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Riso riscaldato può far male

Pubblicato il 21 Lug 2020 alle 6:00am

Mangiare riso riscaldato può far male alla salute, parola di esperti. Il problema più grosso non è soltanto il riscaldare il riso, ma anche il modo con cui viene consumato una volta cotto. Dopo averlo preparato, infatti, dicono i nutrizionisti, non dovrebbe mai fatto riposare per più di un’ora fuori dal frigo.

Il riso crudo può contenere spore di Bacillus cereus, batterio che potrebbe causare intossicazioni alimentari. Più tempo il riso viene lasciato fuori, maggiori le probabilità che diversi microrganismi si riproducano al suo interno. Alla fine tali microrganismi finiscono col rilasciare delle tossine e il riso diventa molto dannoso causando, in chi lo consuma, attacchi di vomito e diarrea, tipici delle intossicazioni alimentari.

Per non rischiare di andare incontro a intossicazione alimentare causata dal riso riscaldato ci sono due cose da fare.

1. Cuocere la quantità di riso necessaria pesando il cereale e servendolo subito dopo la cottura. 2. Mangiare il riso avanzato entro il giorno successivo a quello in cui è stato cotto. Una volta uscito dal frigorifero riscaldarlo per bene e soprattutto mai più di una volta.

Photo Credit vogliadiriso.it

Avanzi al ristorante, c’è la doggy bag d’autore. Molti gli esercizi contro lo spreco

Pubblicato il 01 Nov 2015 alle 10:44am

E’ un’iniziativa lanciata da Comieco e Slow Food e che ha già riscosso un discreto successo a Milano: lo scopo è quello di combattere lo spreco di cibo che avanza anche nei ristoranti.

Qualche mese fa, con la collaborazione di illustratori e designer di talento, è partita a Milano un’importante iniziativa chiamata “Doggy Bag – Se avanzo mangiatemi”.

Che ha portato alla realizzazione di divertenti doggy bag d’autore per promuovere la cultura del riciclo combattendo l’imbarazzo nel chiedere al ristoratore di poter portare a casa avanzi lasciati nel piatto.

Un’indagine condotta da Waste Watcher conferma infatti che oltre il 90% degli italiani è consapevole di quanto cibo si sprechi al ristorante. Un italiano su due sarebbe disposto a pagare un sovrapprezzo per portare a casa pietanze e vino avanzati durante un pasto.

Da qui l’idea di realizzare un porta avanzi d’autore che aiuti a vincere la vergogna e contrastare la fastidiosa percezione dovuta al fastidio degli esercenti nel proporre la soluzione doggy bag al termine della serata.

A Roma sono 17 i ristoranti che hanno aderito all’iniziativa. Le realtà coinvolte riceveranno pertanto un kit di contenitori gratuiti realizzati dall’architetto Michele De Lucchi e del professor Andrea Kerbaker.

Le doggy bag d’autore sono realizzate in cartone e completamente riciclabili, colorate e divertenti.

“Il doggy bag al ristorante deve diventare una pratica comune che non deve generare imbarazzo” sottolinea Fabio Spada, Presidente della Fipe-Confcommercio Roma. “Il confronto e la vista di ciò che avanza ci aiuta nello sviluppo di un consumo consapevole in maniera più concreta di quanto non avvenga eliminando l’avanzo, perdendolo di vista, facendo finta che non esista. Dall’esperienza del ristorante alla nostra quotidianità casalinga alla ricerca di acquisti mirati, con un occhio sempre più attento alla qualità a discapito, a volte, di una eccessiva quantità”.

Alcuni degli esercizi commerciali che hanno aderito all’iniziativa

All’Oro

Asino d’Oro

Big Al

Buca di Ripetta

Ciao Checca

Coromandel

Flavio al Velavevodetto

Hosteria Grappolo d’oro

L’Arcangelo

Osteria di Monteverde

Osteria del Velodromo Vecchio

Primo al Pigneto

Proloco Dol

Romeo

Settembrini

Spirito DiVino

Trattoria Da Cesare al Casaletto