Brexit

Brexit, Milano candidata per l’agenzia del farmaco Ue

Pubblicato il 11 Set 2016 alle 9:29am

La città di Milano propone ufficialmente la sua candidatura per ospitare l’Ema (European Medicines Agency), l’agenzia europea per il farmaco.

E’ quanto emerso al termine di una riunione sul post-Brexit a Palazzo Lombardia in cui erano presenti il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, il rettore dell’Università degli studi di Milano Gianluca Vago e l’imprenditrice Diana Bracco.

“Partiamo subito anche se i tempi non saranno brevi”, ha spiegato Maroni in una conferenza stampa dopo l’incontro, precisando che la trattativa è affidata al Governo, “previa la predisposizione di un dossier sulla candidatura”.

In rappresentanza dell’esecutivo nazionale, il ministro Martina ha affermato che “il Governo c’è” e che ci sono “tutte le condizioni perché si recepisca fino in fondo la proposta che questa città può fare”.

A causa del Brexit crescita economia mondiale più lenta

Pubblicato il 20 Lug 2016 alle 7:51am

Senza il Brexit, l’economia mondiale avrebbe potuto godere di una leggera accelerazione della crescita rispetto alle previsioni di aprile. A dirlo è il Fondo monetario, grazie a un’attenuazione della recessione in due dei più grandi Paesi emergenti, Brasile e Russia. L’incertezza causata dal referendum britannico per l’uscita dall’Unione europea ha indotto gli economisti dell’Fmi a una limatura rispetto alle stime del “World Economic Outlook” di tre mesi fa.

L’economia mondiale crescerà pertanto, del 3,1% quest’anno, come lo scorso anno scorso, e del 3,4% il prossimo. In entrambi i casi le cifre sono state riviste al ribasso dello 0,1%, nello scenario di base.

Brexit: Gb dice no ad un secondo referendum

Pubblicato il 12 Lug 2016 alle 6:03am

Il governo britannico dice no ad un secondo referendum sulla Brexit: in un testo pubblicato sul sito ufficiale dedicato alle petizioni il Foreign Office, conferma: “il premier e il governo hanno detto chiaramente che si sarebbe trattato di un voto unico per generazione, e come il primo ministro ha detto, la decisione deve essere rispettata. Dobbiamo ora prepararci al processo per lasciare l’Ue e il governo si è impegnato a garantire al popolo britannico la miglior soluzione possibile nei negoziati”.

Sul suo account Twitter, la commissione per le petizioni fa sapere ancora di non avere ancora preso posizione precise in merito.

La petizione per indire un secondo referendum britannico ha ottenuto oltre 4,1 milioni di firme.

Brexit, lite in tv tra Vespa e Brunetta. Il giornalista: “Chi è lei per decidere chi parla?”, il deputato: “Sottomesso!”

Pubblicato il 25 Giu 2016 alle 11:03am

Duro faccia a faccia in diretta tv, ieri sera, tra Bruno Vespa e il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta, ospite su Rai1 allo speciale di ‘Porta a porta’ dedicato al Brexit.

A far perdere la pazienza al direttore Vespa l’interruzione di Brunetta del ceo del Fondo Alebris, Davide Serra, in collegamento da Londra. “Onorevole Brunetta ma sta impazzendo? – ha sottolineato Vespa – Sta parlando con una persona, sia educato. Stia al suo posto. Ma scusi lei che titolo ha per interrompere una persona?”.

“Anche lei stia al suo posto – ha replicato l’ex ministro di Forza Italia, alzando il tono della voce – Lei è amico di Renzi, diciamolo”. Immediata la risposta di Vespa: “Ma è un peccato mortale? – ha continuato il giornalista, visibilmente adirato – Dobbiamo fare un sondaggio per sapere come la pensano i finanzieri? Guardi, quando la propaganda politica arriva a questi livelli…”

Brunetta ha poi continuato ad incalzare accusando il giornalista di “sottomissione politica”.

A commentare la lite tra Vespa e Brunetta, Massimiliano Padula, presidente dell’Aiart, l’Associazione che tutela utenti dei media: “Un siparietto irrispettoso – afferma – nei riguardi della buona politica, del buon giornalismo ma soprattutto degli spettatori”.

“Scene del genere – aggiunge Padula – snaturano l’essenza di un talk show che dovrebbe basarsi sul confronto pacato anche in presenza di opinioni divergenti. Quella a cui abbiamo assistito ieri sera è una scena di ordinario isterismo che non dovrebbe mai accadere in uno studio televisivo e per lo più in un programma del Servizio pubblico”.

Cameron si dimette, per ottobre un nuovo primo ministro

Pubblicato il 24 Giu 2016 alle 10:40am

Il premier britannico David Cameron ha annunciato le sue dimissioni dopo il voto dei britannici per lasciare l’Unione Europea. Parlando dinanzi Downing Street, il premier ha detto che rispettera’ “la volonta’ del popolo britannico”, aggiungendo anche che un nuovo leader dovrà condurre i negoziati con l’Ue.

“Io non credo che sia necessario definire una tabella di marcia ma ritengo che dobbiamo avere un nuovo primo ministro in tempo per la conferenza del Partito Conservatore a ottobre”.

Uscita Regno Unito da Ue, vertice di emergenza per i leader europei

Pubblicato il 24 Giu 2016 alle 10:16am

La Gran Bretagna esce dall’Unione europea. L’Europa attonita per la notizia della vittoria della Brexit, si prepara a possibili soluzioni per i mercati. (altro…)

Tempi duri per le borse europee a causa del referendum inglese

Pubblicato il 11 Giu 2016 alle 10:52am

Timori per il referendum britannico sulla permanenza nell’Unione europea, le incertezze per le mosse della Fed e della Banca centrale giapponese e il calo del prezzo del petrolio con il Wti (il riferimento per il mercato americano) sceso sotto i 50 dollari, stanno seminando il panico sulle Borse europee. Parigi perde 2,24% a 4.306,72 punti, Londra perde l’1,86% a 6.115,76 punti, Francoforte 2,52% a 9.834,62 punti. Peggio di tutti Milano con l’Ftse Mib che perde il 3,62%. Anche Wall Street in negativo.

Preparati gli operatori a passaggi delicati vendendo a piene mani soprattutto titoli assicurativi e bancari, per poi acquistare titoli di Stato (in particolare tedeschi, inglesi e giapponesi) che hanno spinto il rendimento del Bund al minimo storico.

Ma la tensione da Brexit fa meno male a Londra (-1,8%). Unipol a Milano perde il 6,8%, flessioni del 6,5% per Yoox, Ubi Banca, Bper, Mps e Unicredit. Un po’ meglio per Eni (-2%) grazie alla nuova scoperta di gas in Egitto.

L’euro con il referendum inglese è tornato sotto quota 1,13 dollari: il cambio si attesta a 1,1275 da 1,1330 di ieri sera. La sterlina perde sul dollaro: la valuta inglese tratta a 1,4345 dollari (da 1,4453). Euro/sterlina stabile a 0,7858 (0,7829). Petrolio in calo di quasi il 2% a New York e a Londra: il Wti vale 49,64 dollari al barile, il Brent 50,94 dollari al barile.