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Moda newyorkese, Jeremy Scott porta i tabloid in passerella

Pubblicato il 14 Feb 2019 alle 7:11am

Il bianco e nero delle pagine dei tabloid arrivano sulla passerella newyorchese, nei giorni del braccio di ferro tra il capo di Amazon Jeff Bezos e il “National Enquirer”, Jeremy Scott ha detto addio al suo solito technicolor e ai riferimenti kitsch della cultura pop per una collezione ispirata ai titoli strillati dei giornali da 25 centesimi.

“Daily News” e “New York Post” hanno fornito i grafismi e la tavolozza bicromatica che lo stile di Moschino realizzato in collaborazione con l’artista polacca-statunitense-svedese trapiantata a Londra, Aleksandra Mir, per criticare la relazione simbiotica tra i creatori di contenuti per la stampa tabloid e un pubblico a caccia di emozioni forti che reagiscono agli articoli ancor prima di averli letti.

E pertanto, titoli cubitali strillati come “Mercati in caduta libera, il peggior bagno di sangue dal Lunedì Nero!” fanno da padrone su abiti, giacche, pantaloni, tute, cinture, i berretti “beanie” e su una serie di abiti da party con la gonna sbuffante come il tutu’ di una ballerina.

“La nostra societa’ e’ ossessionata dai titoli scandalistici, le notizie salaci, false affermazioni, contenuti sensazionalistico il cui unico scopo e’ attirare click”, ha spiegato Scott prima della sfilata: “Siamo stati manipolati al punto che la gente non ha piu’ nessuna spinta a giudicare criticamente o a investigare”.

Altaroma, oltre 100 giovani creativi e marchi nazionali e internazionali per l’evento dal 24 al 27 Gennaio

Pubblicato il 29 Gen 2019 alle 6:01am

La nuova edizione di Altaroma, in programma dal 24 al 27 gennaio, si è svolta in un nuovo spazio polifunzionale, mai utilizzato fino ad ora per eventi fashion, il PratiBus District, di 5mila mq oggetto di un intervento di riqualificazione di una porzione dell’ex deposito Vittoria dell’Atac, che comprende quattro macro aree, destinate alle diverse tipologie di attività e all’interno delle quali si sono tenuti i principali eventi e sfilate. (altro…)

‘Italiana – L’Italia vista dalla moda 1971-2001’ dal 22 febbraio al 6 maggio a Palazzo Reale Milano

Pubblicato il 20 Feb 2018 alle 7:27am

Arriva a Palazzo Reale di Milano (in piena Milano Fashion Week A/I 2018/19), ‘Italiana – L’Italia vista dalla moda 1971-2001’, una mostra dedicata alla storia recente del nostro paese attraverso stili, oggetti, atmosfere e personaggi che hanno fatto la Moda, ma che sono andati oltre ad essa. La mostra sarà aperta al pubblico dal 22 febbraio al 6 maggio 2018.

Perché proprio cominciare dal 1971? Perché è l’anno che segna simbolicamente il passaggio dall’Alta Moda al prêt-à-porter: tutto parte quando lo stilista Walter Albini sceglie di usare Milano come palcoscenico per la sua prima sfilata di moda.

Perché finire col 2001? Perché è il momento in cui la moda italiana si trasforma in un caso internazionale – ancora poco studiato, tra l’altro -. E questo nonostante gli attentati dell’11 settembre.

Curata da Maria Luisa Frisa e Stefano Tonchi, Italiana – L’Italia vista dalla moda 1971-2001 – diventerà anche un libro edito da Marsilio -, ripercorrerà trent’anni fondamentali della storia della moda italiana e dell’affermazione del Made in Italy. Mostrando le commistioni culturali, politiche, artistiche da cui le passerelle non si sono potute sottrarre e che hanno dato vita ad influenze a loro volta.

La mostra in questione non segue un ordine cronologico, ma tematico: Identità, Democrazia, In forma di logo, Diorama, Project Room, Bazar, Postproduzione, Glocal, L’Italia degli oggetti, sono queste le nove sezioni in cui è strutturato il percorso.

Alberta Ferretti, Antonio Marras, Benetton, Bottega Veneta, Diesel, Etro, Dolce & Gabbana, Fendi, Ferragamo, Fila, Fiorucci, Giorgio Armani, Max Mara, Missoni, Prada, Valentino… sono solo alcuni dei brand presenti.

Le opere di artisti come Michelangelo Pistoletto, Maurizio Cattelan, Francesco Vezzoli, Alighiero Boetti, tra i tanti, fanno parte del percorso espositivo, a testimonianza della complessità creativa del mondo dell’arte italiana e del suo legame con quello della moda.

Le fotografie di Oliviero Toscani, Paolo Roversi, Alfa Castaldi, invece, suggeriscono l’instancabile lavoro sull’immagine fatto in quegli anni grazie appunto alla moda, che ha portato l’Italia non solo a essere teatro di interessanti sperimentazioni, ma anche di nomi e linguaggi che hanno fatto scuola in tutto il mondo.

Una mostra di Palazzo Reale è un’occasione unica sia per vedere pezzi d’archivio delle più celebri case di alta moda italiane, sia per ricostruire un pezzo importante della nostra identità sociale e culturale.

Italiana. L’italia vista dalla moda 1971-2001 è promossa e prodotta da CNMI, Comune di Milano, Palazzo Reale, con il supporto del Ministero dello sviluppo economico e ICE Agenzia, grazie ai main partner Yoox-Net-a-Porter, alla collaborazione con Pomellato e ai manichini di La Rosa.

Pierre Cardin, 70 anni di carriera in scena a Roma

Pubblicato il 06 Feb 2018 alle 6:44am

Una sfilata d’eccezione è andata in scena per celebrare i 70 anni di carriera di Pierre Cardin, in occasione del debutto al Sistina di Dorian Gray.

Hanno sfilato miniabiti anni ’50 con il seno segnato, dalle forme geometriche, d’avanguardia, quasi spaziali. Tanto colore, che scambia le gambe dei pantaloni e contagia anche i completi maschili. (altro…)

Mostra Versace a Berlino, aperta fino al 13 aprile

Pubblicato il 01 Feb 2018 alle 8:00am

Quattro collezionisti sono arrivati a Berlino per rendere omaggio a Gianni Versace, esponendo un migliaio di pezzi del celebre stilista italiano: con una sfilata inaugurale e una mostra inedita aperta fino al prossimo 13 aprile. Un assedio coloratissimo, che parla alla capitale tedesca anche la sua lingua: “Dalla Private Collection di Antonio Caravano abbiamo allestito la ‘Bondage room’, 16 completi di pelle e borchie dalla collezione del 1992, che fece scandalo. Versace usò infatti il linguaggio sadomaso per farlo diventare alta moda e spezzare come sempre molti equilibri”, spiega all’ANSA Sabina Albano, che di questa parte dell’esposizione è curatrice.

“Pezzi ispirati a pratiche anche scabrose finirono addosso alle donne più ricche del mondo”. E Berlino è il luogo ideale per mostrare come “una cultura underground diventi fashion. I berlinesi amano il linguaggio tagliente e sapranno certamente apprezzare”, conclude la curatrice.

Prada, una collezione in nome della semplicità

Pubblicato il 25 Set 2016 alle 8:48am

Quella mandata in passerella ieri da Miuccia Prada, non è – come avverte la stilista – un nuovo minimalismo, ma “una nuova semplicità” perché “l’oggi è pieno di contraddizioni”. (altro…)