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Chiara Ferragni, fan spende 5.700 euro per incontrarla al bar. Somma devoluta a White Mathilda

Pubblicato il 16 Gen 2019 alle 6:46am

Dopo la bottiglia d’acqua a sei euro e il corso di make up a 650 euro, Chiara Ferragni ci riprova, lanciando una costosa iniziativa benefica. Un appuntamento con i fans al bar per donare la somma offerta per tale incontro. Ad aggiudicarsela per 5.700 euro è un fan che potrà prendere con lei un caffè, farsi una bella chiacchierata in occasione della settimana della Moda a Milano, sulle ultime tendenze di stile e sui «piccoli segreti e accorgimenti da seguire per essere sempre super trendy». Per l’incontro erano arrivate oltre 100 offerte.

L’iniziativa è stata creata dal sito Charity Stars e il ricavato, come deciso dalla Ferragni stessa, sarà devoluto a White Mathilda, un’associazione di promozione sociale che gestisce diversi sportelli antiviolenza e che collabora con le istituzioni e gli enti locali nel tentativo di vincere la battaglia contro le violenze di genere e aiutare le donne vittime di maltrattamenti, discriminazioni e bullismo.

Ma chi è il fortunato vincitore? Per ora di lui si sa solo che il suo nickname è Poulsenjr.

I caffè che non fanno male in una sola giornata

Pubblicato il 15 Dic 2018 alle 7:54am

Il Ministero della Salute basandosi sui dati raccolti dall’EFSA – Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare specifica innanzitutto un dato molto importante: ovvero che la caffeina non è contenuta soltanto nel caffè. Bensì, è presente anche nel cacao,, in alcune bacche come ad esempio il guaranà e viene aggiunta a moltissime bevande energetiche, come i soft drink, ma anche molti dolci e prodotti di pasticceria. Persino in alcuni farmaci ed integratori alimentari. Insomma, facendo un po’ di conti, quanti caffè possiamo bere nel corso di una giornata?

Occorre innanzitutto, dicono gli esperti, considerare anche se la caffeina è stata consumata anche attraverso altri alimenti. Una volta assunta, essa rimane nell’organismo per circa 4 ore (stima di media, il tempo esatto dipende da fattori fisici soggettivi).

E secondo lo studio condotto dall’EFSA, un adulto, in buona salute, può assumere fino a 200 mg di caffeina per dose. Tuttavia, già con una dose di 100 mg si possono avvertire influssi negativa sulla vita quotidiana e soprattutto sul dormire. Fino a 400 mg al giorno comunque sono facilmente sopportabili, se si è adulti e si gode di buona salute. Discorso cambia di molto, invece, se parliamo di anziani, persone con problemi di salute, donne in gravidanza e adolescenti.

A quanti caffè corrispondono dunque queste misure?

Ebbene, difficilmente un caffè espresso supera gli 80 mg di caffeina. Mentre un caffè americano, lungo e in tazza grande, può arrivare sino a 90 mg.

Cinque caffè al giorno sono anche troppi. Meglio rimanere al di sotto di tale cifra per essere sicuri di non esagerare e non avere ripercussioni negative sulla propria salute. Quindi è già al terzo o quarto espresso è bene fermarsi. Specialmente, se nel corso della giornata si assumono anche tè, cioccolato, cocacola, o bibite energetiche.

Il caffè, un valido alleato contro il dolore

Pubblicato il 01 Ott 2018 alle 9:06am

Bere regolarmente caffè e altre bevande contenenti caffeina aiuta a sopportare meglio il dolore. Aumenta infatti la soglia di tolleranza. A rivelarlo è un nuovo studio condotto dallo psicologo Burel Goodin, della University of Alabama a Birmingham e pubblicato sulla rivista scientifica Psychopharmacology. La notizia è stata resa nota a pochi giorni dalla Giornata Internazionale del Caffè istituita dall’International Coffee Organization (ICO), avviato in collaborazione con l’ONU per migliorare la cooperazione tra le nazioni che consumano, distribuiscono e producono caffè.

