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Asma e coronavirus, cosa c’è da sapere

Pubblicato il 03 Ott 2020 alle 6:00am

Dal 12 al 16 ottobre torna la quarta edizione di ASMA ZERO WEEK, la campagna di sensibilizzazione sull’asma che offrirà ai 3 milioni di pazienti la possibilità di effettuare una visita di controllo gratuita e ricevere informazioni utili alla gestione della malattia. Per ricevere la consulenza gratuita presso uno dei 40 Centri aderenti è necessario chiamare il Numero Verde 800 62 89 89 dal lunedì al venerdì (esclusi giorni festivi), dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00. Promossa da FederASMA e ALLERGIE Odv – Federazione Italiana Pazienti, con il patrocinio della Società Italiana di Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica (SIAAIC) e della Società Italiana di Pneumologia (SIP/IRS), e in partnership con AstraZeneca, l’iniziativa intende sensibilizzare i pazienti sull’importanza della prevenzione degli attacchi d’asma attraverso l’adozione di corrette strategie terapeutiche e informare l’opinione pubblica circa i possibili campanelli d’allarme e i rischi connessi alla loro sottovalutazione.

Sono circa 300 milioni le persone nel mondo chiamate a convivere con l’asma, 1 ogni 20. In Europa circa 30 milioni di bambini e adulti di età inferiore ai 45 anni soffrono di questa impattante malattia infiammatoria cronica delle vie aeree1. Dispnea, sensazione di costrizione toracica, tosse e broncospasmo sono i sintomi principali che richiedono l’attenzione dello specialista.

“Nonostante le ben note e significative difficoltà legate all’emergenza sanitaria in corso – dichiara Laura Mastrorillo, Presidente FederASMA e ALLERGIE Odv – abbiamo fortemente voluto rilanciare questa importante iniziativa giunta ormai alla sua quarta edizione. Mentre continuiamo ad adottare le precauzioni per limitare il contagio COVID-19, non dobbiamo dimenticare che la prevenzione e la cura dell’asma restano fondamentali per i pazienti, e FederASMA rimane sempre in prima linea al loro fianco. Come Associazione di riferimento nel nostro Paese, sentiamo infatti il dovere di far sì che tutte le persone che ne necessitino, ricevano e assumano una terapia di controllo adeguata e vengano monitorate periodicamente. Una corretta gestione della malattia, infatti, si traduce sia in miglioramento della qualità di vita dei pazienti sia in riduzione di morbosità, mortalità e costi del Sistema Sanitario Nazionale”.

Ed è proprio nel corso della pandemia da SARS-CoV-2 che molto si è discusso su come l’infezione possa impattare nelle persone con asma. Dati interessanti arrivano dal Severe Asthma Network Italy che ha evidenziato come le persone con asma grave non siano ad alto rischio di contrarre l’infezione da SARS-CoV-2 e di andare incontro a complicanze severe da COVID-19. Su 1.504 pazienti, i casi di malattia confermata o altamente sospetta sono risultati 26, pari a un’incidenza dell’1,73%. Anche il tasso di mortalità è risultato piuttosto basso: 7,7% contro il 14,5% della popolazione generale italiana2. Alla base di questi incoraggianti risultati vi è la possibilità che l’impiego di corticosteroidi inalatori possa prevenire o mitigare lo sviluppo delle infezioni da coronavirus.

Covid 19 e pazienti con asma

Pubblicato il 12 Mag 2020 alle 6:51am

In un contesto di preoccupazione generale per la pandemia di COVID-19, sono numerose le incertezze che si impongono tra i pazienti che in Italia soffrono di asma. “Se sono un soggetto asmatico corro maggiormente il rischio di contrarre il Covid-19? Devo seguire regolarmente la terapia indicata dallo specialista o può essere rischioso? Posso recarmi dal medico per monitorare la mia condizione? Queste alcune delle domande che hanno portato FederAsma e Allergie Odv, la Federazione di riferimento in Italia, a lanciare il primo seminario interattivo mettendo a disposizione il know-how di due esperti di fama nazionale e internazionale: il Professor Massimo Galli – Direttore Malattie Infettive Ospedale Luigi Sacco di Milano – e il Dottor Claudio Micheletto – Direttore UOC Pneumologia, A.O.U.I. di Verona.

