alimentazione

Gelato funzionale superfood? Buono, nutriente, biologico e crudista. Il primo al mondo è in Italia

Pubblicato il 10 Lug 2019 alle 9:16am

Arriva il cioccolato crudo con radice di maca, zenzero, peperoncino e cannella. (altro…)

Menopausa, cosa mangiare per non ingrassare

Pubblicato il 30 Giu 2019 alle 7:08am

Durante la menopausa si può riscontrare un aumento di peso. Riuscire a non ingrassare può risultare molto più difficoltoso del solito a calo di un calo dei livelli di estrogeni. Anche un sonno di bassa qualità e una regolare riduzione del metabolismo e del tono muscolare correlate all’età possono contribuire all’aumento di peso, che tende a svilupparsi soprattutto nell’addome. Secondo le statistiche, recenti una donna su due, quando è in menopausa, aumenta nel girovita di circa 5 centimetri in un anno, che si traducono in quasi un chilo in più di peso. Ecco allora che per non esagerare e frenare questo processo può essere efficace cambiare alimentazione.

Non si tratta di seguire semplicemente una dieta, ma di modificare alcune abitudini alimentari ed introdurre alcuni cibi, in particolare per contrastare i rischi di diabete e malattie cardiovascolari.

I consigli arrivano da Rossella Nappi, Professore Ordinario di Ostetricia e Ginecologia presso la Sezione di Diagnostica e Clinica Integrata – Unità di Ostetricia, Ginecologia e Riproduzione Umana, Dipartimento di Scienze Clinico-Chirurgiche, Diagnostiche e Pediatriche dell’Università degli Studi di Pavia che dice: “Contro questi rischi, la dieta deve prevedere molte fibre, ma anche spezie ed erbe come curcuma e salvia, ovvero ‘alimenti funzionali’ poiché agiscono anche sul metabolismo. Ma il grasso che va a costituire le maniglie dell’amore è grasso cattivo, androide. Quello che ne deriva non è un problema solo estetico, come denunciano molte, ma cardiovascolare. Provoca infatti insulino-resistenza, anticamera di diabete, infarto e ictus, ma anche tumori”.

“La dieta giusta prevede la giusta qualità degli alimenti. Addio a pasta e pane di grano duro e via libera ai cereali integrali. Grazie alle fibre, infatti, non solo si ha un apporto calorico ridotto, ma si modifica il modo in cui bruciamo grassi e zuccheri, diminuendo anche i picchi di insulina. Un altro alimento funzionale sono le spezie, che consentono di usare meno sale che provoca ritenzione idrica, pressione arteriosa e aumento di peso e cellulite. “La curcuma è un anti-infiammatorio naturale che aiuta in menopausa perché il grasso sulla pancia favorisce le infiammazioni che possono provocare tumori”, aggiunge Nappi.

Un’alimentazione mirata può andare a coadiuvare e a volte anche sostituire terapie ormonali contro i sintomi tipici della menopausa, tanto temuti dalle donne. “Ad esempio, spiega l’esperta, la salvia e il tofu sono ricchi di fitoestrogeni che contrastano la vampata di calore, lamentata da 3 donne su 4. Inoltre i polifenoli del cacao hanno una benefica azione su microcircolazione e, grazie alla presenza di serotonina, agiscono sul tono dell’umore”.

Glicemia, come abbassarla velocemente

Pubblicato il 29 Giu 2019 alle 9:08am

Chi soffre di diabete sa già come abbassare la glicemia attraverso la terapia orale indicata dal proprio medico di fiducia o la somministrazione di insulina sottocutanea. (altro…)

Capperi: ricchi di vitamine, antiossidanti potenziano il sistema immunitario e tengono a bada colesterolo e glicemia

Pubblicato il 28 Giu 2019 alle 9:19am

I capperi non si possono mangiare così come si trovano in natura. Devono essere prima fatti essiccare all’ombra e dopo essere marinati con sale insieme ad aceto e olio. Quelli sotto sale andrebbero sciacquati prima sotto l’acqua e poi consumati in cucina. (altro…)

Ictus, qual’è la giusta quantità di uova per evitarlo?

Pubblicato il 19 Giu 2019 alle 6:15am

Le uova sono un alimento importante all’interno di qualsiasi regime alimentare in quanto sono un’ottima fonte di proteine e apportano nutrienti importanti come ad esempio la vitamina A, la riboflavina, l’acido folico, la vitamina B6 e B12, la colina, il ferro, il calcio, il fosforo e il potassio. Tuttavia, però, contengono molto colesterolo, ovvero circa 200 mg per uovo di medie dimensioni, concentrato nel tuorlo. Si tratterebbe quindi di una quantità davvero molto importante considerando che il fabbisogno giornaliero di colesterolo è di 300 milligrammi. Ecco allora perché si dice che le uova fanno male al cuore, e un nuovo studio sembra infatti confermarlo.

