenta poi anche una diminuzione media del colestrolo cattivo (LDL) di 9,6 mg per decilitro, corrispondente a circa il 7%. Questo effetto benefico, si osserva soprattutto nelle persone, con livelli di colesterolo elevati o nei malati di diabete. Dato che fa pensare ai beta glucani con altri effetti positivi, non soltanto, sul colesterolo. Nel complesso, i 3 grammi al giorno restano la quantità consigliata. Anche se la si supera con i benefici che restano invariati.

Un altro studio condotto nel 2016 dall’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa aveva stabilito che mangiare alimenti ricchi di beta-glucano idrosolubile, come pasta, pane, biscotti o altri preparati a base di orzo, è in grado di rendere l’organismo più resistente allo stress, all’obesità e ai rischi correlati.