Goodin ha coinvolto 62 individui dai 19 ai 77 anni e stimato per l’intero campione un consumo medio di caffeina di 170 milligrammi al giorno, pari a circa due tazzine di caffè, sebbene il 15% dei partecipanti consumasse oltre 400 milligrammi al giorno di caffeina. Ha condotto un test per misurare la soglia individuale del dolore: ebbene i volontari venivano stimolati sull’avambraccio con applicazione di calore e pressione a intensità crescenti e decrescenti e veniva chiesto loro di dire quando il dolore diveniva insopportabile e quando invece tornava a essere un fastidio tollerabile.

Da qui è emerso poi che pur tenendo conto di altri fattori noti che possono influenzare la soglia del dolore (ad esempio sesso, consumo di alcolici e fumo etc), la capacità di sopportazione individuale cresce al crescere del consumo giornaliero di caffeina.

Il caffè allunga la vita

Pubblicato il 04 Lug 2018 alle 10:22am

Bere caffè è confermato dai ricercatori, allungherebbe la vita delle persone, anche quando se ne consumerebbe davvero tanto. A rivelarlo un recente studio pubblicato da Lancet Internal Medicine, secondo cui la mortalità calerebbe del 12% anche in chi è più sensibile agli effetti della caffeina. (altro…)

Bere 4 tazzine di caffè espresso al giorno fa bene al cuore

Pubblicato il 25 Giu 2018 alle 7:10am

Bere quattro tazzine di caffè espresso al giorno si scopre che faccia molto bene alla salute del cuore. La caffeina, infatti, può proteggerlo dall’invecchiamento, riparando persino le cellule danneggiate. A dimostrarlo è un team di ricercatori tedeschi della Facoltà di medicina dell’Università Heinrich-Heine di Duesseldorf e dell’Istituto di ricerca per la medicina ambientale IUF-Leibniz, che ha condotto una serie di esperimenti su topi e cellule umane coltivate in laboratorio. (altro…)

Nuovo studio rivela che il caffè sveglia anche i circuiti genetici

Pubblicato il 21 Giu 2018 alle 12:21pm

Il caffè riesce a svegliare anche i circuiti genetici. A dimostrarlo i test di biologia sintetica nei quali la caffeina è stata utilizzata per attivare il circuito che regola i livelli di glucosio nel sangue, costruito in laboratorio e trasferito in un topo nel quale era stato riprodotto il diabete umano di tipo 2, che nel mondo colpisce 400 milioni di persone. Il risultato, questo è quello che è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications, ottenuto dal gruppo del Politecnico di Zurigo coordinato da Martin Fussenegger.

Per verificare se la caffeina era effettivamente in grado di controllare il livello del glucosio i ricercatori hanno progettato e costruito in laboratorio un circuito genetico sintetico chiamato C-Star (caffeine-stimulated advanced regulator) che risponde alla caffeina contenuta nei prodotti normalmente in commercio e che produce una molecola utilizzata per la terapia del diabete di tipo 3. Trasferito nei topi, il circuito genetico ha aiutato a controllare il livello del glucosio, con l’aiuto della caffeina.

I ricercatori precisano infatti che si tratta di una prova di principio e c’è ancora molto da fare prima che questo approccio possa essere sperimentato nell’uomo, ma da quanto emerso, si scoprirebbe che sarebbe possibile modificare i circuiti genetici in modo tale che possano essere controllati da sostanze molto comuni, come la caffeina.

Caffè, il design incontra l’arte di Toiletpaper con Tiny Lavazza

Pubblicato il 20 Mag 2018 alle 5:34am

Il caffè diventa protagonista della Design Week di Milano grazie alla collaborazione tra Lavazza e Toiletpaper, il progetto editoriale di Maurizio Cattelan e del fotografo Pierpaolo Ferrari. (altro…)

Bere caffè, riduce il rischio di cancro intestinale del 40%

Pubblicato il 23 Apr 2018 alle 7:08am

Bere molte tazze di caffè al giorno può sortire effetti benefici a livello intestinale proteggendo dal rischio di cancro del colon-retto.

