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Tumori, in aumento i casi in Italia: 4.300 in più rispetto al 2017. Al Nord si vive di più

Pubblicato il 30 Set 2018 alle 7:26am

Sono in aumento le diagnosi di tumore in Italia: 4.300 in più rispetto al 2017. E’ quanto emerge da un nuovo studio presentato al ministero della Salute, secondo cui la forma tumorale più diffusa è il cancro alla mammella con 52.800 nuovi casi diagnosticati solo nel 2018 (contro i 51mila dell’anno passato). Dati questi che delineano un’Italia divisa in due: un Nord in cui si sopravvive di più, e un Sud sempre più indietro per la sanità, screening e diagnosi precoce.

Dopo il tumore alla mammella, la seconda neoplasia più diffusa nel nostro Paese è senz’altro quella del colon-retto (51.300 casi, erano 53mila nel 2017), seguita dal cancro al polmone (41.500 casi, contro i 41.800 dell’anno scorso).

Nel 2018 sono stimati 373.300 nuovi casi di tumore complessivi (194.800 per gli uomini e 178.500 per le donne donne). Ma non solo. A questi si aggiungono quasi 3,4 milioni di cittadini che vivono dopo la scoperta della malattia (3.368.569, 2.244.000 nel 2006), 6% della popolazione: un dato in costante crescita e che fa ben sperare, soprattutto per le regioni del Centro – Nord.

Infatti, sulla base delle percentuali di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi, Emilia-Romagna, Toscana e Veneto appaiono le Regioni più virtuose. Negativi invece i dati sulla sopravvivenza al Sud, con Sicilia (52% uomini e 60% donne), Sardegna (49% e 60%) e Campania (50% e 59%). Differenze che si spiegano soprattutto con la scarsa adesione a campagne di prevenzione e tempi di attesa troppo lunghi per visite ed esami specialistici, diagnosi in stadio iniziale, quando le possibilità di guarigione sono ancora più alte.

Cecità, allarme degli esperti: entro il 2050 triplicherà in tutto il mondo

Pubblicato il 06 Ago 2017 alle 6:26am

Il numero di persone non vedenti nel mondo rischia di triplicarsi da qui al 2050 per effetto dell’invecchiamento della popolazione, passando da 36 a 115 milioni. Ad affermarlo è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Lancet Public Health, secondo il quale anche per i pazienti con difetti visivi ci si aspetta un forte aumento se non si investirà di più sulle terapie.

Secondo l’analisi condotta da un team internazionale, coordinato da Rupert Bourne della Anglia Ruskin University, che ha esaminato i dati di 188 paesi, la percentuale di persone con problemi di vista sta diminuendo, ma per effetto dell’aumento e dell’invecchiamento i numeri assoluti sono destinati a crescere ancora di più.

Per i difetti visivi, che anche se meno gravi della cecità completa portano comunque ad un peggioramento della qualità della vita, si passerà dai 200 ai 550 milioni di persone colpite, in prevalenza nei paesi di Asia e Africa sub-sahariana.

Secondo gli esperti infatti, un maggiore accesso a interventi come la chirurgia della cataratta o ai semplici occhiali, potrebbe invertire il trend.

«Anche difetti piccoli della vista possono incidere pesantemente sulla vita delle persone – scrivono gli autori -, ad esempio impedendo di guidare. Gli interventi in questo campo sono tra quelli che danno il ritorno economico più grande».

La cecità interessa 11,7 milioni di persone in Asia meridionale, 6,2 milioni in Asia orientale, 3,5 persone nel Sud Est asiatico, più del 4% della popolazione in alcune parti dell’Africa sub-sahariana e meno dello 0,5% della popolazione dell’Europa occidentale.

