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Acido folico, fa bene non solo in gravidanza

Pubblicato il 28 Gen 2020 alle 8:36am

“La vitamina B9, meglio conosciuta come acido folico, è essenziale per la sintesi del Dna e delle proteine, due processi indispensabili per la crescita e la riproduzione delle cellule», a spiegarlo è Fabio Mosca, presidente della Società italiana di neonatologia (Sin). In special modo, l’acido folico risulta essere fondamentale nella corretta formazione del tubo neurale, cioè la struttura embrionale da cui nasce il sistema nervoso centrale, formato dal cervello e dal midollo spinale. «Se il tubo neurale non si chiude correttamente entro il primo mese dal concepimento, il neonato sviluppa gravi malformazioni congenite note come difetti del tubo neurale». Di questi difetti fanno parte la spina bifida, l’anencefalia (incompleto sviluppo del cervello e della scatola cranica che porta alla morte del bambino prima della nascita o subito dopo) e l’encefalocele (malformazione cerebrale simile a un’ernia, che va operata chirurgicamente e che determina problemi dello sviluppo psicomotorio). (altro…)

Antibiotici, nel nostro Paese se ne prescrivono il 50% in più

Pubblicato il 13 Nov 2019 alle 7:01am

Nel nostro Paese si prescrivono troppi antibiotici, addirittura oltre il 50% della media dei Paesi Ocse.

L’allarme arriva dal rapporto Health at a Glance 2019 (salute a prima vista, ndr) dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che raccoglie 35 Paesi, in pratica quelli della Ue insieme a Stati Uniti, Canada, Giappone, Svizzera e Norvegia.

In Italia nel 2017, secondo l’ultimo dato disponibile, i medici hanno prescritto nelle cure primarie 28 dosi giornaliere definite per 1.000 abitanti.

Si tratta del secondo numero più alto tra i Paesi Ocse. La media è di 18.

Farmaci, come assumere le compresse?

Pubblicato il 12 Nov 2019 alle 6:09am

La manipolazione delle forme farmaceutiche orali solide, se non correttamente gestita, può causare instabilità del farmaco, effetti irritanti a livello locale o errori nella terapia. Proprio per migliorare la sicurezza dei pazienti, il ministero della Salute ha emanato nei giorni scorsi la Raccomandazione n.19, che fornisce indicazioni per la manipolazione delle forme farmaceutiche orali solide, e quindi per la corretta gestione della terapia farmacologica orale, nei casi in cui non sia possibile somministrarle integre e quando le attività di allestimento non siano effettuate dalla farmacia.

Per ‘manipolazione’ si intende la divisione di compresse, la triturazione, frantumazione o polverizzazione di compresse e l’apertura di capsule. Si possono verificare particolari situazioni nelle quali non è possibile somministrare forme farmaceutiche orali solide integre, riconosce il ministero, “come nel caso di: pazienti disfagici adulti e pediatrici, pazienti pediatrici, anziani, pazienti prebisfagici, pazienti fragili, pazienti politrattati, pazienti in nutrizione enterale”, o se c’è necessità di avere un dosaggio non disponibile in commercio. Ebbene, fra le raccomandazioni si invita a “procedere alla manipolazione subito prima della somministrazione di ogni singola dose; spezzare le compresse divisibili lungo la linea di divisione (dove presente) e prestare attenzione nei casi di compresse senza linea di divisione, in quanto il taglio può determinare angoli vivi o facce ruvide”. Inoltre è bene “controllare visivamente che le porzioni siano delle stesse dimensioni; non dividere le compresse in meno di un quarto, se non specificato dal produttore; garantire l’igiene delle mani durante la manipolazione (e somministrazione della terapia) nonché l’igienizzazione degli ambienti e delle attrezzature”.

Inoltre è bene disporre di uno spazio adeguato ed isolato dove effettuare la manipolazione per prevenire la contaminazione conseguente allo spargimento di polvere. E prestare attenzione alla inalazione o al contatto con i principi attivi (aerosolizzazione). Sono esclusi dal campo di applicazione del documento i farmaci antineoplastici. La Raccomandazione considera alcuni aspetti tecnici della gestione delle preparazioni magistrali pediatriche e della manipolazione dei farmaci a domicilio del paziente, così come lo sconfezionamento dei medicinali per utilizzare le dosi singole.

