Bossetti

Svolta caso Yara: una testimone dichiara “Ho visto la ragazza in macchina con Bossetti”

Pubblicato il 17 Gen 2015 alle 12:07pm

Un vero è proprio colpo di scena nel caso della morte di Yara Gambirasio. Secondo una testimone – valutata attendibile dagli inquirenti e le cui dichiarazioni sono state messe a verbale e inserite nel fascicolo – l’estate precedente alla scomparsa della giovane, Massimo Bossetti era nella sua auto parcheggiata di fronte alla palestra e con lui c’era una ragazzina.

A riportare tale indiscrezione la trasmissione Quarto Grado, che ne ha diffuso una sintesi.

Quel giorno la donna stava accompagnando la figlia adolescente a un corso di ciclismo femminile, che si teneva nel centro sportivo frequentato da Yara – si legge nel comunicato -. Attraversando il parcheggio che dà su via Locatelli, la testimone ha notato una macchina ferma: una familiare grigia come quella di Bossetti, che i telegiornali hanno mostrato dopo il suo arresto. Al suo interno, un uomo biondo e una ragazzina. La donna ha raccontato agli inquirenti di essere rimasta colpita, perché non le era sembrato che l’uomo fosse lì per accompagnare la giovane: non la faceva scendere dall’auto e il colloquio tra i due era molto fitto”. Secondo la testimone, Bossetti e Yara.

Ho visto Bossetti” conferma la donna. – Infine la testimone racconta di aver visto Bossetti anche in un’altra occasione: “All’inizio di settembre 2014, a quasi tre mesi dall’arresto di Massimo Bossetti, dopo aver riconosciuto dalle immagini in tv il parcheggio della palestra, la testimone – è scritto ancora nella sintesi – si è presentata dagli inquirenti. La signora ha raccontato particolari mai resi noti prima dai mezzi d’informazione: ad esempio, il piccolo supermercato dove il muratore andava abitualmente ad acquistare le bibite nella pausa di lavoro”.

Yara, Bossetti a Chignolo il 6 -12-2010 a comprare materiale, ma titolare impresa smentisce

Pubblicato il 12 Lug 2014 alle 3:06pm

Emerge un’altra inesattezza, o forse bugia. C’è un nuovo particolare che non si spiega: che ci faceva Massimo Bossetti ,il 6 dicembre del 2010, a Chignolo d’Isola? Le celle telefoniche rivelano che si trovasse lì in una zona compatibile con il campo in cui è stato trovato il corpo della povera Yara Gambirasio. (altro…)

Posizione di Bossetti aggravata da deposizione e telecamera di sorveglianza

Pubblicato il 10 Lug 2014 alle 10:59am

Massimo Bossetti continua a dichiararsi innocente, ma i punti da chiarire che non convincono giudici ed inquirenti, sono ancora tanti. L’uomo, di recente ha chiesto di essere interrogato dal pm, e nelle quasi tre ore di colloquio avrebbe spiegato come secondo lui, il suo dna sarebbe finito sul corpo della ragazzina di Brembate. (altro…)

Tracce sul furgone e auto di Bossetti, continuano i rilievi del Ris

Pubblicato il 03 Lug 2014 alle 12:01pm

Durante la notte dalle 23.30 di martedì sino alle 2, la vecchia officina del Ris è stata totalmente oscurata. Si è partiti con il reagente chimico Luminol, capace di segnalare la presenza di tracce, presenti sui due automezzi di Massimo Giuseppe Bossetti, l’uomo in carcere a Bergamo per l’omicidio di Yara Gambirasio. (altro…)

Il muratore visto vicino casa di Yara. Uscite da solo, discoteca, e assenze ingiustificate dal lavoro

Pubblicato il 29 Giu 2014 alle 11:20am

Si complica la posizione di Massimo Giuseppe Bossetti, il presunto killer di Yara Gambirasio. Ci sarebbero almeno tre testimoni che affermerebbero che l’uomo non trascorreva le serate soltanto con moglie e figli e le domeniche con genitori, come dichiarato da lui e dalla moglie. (altro…)

Moglie di Bossetti “Mi portò sul campo di Yara, era a cena con me alle 21”. Furgone ha un particolare unico

Pubblicato il 27 Giu 2014 alle 1:04pm

Ieri la moglie di Bossetti, è andata in carcere a trovare il marito. “Come stanno i ragazzi? Hanno chiesto di me?“, avrebbe chiesto il presunto killer.

L’incontro è durato circa due ore: i due hanno parlato prevalentemente dei tre figli. Nel colloquio, autorizzato dal pubblico ministero, non vi sarebbe stato alcun segnale di cedimento o contraddizione da parte di Bossetti e la donna avrebbe detto al marito “Ti credo innocente ma c’è il Dna, ora devi spiegare”.