Al fine di ottenere una riduzione significativa, fino al 40% del rischio di cancro all’intestino, secondo un nuovo studio, bisognerebbe assumere una quantità di caffè pari a circa 6 o più tazzine al giorno.

Questo il dato che emerge dalla ricerca condotta dai ricercatori statunitensi del National Cancer Institute di Rockville nel Maryland, i quali hanno scoperto che per ottenere anche solo una riduzione del rischio di circa il 15% bastano quattro tazze di caffè al giorno.

Per arrivare alle loro conclusioni i ricercatori hanno analizzato i dati provenienti da un largo studio su dieta e salute condotto a partire dalla metà degli anni Novanta del secolo scorso. Lo studio ha coinvolto quasi 490mila soggetti di entrambi i sessi e i risultati sono stati pubblicati sull’ultimo numero della rivista American Journal of Clinical Nutrition.

Bere caffè, una tazzina al giorno, tiene lontano ictus e infarti

Pubblicato il 20 Nov 2017 alle 6:15am

La University of Colorado School of Medicine Aurora ha evidenziato come bere caffè possa proteggere da ictus e da scompensi cardiaci.

Gli esperti hanno analizzato con un algoritmo i dati dello studio Framingham – studio epidemiologico di lunga durata – e scoperto l’associazione tra consumo di caffè e ridotto rischio di scompenso cardiaco e ictus. In particolare gli esperti hanno rilevato che il rischio si ridurrebbe rispettivamente del 7% e dell’8% per ogni tazzina di caffè in più bevuta a settimana. Hanno infine ripetuto lo studio su altri due set di dati, relativi a pazienti coinvolti nel “Cardiovascular Heart Study e nel Atherosclerosis Risk In Communities Study”, trovando anche in questo caso l’associazione tra consumo di caffè e protezione da scompenso e ictus.

Lo studio in questione, avrebbe rilevato Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, presentato in occasione delle Scientific Sessions 2017 della Heart Association in California, presso Anaheim, rappresenta quindi un’ulteriore conferma che bere caffè non fa male: basta non esagerare con le quantità. Una tazzina al giorno sarebbe l’ideale.

Il caffè, un arma vincente contro il diabete

Pubblicato il 14 Set 2017 alle 6:30am

Un’arma per prevenire e combattere il diabete è contenuta, secondo gli esperti, nel caffè: si tratta di una sostanza, il cafestolo, in grado di promuovere la produzione di insulina e il controllo glicemico (ovvero della concentrazione di zuccheri nel sangue) e ridurre (in studi su animali) il rischio di sviluppare la malattia.

Lo studio è stato condotto sugli animali da Fredrik Brustad Mellbye del policlinico universitario di Aarhus in Danimarca, e pubblicato sul Journal of Natural Products.

In passato diversi studi epidemiologici hanno suggerito che bere regolarmente caffè ridurrebbe il rischio di ammalarsi di diabete ma sinora non era chiara se vi fosse una specifica sostanza responsabile di questi effetti protettivi della nera bevanda.

Nell’esperimento per un totale di 10 settimane, tre gruppi di topolini, ad alto rischio di ammalarsi, di diabete hanno assunto rispettivamente 1,1 milligrammi al giorno di cafestolo, 0,4 milligrammi di cafestolo al dì, e nessuna sostanza (gruppo di controllo).

Così, dopo le dieci settimane i primi due gruppi (i topini che hanno assunto la sostanza contenuta nel caffè) presentavano una riduzione della glicemia tra il 28 e il 30% rispetto al gruppo di controllo. Inoltre il primo gruppo (che assumeva la dose maggiore di cafestolo) presentava un incremento del 42% della sensibilità all’ormone che controlla lo zucchero nel sangue (insulina). Un buon segnale protettivo contro la malattia.

Infine gli esperti si sono accorti che i topini che avevano assunto cafestolo avevano quasi raddoppiato (+75-84%) la loro produzione di insulina.

Da qui, gli esperti, suggeriscono che il cafestolo potrebbe divenire sia un’arma per ridurre il rischio di ammalarsi di diabete, che un farmaco per chi è già malato.