caduta capelli

Capelli e Covid 19: il 30% dei pazienti ne perde in grandi quantità

Pubblicato il 09 Nov 2020 alle 6:10am

Tra gli effetti del Covid-19 c’è anche un copioso, ma temporaneo aumento della caduta dei capelli. È quanto afferma la Professoressa Bianca Maria Piraccini, Direttrice della Scuola di Specializzazione di Dermatologia e Venereologia dell’Università degli studi di Bologna.

La prof.ssa Piraccini ha parlato anche di alopecia permanente da chemioterapia, con importanti studi dei dati raccolti sul territorio che mirano a comprendere le cause e le possibili terapie di questo problema che impatta pesantemente sulla qualità della vita dei pazienti

“Più del 30% delle persone che contraggono l’infezione da Covid-19 riporta una copiosa caduta di capelli, abbondante, fatta di intere ciocche perse. E questo sul piano psicologico aggrava le conseguenze del Coronavirus”.

Ad affermarlo la Prof.ssa Bianca Maria Piraccini, Direttrice della Scuola di Specializzazione di Dermatologia e Venereologia dell’Università degli studi di Bologna, al 94esimo Congresso SIDeMaST, la Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse.

Al Congresso che quest’anno si svolge in versione digitale dal 3 al 6 novembre, la Prof.ssa Piraccini ha puntato i riflettori sulle ripercussioni che la malattia da Sars Cov-2 può avere sui capelli e sulle terapie per rinforzarli.

Molte persone che hanno superato la positività al virus riportano infatti un indebolimento e un diradamento dei propri capelli. La caduta dei capelli post-covid rientra nel “telogen effluvium acuto”, e porta alla perdita dai 100 ai 200 capelli al giorno ed è la tipica caduta di capelli reattiva che si verifica dopo eventi traumatici. In misura ridottissima, questa caduta avviene anche durante il cambio di stagione, ma in misura minore rispetto ai pazienti post Covid per i quali la chioma si riduce notevolmente. “Le prime segnalazioni – afferma la Prof.ssa Piraccini – risalgono a giugno 2020 e sono arrivate da tutto il mondo. In Italia, a Bologna, abbiamo quindi creato una task force, guidata dalla dott.ssa Michela Starace, che sta coordinando gli scienziati di tutto il mondo per registrare tutti i casi di caduta di capelli dopo l’infezione da covid-19 e trovare una spiegazione”.

La forma più frequente (90% dei casi), si manifesta dopo due o tre mesi dalla guarigione e si pensa sia dovuta all’allettamento, al dimagrimento, all’ipo-ossigenazione, ai farmaci, al grande stress cui è stato sottoposto l’organismo. Si tratta sempre di una caduta transitoria.

Le terapie più adatte sono: cortisonici locali e integratori alimentari a base di antiossidanti. Importante poi lavare bene e con delicatezza i capelli: il cuoio capelluto ha molte ghiandole sebacee e l’accumulo di sebo predispone la cute ad una fastidiosa dermatite seborroica.

Questo vale ancora di più se utilizziamo farmaci per capelli con azione topica: “Rimuovendo i residui dei farmaci le successive applicazioni saranno sicuramente più efficaci – precisa l’esperta – solitamente si torna alla normalità nel giro di qualche mese, ma se una persona è già affetta da malattie dei capelli, tipo alopecia androgenetica (che interessa il 50% delle persone di sesso maschile e femminile), quando la caduta si ferma il diradamento dei capelli rimarrà accentuato”.

La Prof. Piraccini ha parlato anche di alopecia permanente da chemioterapici. I dati mondiali dicono che un adulto su 30 ha una diagnosi di cancro anche se oltre il 70% sopravvive grazie alle terapie più innovative. Ma uno degli effetti collaterali a lungo termine è una alopecia permanente successiva alle chemioterapie. Nonostante infatti si sappia che la caduta dei capelli è sempre temporanea, in alcuni casi, sei-otto mesi dopo la sospensione del trattamento chemioterapico i capelli non ricrescono. Nel 30% delle donne con cancro al seno di età tra i 30 e i 50 anni, per esempio, ricrescono in modo talmente sottile che queste donne non hanno il coraggio di togliere la parrucca.

La stessa alopecia colpisce anche i bambini e gli adulti che si sottopongono a un trapianto di midollo per una leucemia il che fa pensare che i farmaci utilizzati possono dare la stessa tossicità dei farmaci chemioterapici. E almeno una persona su 4 riferisce un peggioramento della qualità della vita.

“Stiamo raccogliendo dei dati per studiare questa forma di alopecia permanente da chemioterapici – conclude Piraccini – soprattutto, cerchiamo di capire chi sviluppa questa alopecia permanente e se si può prevedere, prevenire e curare. Il nostro monitoraggio inizia prima della chemio, poi dopo un mese, tre mesi e si arriva, di tre mesi in tre mesi, ai 12. Se dopo un anno dalla chemio non ricrescono, vuol dire che non ricresceranno più e noi vogliamo scoprire il perché”.

Tumori, una nuova terapia evita la caduta dei capelli

Pubblicato il 14 Set 2019 alle 6:37am

Una buona notizia per chi sta affrontando cure anti-cancro. Da uno studio britannico arriva una svolta per contrastare la perdita dei capelli legata alle terapie anti-cancro.