Tumori al seno, aumentano i casi ma si riduce la mortalità

Pubblicato il 15 Mar 2017 alle 10:07am

Crescono a dismisura i casi di tumore al seno in Italia, ma cala il tasso di mortalità. Solo nel 2016 si sono registrati infatti, dicono gli esperti, 50mila nuovi casi, 2.000 in più rispetto al 2015. Questo, quanto è emerso dai dati raccolti durante il convegno di Napoli “Brest Journal Club. L’importanza della ricerca in oncologia”.

La mortalità per tumore del seno è in costante diminuzione, soprattutto nella fascia d’età compresa tra i 50 e i 69 anni, che fa registrare un calo annuo del -1,9% e anche nella fascia d’età dello screening mammografico. La prevenzione dunque continua a essere un arma vincente contro il tumore al seno.

Infatti, molte regioni italiane stanno coinvolgendo in questo percorso le over 45 perché, se la malattia è individuata in fase precoce, le guarigioni superano anche il 90% .

Il tasso di sopravvivenza, a 5 anni dalla diagnosi, nel 2016 ha raggiunto quota 85,5%, con un tasso superiore alla media europea che si attesta all’81,1% .

Percentuale in costante aumento partita dal 1990 e cresciuta di anno in anno sino ad arrivare al dato del 2016, dell’85,5%.

La malattia colpisce soprattutto donne fino ai 49 anni (41% dei casi), segue la fascia d’età tra 50 e 69 anni (35%) e, infine, le donne sopra i settant’anni (21%). Considerando le macro-aree del Paese, l’incidenza è maggiore al Nord (126,9 casi ogni 100mila donne), rispetto al Centro e al Sud che fanno registrare lo stesso dato (111,2 casi su 100mila donne). Complessivamente, in Italia, vivono 692.955 donne che hanno ricevuto una diagnosi, pari al 41% di quelle che convivono con una pregressa diagnosi di tumore e pari al 23% dei lungo-sopravviventi (sia uomini sia donne).

Sbarchi di minori, Comuni lanciano allarme su aumento

Pubblicato il 28 Lug 2016 alle 8:34am

È emergenza nell’emergenza quella dei minori non accompagnati che a centinaia sbarcano sulle coste italiane tra i migranti. Soli, impauriti e traumatizzati, sono in cerca di futuro. L’Anci ha presentato il sesto rapporto che li riguarda, facendo il punto della situazione sulle politiche di accoglienza 2004-2014 e focalizzando l’attenzione sui percorsi di integrazione che riguardano la prima fase e la seconda di accoglienza, e l’impegno da parte dei comuni.

Il numero dei minori non accompagnati negli ultimi anni «è aumentato esponenzialmente», passando dai 4.588 del 2010 ai 9.197 del 2011, dai 9.678 del 2013 fino ai 13.523 del 2014.

Si tratta in prevalenza di maschi nel 96% dei casi, 8 su 10 di età compresa tra i 16 e i 17 anni, oltre la metà proveniente da quattro Paesi: Egitto (21,5%), Bangladesh (13,2%), Gambia (10%) e Albania (9,1%). E nel 24% dei casi di richiedenti asilo.

In seguito all’approvazione del Piano nazionale dedicato, a partire dalla fine del 2014, il ministero dell’Interno ha attivato strutture di primissima accoglienza altamente specializzate destinate ad accoglierli appena sbarcati. Attualmente sono 13, per 641 posti complessivi.

Ampliata anche la rete dei progetti destinati ai minori nell’ambito dello Sprar, per un totale di 1.010 posti, arrivando a quota 1.838.

Al loro percorso di recupero pensano poi i comuni. Il maggior numero alla capitale.

Aumento Iva congelato per 3 mesi

Pubblicato il 30 Ago 2013 alle 10:50am

Le probabilità che l’aumento dell’Iva venga congelato per ulteriori tre mesi sono “abbastanza buone” ma è indispensabile fare una riforma complessiva di tale imposta perchè “è dai tempi del paniere che non si fa una discussione approfondita sulla distribuzione e il peso delle varie voci”. Ad affermarlo è il sottosegretario all’Economia, Pierpaolo Baretta, a Radio Anch’io. (altro…)