AT-121

In arrivo antidolorifico rivoluzionario. Efficace come la morfina ma non crea dipendenza ed effetti collaterali

Pubblicato il 03 Set 2018 alle 8:49am

E’ stato creato in laboratorio ed è un potente e rivoluzionario antidolorifico. Efficace quanto la morfina ma con un dosaggio cento volte inferiore e soprattutto senza creare dipendenza ed effetti collaterali. Il farmaco sperimentale, attualmente conosciuto con la sigla di AT-121, può contrastare l’abuso da oppioidi da prescrizione, come ad esempio la buprenorfina, utilizzata come terapia sostitutiva nella dipendenza da oppiacei e analgesico contro il dolore oncologico.

A mettere a punto l’AT-121 un team di ricerca internazionale della Scuola di Medicina Wake Forest, che ha collaborato con i colleghi del Dipartimento di Farmacologia presso l’Università di Wakayama (Giappone), con l’azienda Astraea Therapeutics e con il Centro Medico Hefner per i Veterani. Gli scienziati, coordinati dal professor Mei-Chuan Ko, docente presso il Dipartimento di Fisiologia e Farmacologia dell’ateneo americano, hanno progettato il farmaco affinché agisse contemporaneamente su due recettori del cervello: il recettore mu oppioide, il bersaglio di elezione per oppioidi e antidolorifici, e il recettore nocicettina, legato alla dipendenza.

Ebbene, dopo averlo sviluppato lo hanno testato con successo sui macachi rhesus (Macaca mulatta), dimostrando la sua notevole efficienza come antidolorifico senza innescare fenomeni di dipendenza.

Nelle scimmie in cui è stato testato, il farmaco è riuscito anche a ridurre il livello di dipendenza da ossicodone, più noto col nome di Depalgos quando associato al paracetamolo. “Questo composto è anche efficace nel bloccare il potenziale di abuso di oppioidi da prescrizione, proprio come fa la buprenorfina per l’eroina, quindi speriamo possa essere usato per trattare il dolore e l’abuso di oppiacei”, ha dichiarato il professor Mei-Chuan Ko.

Il farmaco in questione, non ha innescato problemi cardiovascolari e respiratori che sono invece tipici dei farmaci oppioidi.

Tutti i dettagli dello studio in questione sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Science Translational Medicine.