“Le persone con asma, già interessate da una malattia respiratoria cronica, temono l’esposizione al rischio di contrarre il virus – dichiara Laura Mastrorillo- Presidente FederAsma-. Dall’inizio della pandemia siamo stati inondati da numerosi quesiti da parte dei pazienti. Anche se a distanza, abbiamo sentito quindi il dovere di stare vicini, oggi più che mai, a quanti sono chiamati a convivere con questa patologia. Siamo ben consapevoli, infatti, dei timori e delle difficoltà che i soggetti asmatici vivono in questo periodo. Per questo abbiamo fortemente voluto offrire questa utile opportunità di confronto e di sapere scientifico con esperti autorevoli, così da far chiarezza su alcuni aspetti fondamentali nella gestione della malattia di fronte a questa emergenza”.

Difficoltà a respirare, tosse, senso di oppressione al torace. Sono questi i principali sintomi che accomunano apparentemente asma e Covid-19. Per i pazienti asmatici, infatti, può essere difficile distinguere la difficoltà a respirare (dispnea) tipica dall’asma da quella che si manifesta nei casi più gravi di SARS-CoV-2. A fare la differenza, nella gran parte dei casi, è però la presenza di febbre legata al nuovo virus.

A rassicurare i pazienti con asma potrebbero essere le ultime evidenze scientifiche che dimostrano come i soggetti asmatici corrano un rischio minore di contrarre l’infezione da Covid-19. Alla base potrebbe esserci il potere fortemente antinfiammatorio che la terapia per il controllo dell’asma esercita e che potrebbe svolgere un’azione protettiva nei confronti del nuovo virus.

Opportuno, in ogni caso, seguire le regole e le raccomandazioni indicate dalle Istituzioni: distanziare dagli altri di almeno 1 metro, limitare gli spostamenti, indossare la mascherina nei luoghi pubblici e al chiuso, lavare accuratamente e frequentemente le mani per almeno 40 secondi ed evitare di portarle alla bocca, naso e occhi sono tutte precauzioni doverose per contenere la curva del contagio.

L’asma è una malattia infiammatoria cronica delle vie respiratorie con riacutizzazioni ricorrenti dell’infiammazione e, quindi, dei sintomi. A consentire un controllo dell’asma sono l’aderenza alle terapie e le visite mediche regolari. Solo così, infatti, è possibile ridurre notevolmente il rischio di riacutizzazioni con conseguenti visite d’emergenza o ricoveri.

“Un’informazione corretta può aumentare la consapevolezza e contribuire a rassicurare il paziente, – ha concluso Il Dottor Claudio Micheletto – Direttore UOC Pneumologia, A.O.U.I. di Verona – evitando il diffondersi di paure spesso infondate che hanno fatto registrare un enorme calo di visite mediche negli ambulatori di pneumologia e allergologia. È fondamentale non affidarsi al ‘fai-da-te’ e consultare sempre il proprio specialista, anche telefonicamente o online, per qualsiasi dubbio o aggravamento della sintomatologia. Vietato, quindi, sospendere la terapia senza indicazioni ricevute dal medico. Un’interruzione incontrollata dei farmaci è molto più pericolosa, ancor di più per quelle forme di asma moderato-grave”.

Dieta chetogenica, in aiuto contro l’asma

Pubblicato il 18 Apr 2020 alle 6:03am

Una dieta chetogenica, a basso contenuto di carboidrati, potrebbe essere molto efficace contro l’asma. A dirlo, uno studio dell’Università di Bonn che è stato pubblicato sulla rivista scientifica Immunity. Secondo la recente ricerca, infatti, svolta sui roditori, le cavie che sono passate a questo tipo di regime alimentare hanno avuto una infiammazione significativamente ridotta del tratto respiratorio. I pazienti asmatici, spiegano gli studiosi tedeschi, reagiscono con una grave infiammazione dei bronchi a basse concentrazioni di alcuni allergeni. Questo stato è anche accompagnato da una maggiore produzione di muco, che rende la respirazione ancora più difficile. Un ruolo centrale è svolto dalle cellule del sistema immunitario che sono state scoperte solo pochi anni fa e che sono chiamate cellule linfoidi innate (Ilc): le quali svolgono un’importante funzione protettiva nei polmoni rigenerando le mucose danneggiate. Per questo motivo producono messaggeri infiammatori dal gruppo di citochine, che stimolano la divisione cellulare della mucosa e che promuovono la produzione di muco.

I ricercatori hanno sottoposto alcuni topi asmatici a una dieta che conteneva principalmente grassi e che aveva pochi carboidrati o proteine. Con questo regime alimentare è stato notato come il metabolismo cellulare cambia, causando una riduzione della divisione delle cellule linfoidi innate. Lo studio, secondo le intenzioni dei ricercatori, passerà ora agli uomini per capire se una dieta chetogenica possa prevenire attacchi di asma. Comunque, spiegano gli studiosi, si tratta di una pratica non completamente priva di rischi a lungo termine e che deve essere effettuata solo dopo aver sentito un medico.