La moglie dell’uomo, interrogata nei giorni precedenti, nella caserma di Ponte San Pietro, ha ripetuto più volte di credere al marito: “Mio marito non è un assassino. Non è un pedofilo”.

E quando gli inquirenti le hanno richiesto dove si trovasse il marito la sera del 26 novembre 2010, ha risposto “non ricordo“, e “può essere“, avvalendosi della facoltà di non rispondere o sottolineando che il non ricordare non significasse niente, ovvero che la sua amnesia circa quella giornata è normale dopo quattro anni.

Ma con il passare delle ore, qualche ricordo sembra ora essere tornato. La donna ha infatti dichiarato: “Quella sera cenai con mio marito alle nove di sera”. Elemento questo che va ad aggiungersi ai tanti che stanno emergendo in questi giorni.

Intanto, dal verbale dell’interrogatorio emerge anche che la donna avrebbe raccontato agli inquirenti, che lei e il marito si recarono sul luogo del delitto, dove fu trovato il corpo senza vita della ragazzina di Brembate.

La Comi avrebbe infatti rivelato: “E’ capitato in una circostanza, molto tempo dopo il ritrovamento di Yara, che transitando per andare a Capriate San Gervasio, volevamo andare a vedere il luogo. Inizialmente non trovammo la strada, ma alla fine ci siamo arrivati. Che io sappia mio marito non c’era mai andato”.

Fin qui non ci sarebbe nulla di strano, se non che emergerebbe un altro inquietante dettaglio. Ovvero, quando gli inquirenti le hanno chiesto “È a conoscenza di una chiamata di Bossetti Massimo a sua madre (Ester Arzuffi, ndr) avvenuta proprio nel contesto del rinvenimento del cadavere di Yara Gambirasio e mentre si trovava a transitare in Chignolo d’Isola, con la quale informava la donna di ciò che stava accadendo, chiedendole anche se volesse raggiungerlo?”. Lei ha risposto di non sapere nulla.

Ma nel verbale dell’interrogatorio è stato sottolineato dalla procura che Massimo Giuseppe si sarebbe trovato proprio a Chignolo d’Isola quando fu scoperto il cadavere di Yara e ne informò la madre.

Ma non è tutto. Secondo quanto riportato da “Il Fatto Quotidiano”, l’identikit del furgone di Bossetti “Ha un particolare unico”. Gli investigatori, avrebbero tra le mani un’altra prova che inchioderebbe il muratore di Mapello. Di cosa si tratti per ora resta top secret, ma sembrerebbe, che possa essere ritenuta “Come fosse il suo Dna”.

Il mezzo è un Iveco Daily cassonato, composto da motrice e da un cassone aperto per accogliere il materiale da lavoro. Un mezzo piuttosto comune, ma che si differenzierebbe dagli altri per un elemento ben preciso.

Inoltre, il mezzo sarebbe stato comprato da Bossetti di terza mano, e porterebbe una data di immatricolazione anteriore alla scomparsa di Yara. Dato confermato dalla ditta Bonacina di Chignolo d’Isola dove Bossetti andava a rifornirsi di materiale edili.

I titolari, infatti, avrebbero raccontato che dal 2008 al 2013, il muratore utilizzava sempre lo stesso mezzo. A questo punto è importante ricostruire la storia del furgone. Ad oggi si sa solo che l’Iveco è uscito dal concessionario nel 2008 e negli anni è stato modificato, fino a quando non lo ha acquistato il presunto assassino di Yara, il quale, confermano gli investigatori, non lo cambia.

Ma il mezzo presenterebbe una caratteristica particolare che avrebbe già permesso al Ros di identificarlo nella zona di via Rampinelli in orario compatibile alla scomparsa della ragazza.

Ma non è tutto. Altra cosa non trascurabile, sarebbe emerso che le gocce di sangue di Yara e quelle del presunto assassino presenti sui vestiti della ragazza, secondo la scientifica sarebbero cadute contemporaneamente su slip e leggins. Ipotesi che farebbe escludere che a depositare il dna di Ignoto 1 possa essere stato un taglierino trafugato a Bossetti sul quale era rimasta una macchia di sangue secco.

Proprio, ieri, infatti è trapelata la notizia di un furto di materiale dal furgone di Bossetti, che a dire degli investigatori, risalirebbe solamente a pochi mesi fa.

Bossetti potrebbe giustificare la presenza del dna collegandola ad un furto di arnesi da lavoro

Pubblicato il 26 Giu 2014 alle 11:04am

Il pm Letizia Ruggeri ha autorizzato il colloquio tra Massimo Giuseppe Bossetti, sospettato dell’omicidio della piccola Yara Gambirasio, e sua moglie Marita Comi. (altro…)