La ricerca in questione è americana ed è stata condotta dalla professoressa Katherine Tucker e team, dell’Università del Massachusetts Lowell, su 30mila persone adulte per 31 anni rilevando così che coloro che consumavano in media 1,5 uova grandi al giorno avevano anche un rischio di incorrere in malattie cardiovascolari come ictus e infarto ischemico maggiore del 17% rispetto al resto del campione. Si può quindi asserire, dicono gli esperti, che mangiare più di un uovo al giorno aumenta il rischio di soffrire cuore e imbattersi in un infarto. Si tratterebbe dunque di un monito molto importante per coloro che seguono la celebre dieta chetogenica, che non prevede carboidrati ma solo proteine. La conferma che troppe uova fanno male al cuore era comunque già arrivata da uno studio precedente.

La ricercatrice ha affermato, inoltre che “Anche per le persone in diete sane, l’effetto dannoso di un maggior apporto di uova e colesterolo è stato costante”. Durante tutti questi lunghi anni di studi e ricerche.

Il consiglio rimane dunque sempre lo stesso. E’ bene mangiarne 1 o al massimo due volte a settimana.

Quali sono gli 8 cibi prebiotici da includere nella dieta?

Pubblicato il 15 Giu 2019 alle 7:21am

I prebiotici, fibre che si trovano in verdura o legumi e non sono assimilabili, favoriscono la crescita di batteri utili già presenti nell’intestino, permettendo così anche ai probiotici di proliferare. A differenza dei probiotici, che danno all’intestino una carrellata di batteri buoni, i prebiotici agiscono come nutrimento a lungo termine per l’intestino e sono presenti in molti cibi.

Meglio dunque, combinare, i prebiotici con cibi probiotici o integratori in modo che entrambi funzionino al meglio nel nostro organismo. Per saperne di più su alimenti che li contengono visitare il sito web Www.womenshealthmag.com.

Le noci ad esempio, contengono fibre e altri composti prebiotici che favoriscono la crescita di batteri intestinali sani. Attenzione però a non esagerare con le quantità. Poi ci sarebbe anche il cioccolato nero, grande fonte di polifenoli, sostanze antiossidanti che aiutano ad aumentare due tipi di batteri intestinali (lattobacilli e bifidobatteri), che consentono di andare regolarmente in bagno. Sì anche a cipolle, fonte naturale di inulina prebiotica. Esse aiutano l’organismo a produrre butirrato, in grado di proteggere colon e salute del cuore, riducendo colesterolo cattivo e trigliceridi.

Sì anche a farina d’avena, in quanto ricca di amido resistente, un tipo di amido prebiotico che il nostro organismo non può abbassare. Ha un effetto lassativo. L’amido in essa contenuto può anche aiutare anche a ridurre il livello di zucchero nel sangue e colesterolo. Ci sono poi le lenticchie rosse che forniscono un doppio mix di amido resistente, così come il mais.

Ma non solo…altro alleato della salute grande fonte di inulina prebiotica protettiva dal colon è il porro.

Poi abbiamo le mele, ricche di pectina prebiotica, che migliorano la salute generale dell’intestino favorendo una serie di batteri sani.

Allergia al nichel, quali cibi meglio evitare

Pubblicato il 13 Giu 2019 alle 7:36am

Sono molte le persone che scoprono di essere allergiche al nichel. Un metallo color argento che è presente praticamente ovunque. In molti oggetti o accessori, soprattutto per la donna: bottoni, cinturini, monete, bigiotteria ed in molti cibi (seppure in quantità assai limitata). (altro…)

Cellulite, cosa mangiare e cosa no

Pubblicato il 04 Giu 2019 alle 9:45am

La cellulite è l’obesità localizzata (in particolare l’obesità cosiddetta ipertrofica), una importante concausa della patologia trattata. La cellulite non affligge solo donne in sovrappeso, ma anche donne normopeso o addirittura molto magre. (altro…)

Mirtilli fanno bene al cuore, ecco quanti mangiarne al giorno per proteggerlo

Pubblicato il 03 Giu 2019 alle 8:55am

Mangiare una tazza di mirtilli al giorno è in grado di ridurre il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. Parola di esperti.

