batterio escherichia coli

Neonato muore per infezione batterica due giorni dopo nascita, madre chiede risarcimento di 2mln di euro

Pubblicato il 28 Giu 2018 alle 7:48am

Il piccolo Federico morì all’ospedale di Chieti, sei giorni dopo il parto, per un’infezione che lo portò subito alla morte. Ora sua madre chiede alla Asl un risarcimento danni di oltre due milioni di euro. La donna, L.C., che ha ora 52enne, si è rivolta all’avvocato Monica D’Amico e ha citato l’azienda sanitaria locale davanti al tribunale civile di Chieti per chiedere che venga «accertata la responsabilità della struttura ospedaliera nonché quella professionale di tutti i sanitari che ebbero in cura il neonato». Accuse respinte dalla Asl. La prima udienza è stata fissata dal giudice Francesco Turco per il mese di luglio.

Dopo il parto, avvenuto il 26 luglio del 2005, le condizioni di salute del piccolo Federico, nato con un parto cesareo nella clinica ostetrico-ginecologica del Santissima Annunziata, furono definite dai medici «medio-discrete». Per questo motivo gli fu inserito un catetere ombelicale. Il piccolo Federico, nato all’ottavo mese di gravidanza e pesava due chili e 580 grammi. Fu ricoverato in incubatrice nel reparto di terapia intensiva neonatale e la situazione degenero’ nella tarda serata del 29 luglio, fino al decesso avvenuto il primo agosto. La causa della morte fu accertata: «Sindrome da insufficienza multiorgano del neonato per sepsi neonatale precoce fulminante da batterio Escherichia coli».

I genitori presentarono subito denuncia, ma l’inchiesta penale fu archiviata dopo una perizia fatta dal medico legale, secondo la quale non ci furono responsabilità da parte del personale sanitario, dove era avvenuto il parto.

Ora a quasi dieci anni di distanza, la madre, L.C. ha iniziato una battaglia legale contro l’asl, rivolgersi al medico legale Giorgio Bolino. Dalla «cartella clinica della madre – scrive l’esperto nella sua consulenza legale di parte – non presenta alcun segno di infezione, il che conferma che la donna non può in alcun modo essere considerata veicolo del contagio, tenuto anche conto che il parto avveniva mediante taglio cesareo». E ancora: «La sepsi in questione è correlabile al posizionamento del catetere ombelicale e alla contaminazione a opera del personale sanitario, dal momento che la madre è risultata completamente immune da processi infettivi». Il professor Bolino arriva dunque a questa conclusione: «Si tratta di una tipica infezione nosocomiale contratta durante il ricovero in ospedale, i cui sintomi si manifestano oltre le 48 ore dopo il ricovero. In proposito è da chiamare in causa la responsabilità della struttura sanitaria». Nel 2015 la donna ha messo in mora la Asl, chiedendo il risarcimento dei danni. Tentativo andato a vuoto così come la procedura di mediazione. Il resto è storia recente: la Asl dovrà difendersi da una richiesta di risarcimento danni da 2.103.252 euro.

Latte non pastorizzato: muore bimba di 16 mesi per un gelato. Altri due bambini ricoverati con gli stessi sintomi

Pubblicato il 07 Giu 2017 alle 4:06am

E’ allarme, ad Altamura (Bari) per tre casi di intossicazione alimentare nel giro di pochi giorni.

Una bambina di 16 mesi muore dopo aver mangiato un gelato, e altri due bambini sono ricoverati con gli stessi sintomi.

La causa? Un gelato prodotto con latte crudo che ha provocato la sindrome emolitico-uremica attraverso il batterio Escherichia coli.

La piccola Vittoria, di soli 16 mesi, residente ad Altamura e deceduta all’Ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari. Dopo il primo caso di intossicazione, ora altri due bambini – sempre di Altamura – sarebbero stati ricoverati al Giovanni XXIII con gli stessi sintomi. Per fortuna, però, le condizioni non destano grosse preoccupazioni.

Il succo di mirtillo per combattere le infezioni urinarie

Pubblicato il 04 Nov 2011 alle 8:12am

Il succo di mirtillo è un valido rimedio per contrastare le infezioni batteriche, ed in particolare quelle che riguardano il tratto urinario, tipiche del batterio Escherichia Coli o E. Coli. (altro…)

Germania: epidemia batterio Escherichia Coli è causata dai germogli di soia

Pubblicato il 07 Giu 2011 alle 8:23am

Sempre più sicura la possibilità che la causa dell’epidemia tedesca, originata dal batterio escherichia coli che secondo gli ultimi dati diffusi dall’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), ha causato 22 vittime in Europa, sarebbe da ricercare nei germogli di soia prodotti in Bassa Sassonia (Germania) in una fattoria a Uelzen, tra Amburgo ed Hannover. (altro…)