Gli scienziati dell’Università di Manchester hanno individuato una nuova strategia per proteggere i follicoli piliferi dalla chemio. (altro…)

Capelli fragili? Ecco alcuni rimedi naturali

Pubblicato il 16 Lug 2019 alle 6:41am

In estate i capelli sono più soggetti a stress e caduta. In quanto salsedine, cloro, vento e sole li rovinano abbastanza. (altro…)

Calvizie: presto una cura ricavata dalle patatine fritte

Pubblicato il 29 Gen 2019 alle 6:46am

Buone e croccanti, seppur molto caloriche e non esattamente salutari, secondo un recente studio svolto Giappone presso la Yokohama National University, le patatine fritte potrebbero venir impiegate nella lotta contro la perdita dei capelli. O almeno una buona parte di esse. (altro…)

Il tuorlo d’uovo un’arma vincente contro la calvizie

Pubblicato il 08 Set 2018 alle 6:07am

Secondo uno studio giapponese, pubblicato in luglio sul ‘Journal of Medicinal Food’, nel tuorlo d’uovo si nasconde un composto che contrasta l’alopecia. Gli scienziati lo hanno chiamato Hgp (Hair grow peptide), dopo averlo sottoposto a una serie di test, dimostrando che è in grado di stimolare la crescita dei capelli e funzionare in alternativa ai farmaci oggi disponibili in commercio. Che non producono gli stessi benefici e sono ricchi di effetti collaterali.

I ricercatori del Dipartimento di dermatologia rigenerativa della Osaka University Graduate School of Medicine e il primo autore dello studio Toshio Nakamura della Pharma Foods International Co. Ltd., azienda di Kyoto, spiegano che “l’alopecia si distingue in due categorie: androgenetica e non androgenetica. Un’anomalia delle funzioni biologiche androgeno-dipendenti provoca alopecia nei maschi, ma il ruolo degli androgeni nella perdita di capelli delle donne non è stato ancora chiarito”. Infatti “la modulazione dell’attività androgenica non è efficace in alcuni tipi di alopecia androgenetica femminile, come non lo è nei casi di alopecia non androgenetica maschile o femmine”.

Siccome “nei polli il piumaggio inizia a svilupparsi precocemente, 14-15 giorni dopo la schiusa – osservano i ricercatori – abbiamo ipotizzato che l’uovo di gallina contenga un fattore chiave per la crescita dei capelli”. E così sembra essere.

“In questo studio – riassumono gli autori della sperimentazione – abbiamo dimostrato che peptidi idrosolubili derivati ​​dal tuorlo d’uovo stimolano la produzione di Vegf”, il fattore di crescita endoteliale vascolare (lo stesso stimolato da un noto farmaco anti-calvizie), nonché “la crescita delle cellule della papilla dermica del follicolo pilifero umano. Abbiamo anche scoperto che questi peptidi migliorano la crescita dei peli nei topi, e la crescita dei capelli nella calvizie femminile”.

L’équipe asiatica ha infine fatto luce sul meccanismo d’azione dei peptidi idrosolubili salva-capelli individuati nel tuorlo d’uovo, e in particolare dell’Hgp.

La notizia è stata riportata dal ‘Daily Mail’, che parafrasando il detto popolare suggerisce come forse “un uovo al giorno può togliere la calvizie di torno”. Almeno stando a quanto indica questa “serie di studi in cui follicoli piliferi umani sono stati impiantati nei topi”, permettendo di osservare che il tuorlo d’uovo – e in particolare “un composto che può essere applicato o assunto” – è efficace perché “stimola la crescita di nuove cellule ciliate umane”.

Capelli, trovata terapie italiana che permette di avere una ricrescita dell’80%

Pubblicato il 25 Ago 2018 alle 7:27am

La calvizie si può curare: una recente terapia, messa a punto da ricercatori italiani permette di avere la ricrescita dell’80% dei capelli caduti. (altro…)

Dieta grassa fa cadere i capelli, scoperta nuova molecola per evitarlo

Pubblicato il 01 Ago 2018 alle 11:36am

Una dieta troppo grassa favorisce la caduta dei capelli e l’incanutimento, oltre a lesioni cutanee. (altro…)

Scoperti due farmaci che fanno ricrescere i capelli, già in uso per altre patologie

Pubblicato il 28 Set 2016 alle 7:10am

Perdita di capelli? Due farmaci già utilizzati nell’uomo per curare l’artrite reumatoide e un tumore del midollo potrebbero essere efficaci contro l’alopecia areata. (altro…)

Chemioterapia: una cuffia refrigerata per evitare la caduta dei capelli

Pubblicato il 13 Mar 2015 alle 7:04am

Per proteggere la testa e il cuoio capelluto di coloro si sottopongono alla chemioterapia, arriva la cuffia refrigerata chiamata Paxman capace di bloccare la caduta dei capelli.

Una cuffia sperimentata con successo nell’ospedale di Carpi (Modena) capace di abbassare la temperatura del cuoio capelluto di 4° C.

Affinché faccia effetto, e impedisca la caduta dei capelli, i pazienti devono, però, tenerla in testa per 3 ore, durante la chemioterapia.

La percentuale di successo è garantita al 60%, percentuale piuttosto alta, secondo gli esperti.