Botox

Medicina estetica: con la mascherina, boom di trattamenti estetici nella zona oculare

Pubblicato il 06 Feb 2021 alle 9:08am

Giocare con lo stile, i colori e le fantasie diverse ha sicuramente alleviato in parte il fastidio di dover portare la mascherina tutti i giorni, spesso anche per tante ore, ma al contempo ci siamo visti costretti a esprimerci quasi esclusivamente attraverso lo sguardo.   

Da quasi un anno ormai la mascherina è diventata – nostro malgrado – un ‘accessorio’ irrinunciabile.

Alcuni studi hanno dimostrato che portare la mascherina crea una sorta di ‘illusione ottica’, facendo apparire gli occhi più grandi del 6%. Anche i difetti, quindi, risultano più evidenti. 

La mimica facciale si è ridotta dall’intero viso all’area oculare e perioculare – spiega la dottoressa Stefania Enginoli, medico estetico specializzato in chirurgia non ablativa e in tecniche laser di ultima generazione a Milano – Gli occhi sono diventati l’unico strumento di dialogo a nostra disposizione, con la conseguenza di concentrare in quell’area tutti gli sforzi espressivi”. 

Logico quindi ritrovarsi a fare i conti con un aumento delle rughe e con una notevole stanchezza non solo della zona oculare e perioculare appunto, ma di tutto il terzo superiore. 

A dimostrare una maggiore attenzione verso quest’area sono proprio le richieste di trattamenti per la cura degli occhi, in costante crescita negli ultimi 6 mesi. 

Sono nettamente aumentate le richieste di soft restoration e di filler per il riempimento del solco lacrimale, mentre il botox rimane uno dei trattamenti a oggi più amati”, specifica la Enginoli. 

In particolare sono 5 i trattamenti più richiesti

  1. Al primo posto, l’intramontabile botox per le rughe della fronte e del contorno occhi. 
  2. Segue la blefaroplastica non chirurgica con laser frazionato CO2, che la dottoressa Enginoli consiglia “Se c’è un eccesso di pelle ma non ci si vuole sottoporre alla classica blefaroplastica chirurgica”. È possibile trattare l’intera zona periorbitaria, sia quindi l’area palpebrale superiore che quella inferiore. “Il laser CO2 scalda bene l’area provocando una contrazione delle fibre di collagene e un conseguente ‘sollevamento’ dei tessuti.
    Le cellule si rigenerano e donano fermezza e tonicità alla cute delle palpebre, mentre l’intera regione perioculare apparirà ringiovanita grazie all’azione levigante del laser sulle rughe
    ”. Il numero di sedute necessarie a raggiungere il risultato desiderato viene stabilito di volta in volta in base alle caratteristiche del paziente. 
  3. In crescita i trattamenti a base di filler per il solco lacrimale: “Nel caso l’area oculare sia scavata e svuotata, è possibile riempirla con alcune iniezioni di acido ialuronico a basso peso molecolare. Con la tecnica ‘a sandwich’ si interviene prima sulla zona periostea, poi sopra il muscolo in modo da agire in maniera mirata. L’acido ialuronico inoltre irrobustisce la pelle, molto sottile in quella zona”, precisa la dottoressa.
  4. Guadagnano popolarità anche i trattamenti per schiarire le occhiaie. “Molto efficace il peeling a base di acido tricloracetico al 15%, che, insieme a iniezioni di vitamina C, ha un effetto anti ossidante e schiarente”.
  5. In fondo alla classifica troviamo il Plexr, un dispositivo in grado di ionizzare l’aria presente tra il suo terminale e l’epidermide, generando così un raggio di micro-plasma in grado di eseguire una blefaroplastica non chirurgica e meno invasiva. Si traccia una losanga di pelle della palpebra superiore, come nel caso di un vero intervento, e con la penna si fanno delle micro bruciature a distanza di circa un millimetro l’uno dall’altro. I puntini di calore fanno contrarre la pelle, tonificandola senza danneggiare i tessuti sottostanti. 

     
    Alle mie pazienti consiglio comunque di continuare a curare anche il resto del viso e di seguire costantemente una beauty routine per mantenere alti i livelli di idratazione ed elasticità della cute. È vero che in questo momento è lo sguardo ad essere maggiormente sotto esame ma non dimentichiamo che quando non saremo più costretti a portare la mascherina ogni giorno il volto nel complesso dovrà mostrare una certa armonia con le cure che abbiamo dedicato agli occhi”, conclude la dottoressa Enginoli. 

Botox una possibile arma contro il tumore allo stomaco

Pubblicato il 23 Ago 2014 alle 12:26pm

Il comune antirughe, il botox, potrebbe essere utilizzato per curare il cancro allo stomaco. Lo ha rivelato uno studio, condotto sui topi da un gruppo di ricerca del Columbia University Medical Centre di New York e della Norwegian University of Science and Technology, pubblicato sulla rivista Science Translational Medicine.

Nei test il botox si è rivelato molto efficace nel bloccare i segnali nervosi capaci di stimolare le cellule staminali del tumore. Da qui, è partito un trial clinico, in Norvegia, che coinvolge pazienti umani affetti da tumore allo stomaco.

Il botox blocca le cellule nervose non facendole rilasciare un neurotrasmettitore chiamato acetilcolina. Come avviene nei trattamenti estetici che riesce a ridurre le rughe paralizzando temporaneamente i muscoli del viso.

Ma tale neurotrasmettitore è famoso anche per riuscire a stimolare la divisione cellulare e questo è quanto hanno scoperto i ricercatori, cosa molto efficace ai fini del cancro.

Botox un aiuto per gli asmatici a respirare meglio. Come?

Pubblicato il 30 Mar 2014 alle 11:28am

La tossina botulinica potrebbe aiutare gli asmatici a respirare meglio. A rivelarlo è un team di ricercatori australiani che è riuscito a dimostrare che il botox non è solo efficace nel cancellare le rughe ma anche ad aiutare i pazienti che sono affetti da asma che soffrono di problemi legati alla laringe. Come? (altro…)