Integratori alimentari, non allungano la vita

Pubblicato il 25 Apr 2019 alle 7:24am

La dieta, secondo quanto documentato da una ricerca pubblicata un paio di settimane fa, è un elemento chiave della prevenzione. Ma a fare la differenza è ciò che si mangia, perché i nutrienti assunti in questa maniera hanno con ogni probabilità un effetto diverso (e un’efficacia maggiore) rispetto a quelli concentrati negli integratori. Queste almeno sono solo alcune delle conclusioni emerse nel corso di un ampio studio epidemiologico apparso sulle colonne della rivista «Annals of Internal Medicine», che riprende anche altri studi degli ultimi anni: in chiave preventiva, gli integratori non sono in grado di svolgere lo stesso effetto garantito da una dieta equilibrata.

I ricercatori hanno valutato se un’adeguata o un’eccessiva assunzione di nutrienti fosse associata a una maggiore probabilità di morte prematura e se l’utilizzo degli integratori determinasse una differenza rispetto all’assunzione dei nutrienti presenti nel cibo. Dalle analisi è emerso anche che adeguati apporti di vitamina K e magnesio sono correlati a un minor rischio di morte prematura, ma soltanto se assunti tramite fonti alimentari e non con gli integratori.

Anche il consumo di vitamina A, vitamina K e zinco sostengono i ricercatori è associato anche un minor rischio di morte per malattia cardiovascolare: pure in questo caso però se le sostanze nutritive vengono assunte direttamente dagli alimenti e non dagli integratori.

Quanti a questi, un apporto eccessivo di calcio in «pillole» (più di un grammo al giorno, a fronte di una dose raccomandata di 800 milligrammi) è il risultato che può essere correlato a un più alto rischio di morte prematura per cancro (lo stesso dato non è stato riscontrato in chi assumeva quantità elevate di calcio attraverso la dieta). Lo stesso dicasi per l’assunzione di vitamina D, se assunta in eccesso da chi non soffre di una carenza (e quindi non ha necessità di assumerla sottoforma di integratore).

I caffè che non fanno male in una sola giornata

Pubblicato il 15 Dic 2018 alle 7:54am

Il Ministero della Salute basandosi sui dati raccolti dall’EFSA – Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare specifica innanzitutto un dato molto importante: ovvero che la caffeina non è contenuta soltanto nel caffè. Bensì, è presente anche nel cacao,, in alcune bacche come ad esempio il guaranà e viene aggiunta a moltissime bevande energetiche, come i soft drink, ma anche molti dolci e prodotti di pasticceria. Persino in alcuni farmaci ed integratori alimentari. Insomma, facendo un po’ di conti, quanti caffè possiamo bere nel corso di una giornata?

Occorre innanzitutto, dicono gli esperti, considerare anche se la caffeina è stata consumata anche attraverso altri alimenti. Una volta assunta, essa rimane nell’organismo per circa 4 ore (stima di media, il tempo esatto dipende da fattori fisici soggettivi).

E secondo lo studio condotto dall’EFSA, un adulto, in buona salute, può assumere fino a 200 mg di caffeina per dose. Tuttavia, già con una dose di 100 mg si possono avvertire influssi negativa sulla vita quotidiana e soprattutto sul dormire. Fino a 400 mg al giorno comunque sono facilmente sopportabili, se si è adulti e si gode di buona salute. Discorso cambia di molto, invece, se parliamo di anziani, persone con problemi di salute, donne in gravidanza e adolescenti.

A quanti caffè corrispondono dunque queste misure?

Ebbene, difficilmente un caffè espresso supera gli 80 mg di caffeina. Mentre un caffè americano, lungo e in tazza grande, può arrivare sino a 90 mg.

Cinque caffè al giorno sono anche troppi. Meglio rimanere al di sotto di tale cifra per essere sicuri di non esagerare e non avere ripercussioni negative sulla propria salute. Quindi è già al terzo o quarto espresso è bene fermarsi. Specialmente, se nel corso della giornata si assumono anche tè, cioccolato, cocacola, o bibite energetiche.

Lupini: un’arma vincente contro il diabete

Pubblicato il 30 Ago 2017 alle 9:26am

Dai lupini un efficace rimedio naturale contro il diabete. (altro…)