burro

Burro, nel 2017 incremento del 12,5% nella spesa delle famiglie italiane

Pubblicato il 03 Giu 2018 alle 8:43am

Secondo un’analisi condotta dalla Coldiretti, divulgata in occasione della Giornata mondiale del latte che si è tenuta il 1 giugno, si rileva un’inversione di tendenza negli acquisti degli italiani, relativamente ai condimenti a tavola. Il burro registra nel 2017 un aumento del 12,5% della spesa delle famiglie italiane.

Sulla base dei dati Ismea, il burro, sottolinea la Coldiretti, sta riacquistando popolarità ed è tornato ad essere uno dei grassi più usati in cucina per i suoi molti punti di forza; a differenza delle margarine non è un prodotto chimico, è meno calorico degli oli, non è idrogenato ed è ricco di nutrienti come il calcio, sali minerali, proteine del latte e la vitamina A.

A spingere la domanda di questo alimento è anche la scelta di un numero crescente di industrie alimentari di orientarsi verso prodotti “olio di palma free” che hanno avuto un incremento record delle vendite del 17,6% nel 2017. Una domanda che ha fatto balzare verso l’alto anche le quotazioni alla produzione del burro salite del 57% dall’inizio del 2018.

Burro, non fa male come si pensava

Pubblicato il 02 Lug 2016 alle 11:43am

Il burro, come tutti i cibi che contengono grassi, era spesso ritenuto poco salutare se non usato con moderazione.

Oggi invece un nuovo studio condotto dalla Friedman School of Nutrition Science and Policy della Tufts University, negli Usa, pubblicata su Plos One, sostiene che il consumo è solo debolmente associato alla mortalità, mentre non esiste alcun legame con le malattie cardiovascolari ed è stato osservato anche un lieve effetto protettivo nei confronti del diabete.

Nel corso dei test, gli studiosi hanno analizzato i dati di nove ricerche che hanno coinvolto complessivamente 636.151 persone. La quantità di burro giornaliera mediamente consumata è risultata pari a un cucchiaio, circa 14 grammi. Durante il periodo di “follow up”, nel quale cioè i partecipanti agli studi sono stati seguiti, si sono verificati 28.271 decessi, 9.783 casi di malattie cardiovascolari e 23.954 casi di insorgenza di diabete.

Dieta “bulletproof”, dimagrire correggendo il caffè col burro

Pubblicato il 28 Feb 2015 alle 7:10am

E’ in arrivo, una nuova dieta chiamata Bulletproof consistente nell’accostamento di burro e caffè. (altro…)

Latte e derivati: cosa c’è da sapere

Pubblicato il 22 Mag 2011 alle 8:40am

Tra i prodotti lattiero-caseari troviamo un gran numero di alimenti:

– il latte (pastorizzato, crudo, UHT, concentrato…); – i formaggi; – gli yogurt e i latti fermentati; – le creme e i dessert a base di latte.

Panna fresca e burro non rientrano, invece, nei prodotti lattiero-caseari, ma nei corpi grassi. Dei prodotti caseari possiamo dire che sono ricchi di principi nutritivi come:

– proteine di buona qualità, ma in quantità inferiore rispetto alle carni; – acidi grassi e colesterolo in quantità più o meno considerevoli, secondo il grado di “alleggerimento” del prodotto. Pertanto, i prodotti allo 0% sono quasi privi di materie grasse; – vitamine idrosolubili (le vitamine del gruppo B) e vitamine liposolubili (prodotti interi o parzialmente scremati); – minerali e oligoelementi in quantità inferiori; – “zuccheri” (glucidi) la cui qualità varia a seconda del procedimento tecnologico di produzione.

Il formaggio è più ricco di calcio rispetto al latte. Essendo un derivato del latte, ha la stessa origine e gli stessi costituenti, ma i tenori e le composizioni pur essendo simili, in modo significativo in funzione del procedimento di produzione utilizzato. I formaggi (del tipo latte incagliato, poi coagulato) hanno tenori molti più alti di lipidi, di proteine, di calcio rispetto al latte o allo yogurt.