A questo risultato sono giunti i ricercatori dell’University of East Anglia, in collaborazione con colleghi di Harvard e di tutto il Regno Unito. I quali, hanno preso in esame i sintomi della sindrome metabolica, che comprende anche il rischio di ipertensione, diabete, eccesso di grasso corporeo, livelli bassi di “colesterolo buono” e alti livelli di trigliceridi, per vedere se con i mirtilli si avevano buoni risultati e così è stato.

Per giungere a tale conclusione, gli scienziati hanno coinvolto nel loro studio 138 partecipanti in sovrappeso o obesi, di età compresa tra i 50 e i 75 anni, e hanno chiesto loro di mangiare ogni giorno o 150 grammi o 75 grammi di mirtilli liofilizzati, mentre ad una terza parte è stata somministrata una dose ‘placebo’ fatta con coloranti e sapori.

Ebbene, la scoperta, è stata che mangiando 150 grammi di mirtilli al giorno queste persone avevano ridotto il rischio di malattie cardiovascolari del 12-15%. Gli stessi benefici rilevati anche in chi aveva assunto una dose di mirtilli, inferiore al giorno, ovvero 75 grammi e di placebo.

Passati studi avevano dimostrato che i mirtilli sono in grado di ridurre anche il rischio di sviluppare malattie come il diabete di tipo 2.

Quindi con l’estate, è ancora più piacevole mangiarli in gelati, frutta, dolci light.

Provare per credere, cosa costa?

Colesterolo alto? Come abbassarlo con 4 cibi fondamentali

Pubblicato il 28 Mag 2019 alle 7:18am

Il colesterolo, grasso presente nel sangue che viene in gran parte prodotto dall’organismo, mentre in minima parte viene introdotto con la dieta, in quantità fisiologiche, è coinvolto in diversi processi per il funzionamento dell’organismo, ma quando è presente in quantità superiore costituisce uno dei fattori di rischio maggiori per le malattie cardiache. Il colesterolo in eccesso, infatti, tende a depositarsi sulle pareti delle arterie, provocando la formazione di lesioni che le ispessiscono e le irrigidiscono. Tale processo è chiamato aterosclerosi, e può portare nel tempo alla formazione di placche vere e proprie, in grado di ostacolare – o bloccare del tutto – il flusso sanguigno, con conseguenti rischi a carico del sistema cardiovascolare.

Il colesterolo presente nel sangue viene trasportato all’interno di strutture molecolari chiamate lipoproteine. Le quali si riconoscono in due tipi principali di lipoproteine: le lipoproteine a bassa densità o LDL (Low Density Lipoprotein, da cui deriva la sigla), conosciute anche come colesterolo “cattivo”, perché trasportano l’eccesso di colesterolo dal fegato alle arterie e lo rilasciano nei vasi sanguigni con conseguente aterosclerosi; le lipoproteine ad alta densità o HDL (High Density Lipoprotein), conosciute a loro volta come colesterolo “buono”, favoriscono la rimozione del colesterolo dal sangue e la sua eliminazione attraverso i sali biliari, proteggendo così anche il cuore e i vasi. Il colesterolo totale che si misura nel sangue è a grandi linee è dato dalla somma di LDL + HDL.

Quali sono le cause del colesterolo?

Diverse condizioni possono sviluppare un colesterolo alto. Tra queste troviamo: sovrappeso, obesità, un’alimentazione non sana, l’abitudine al fumo – che a lungo andare danneggia i vasi sanguigni e accelera il processo di indurimento delle arterie – e la mancanza di attività fisica. Ed ancora, alcune patologie come il diabete, spesso associate a ipercolesterolemia. Alcuni individui sono invece geneticamente predisposti a sviluppare l’ipercolesterolemia: è una condizione nota come “ipercolesterolemia ereditaria o familiare” ed è associata ad una serie di mutazioni genetiche.

In caso di colesterolo alto, è sempre opportuno e di fondamentale importanza, farsi visitare da uno specialista che saprà sicuramente dare tutte le informazioni del caso per riportarlo nei limiti stabiliti per una buona e corretta condizione fisica.

Qui di seguito un elenco di cibi per abbassarlo:

– Verdura, frutta, cereali e legumi: ovvero cibi che hanno un alto contenuto di fibre – Salmone, noci, spinaci e cibi che contengono elevate quantità di Omega-3 – Semi di girasole, sesamo, arachidi ed altri cibi che contengono elevate quantità di Omega-6 – Olive e olio d’oliva