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Pancia gonfia? Banane, un rimedio naturale

Pubblicato il 15 Lug 2019 alle 9:47am

Il potassio aiuta a sgonfiare la pancia ecco perché è molto importante mangiare banane, frutto per eccellenza che contengono questa preziosissima proprietà benefica.

Più banane nella nostra alimentazione, meno pancia gonfia.

Evitare dunque l’assunzione e il consumo di cibi spazzatura e di gassate che aiutano all’accumulo di gas e scorie nella pancia e nell’intestino.

Bere, almeno, 2 litri di acqua al giorno, moderare o eliminare il consumo di cibi non freschi, l’aggiunta di sale ai piatti e praticare una costante e intensiva attività fisica.

Il nostro corpo presenta una buona quantità di potassio, ma non abbastanza per il riequilibrio del sodio e quindi, è bene aggiungerlo attraverso l’alimentazione?

Come?

Mangiando banane, almeno una al giorno come spuntino di metà mattinata in modo da sfruttarne tutti i benefici per tutto il giorno.

O ancora, altri alimenti ricchi di potassio sono le lenticchie, gli spinaci, gli asparagi, i piselli, la soia, i pomodori e la frutta secca.

Banane a rischio sparizione nei prossimi 10 anni

Pubblicato il 19 Ago 2016 alle 8:45am

Le banane molto presto, nel giro di 10 anni, potrebbero sparire dalle nostre tavole e dalla nostra alimentazione, parola di esperti.

La colpa sarebbe da atreibuire ad alcune specie di funghi patogeni in grado di decimare le coltivazioni.

A stabilirlo i ricercatori dell’Università della California Davis – in uno studio pubblicato da Plos Genetics – che ha analizzato il genoma dei parassiti, che sono diventati molto più aggressivi negli ultimi anni.

Nello specifico i ricercatori hanno studiato attraverso i genomi la malattia chiamata Sigatoka, causa di tre diversi funghi causa della morte di questa specie di frutto, tanto amato in tutto il mondo.

Tre banane al giorno possono ridurre il rischio di ictus del 21%

Pubblicato il 09 Apr 2011 alle 10:56am

Tre banane al giorno ad ogni pasto, sono la dieta consigliata dai ricercatori dell’Universita’ di Warwick (Regno Unito) e dell’Universita’ di Napoli per abbassare del 21% il rischio di incorrere in un ictus. (altro…)