Allergia ai pollini, come riconoscerla e curarla

Pubblicato il 17 Mar 2019 alle 11:55am

L’allergia ai pollini è un problema molto serio e molto diffuso che colpisce un gran numero di persone e che arriva puntualmente, ogni anno, con l’arrivo della bella stagione.

La pollinosi o allergia ai pollini, non è altro che una reazione del sistema immunitario causata dalla presenza nell’aria degli antigeni presenti nei pollini che vengono prodotti dalle piante in primavera. Queste sostanze causano un’infiammazione delle mucose, per l’eccessiva produzione di istamina.

Il raffreddore da fieno presenta sintomi ben precisi in seguito all’esposizione all’allergene, portando a conseguenze che anche serie che vanno dall‘asma alla rinite allergica.

I segnali che ci fanno capire se siamo o meno in presenza di un’allergia da polline sono i seguenti: naso gocciolante, congestione nasale e lacrimazione degli occhi, starnuti, prurito al naso, alla gola, alla bocca e agli occhi. Chi soffre di allergia ai pollini avverte spesso una tosse continua, ha gonfiore agli occhi, congiuntivite, riduzione dell’olfatto e del gusto. Nei casi più gravi anche shock anafilattico e difficoltà respiratorie.

Ma quali sono i rimedi naturali per contrastare l’allergia da polline?

Ebbene, tra tutti abbiamo il manganese. Il manganese è in grado di ridurre la produzione di istamina, e il ribes nigrum che svolge un’azione antinfiammatoria simile a quella del cortisone. Poi c’è l’estratto secco di capperi, ricco di flavonoidi, che agisce sull’organismo come gli antistaminici.

Massaggi Tuinà: altro rimedio naturale che sostengono sia molto efficace per contrastare i sintomi dell’allergia ai pollini sono l’ automassaggio tuinà, una tecnica antichissima della medicina cinese che agisce sul corpo come l’agopuntura. Per ridurre gli starnuti basta massaggiare in senso antiorario il punto fra il primo e il secondo dito per 10 minuti, mentre per mettere fine alle lacrimazioni e agli arrossamenti è possibile massaggiare l’area fra le sopracciglia con il polpastrello. E se avete naso gocciolante? Niente paura, con la punta dell’unghia potete stimolare la base del naso fra le due narici per 5 minuti. Se invece il vostro naso è tappato potete sempre realizzate una pressione leggera, ma decisa ai lati del viso.

Esistono infine numerosi farmaci che consentono di alleviare i sintomi dell’allergia ai pollini, i cosiddetti corticosteroidi nasali, che sono degli spray in grado di curare l’infiammazione, il gocciolamento del naso e il prurito. Poi ci sono gli antistaminici, da assumere in forma di pillola per ridurre la produzione di istamina e la quantità di muco secreto. Spesso i medici prescrivono anche decongestionanti in spray o sotto forma di compressa, che decongestionano e liberano le vie aeree.

Asma bambini, consigli degli esperti per le vacanze estive

Pubblicato il 28 Lug 2018 alle 12:07pm

Con sei semplici consigli oltre 800mila bambini italiani colpiti da asma possono godersi le vacanze estive. L’indicazione viene dalla Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili (Simri), che ricorda come questa malattia interessi il 10% dei bambini nel nostro Paese. (altro…)

Asma, la prevenzione arriva dal latte materno

Pubblicato il 30 Mar 2018 alle 8:00am

L’asma è una malattia che causa 250.000 decessi ogni anno e colpisce 235 milioni di persone in tutto il mondo, secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

In occasione del 13° Simposio internazionale sull’Allattamento al seno e sulla Lattazione che si è tenuto a Parigi (dal 22 al 23 marzo), Meghan Azad, Professoressa in Pediatria e Salute Infantile presso l’Università di Manitoba (Canada) e Direttrice del gruppo di ricerca sull’asma nell’ambito dello studio Canadian Healthy Infant Longitudinal Development (CHILD), ha presentato nuove evidenze scientifiche tratte da uno studio multidisciplinare, innovativo ed unico, che dimostrano che il latte materno è efficace nella prevenzione dell’asma.

“Il latte materno rappresenta il migliore alimento possibile per il neonato. Tra i molti ed evidenti benefici dell’allattamento al seno la riduzione dell’incidenza di malattie come la dermatite atopica e l’asma è un aspetto importante – commenta il Professor Mauro Stronati, Presidente della SIN Società Italiana di Neonatologia. – Il lavoro scientifico della Professoressa Azad, confermando l’efficacia del latte materno nel prevenire l’asma e ridurre quindi l’incidenza di questa grave patologia, ci spinge a promuovere sempre di più l’alimentazione con il latte materno come diritto di tutti i bambini e a sostenere l’allattamento al seno per una migliore salute del bambino e della mamma.”

Asma, le cose da sapere e la settimana di prevenzione gratuita

Pubblicato il 18 Mag 2017 alle 10:08am

L’asma allergica è una malattia cronica che colpisce le vie aeree. E’ causata da allergeni volatili come polline, acari della polvere e peli di animali domestici.

Ma a differenza di altre forme allergiche, come rinite allergica e congiuntivite, il sistema immunitario risponde in maniera anomala all’inalazione dell’allergene provocando così un’infiammazione cronica dei bronchi.

I pazienti affetti da infezione bronchiale possono presentare l’asma con sintomi che vanno dal restringimento delle vie aeree a tosse e respiro sibilante. Ad oggi non esiste ancora una terapia per la risoluzione della malattia, ma esistono diversi rimedi e trattamenti che permettono di prevenirla e di sopportarla.

Scopriamo nel dettaglio quali sono.

La prevenzione può essere eseguita adottando alcune specifiche precauzioni volte ad evitare il contatto con gli allergeni di cui è stata diagnosticata una ipersensibilità nell’organismo.

La pulizia è il primo passo più importante per debellare i possibili allergeni. È consigliato infatti avere maggiore attenzione, in casa e in ufficio, verso oggetti “portatori” di polvere e acari come: poltrone, divani, tappeti, cuscini, letti, biancheria e condizionatori.

Nell’abitazione è ulteriormente consigliato mantenere il giusto livello di umidità. Evitare pertanto ambienti troppo secchi o troppo umidi.

All’aria aperta, a causa dell’inquinamento che della pollinazione, è consigliato coprire bocca e naso sia in inverno che in estate.

Inoltre, anche l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nella cura e prevenzione dell’asma. La prevenzione infatti, passa attraverso un regime alimentare equilibrato, in modo da mantenere un costante peso forma evitando eccessi, fumo, alcol e droghe.

TERAPIA DELL’ASMA

Il trattamento dell’asma dipende molto dalla cronicità dei sintomi, dall’età, dalla durata della patologia, nonché dalla presenza di altre malattie.

Nei soggetti asmatici colpiti da una crisi respiratoria, viene in genere prescritta la somministrazione di farmaci broncodilatatori e corticosteroidi, nebulizzati attraverso erogatori per via inalatoria. Determinati medicinali se utilizzati adeguatamente e frequentemente possono controllare efficacemente le manifestazioni allergiche.

I farmaci antileucotrienici, sono medicinali per uso orale che contribuiscono ad alleviare rapidamente i sintomi infiammatori dell’asma, per questo motivo sono tradizionalmente indicati anche per la terapia dell’asma pediatrica.

Dal 5 giugno al 9 giugno è la settimana denominata Contro l’Asma Week in quanto è possibile recarsi presso centri e strutture specializzate per sottoporsi a test e controlli gratuiti volti a fornire un quadro clinico puntuale della patologia

Asma più grave nei bambini che soffrono di apnee notturne

Pubblicato il 08 Nov 2014 alle 6:23am

L’asma è una malattia cronica molto diffusa tra soprattutto tra i bambini. I cui sintomi, che possono essere tenuti sotto controllo, ma si aggravano quando ad essa si aggiunge un’altra sindrome infiammatoria cronica le ‘apnee ostruttive’, caratterizzate da pause nella respirazione durante il sonno per l’ostruzione parziale o totale delle vie prime aeree. (altro…)

Asma: a rischio le persone che temono di perdere il lavoro

Pubblicato il 25 Set 2014 alle 11:00am

Secondo uno studio scientifico condotto dai ricercatori dell’Istituto di medicina occupazionale e sociale dell’università di Dusseldorf, la paura di perdere il posto di lavoro è sempre più diffusa nel nostro Paese, ed il tasso di disoccupazione raggiunge numeri veramente agghiaccianti. (altro…)

Botox un aiuto per gli asmatici a respirare meglio. Come?

Pubblicato il 30 Mar 2014 alle 11:28am

La tossina botulinica potrebbe aiutare gli asmatici a respirare meglio. A rivelarlo è un team di ricercatori australiani che è riuscito a dimostrare che il botox non è solo efficace nel cancellare le rughe ma anche ad aiutare i pazienti che sono affetti da asma che soffrono di problemi legati alla laringe. Come? (altro…)