caffè

Caffè, il design incontra l’arte di Toiletpaper con Tiny Lavazza

Pubblicato il 20 Mag 2018 alle 5:34am

Il caffè diventa protagonista della Design Week di Milano grazie alla collaborazione tra Lavazza e Toiletpaper, il progetto editoriale di Maurizio Cattelan e del fotografo Pierpaolo Ferrari. (altro…)

Bere caffè, riduce il rischio di cancro intestinale del 40%

Pubblicato il 23 Apr 2018 alle 7:08am

Bere molte tazze di caffè al giorno può sortire effetti benefici a livello intestinale proteggendo dal rischio di cancro del colon-retto.

Al fine di ottenere una riduzione significativa, fino al 40% del rischio di cancro all’intestino, secondo un nuovo studio, bisognerebbe assumere una quantità di caffè pari a circa 6 o più tazzine al giorno.

Questo il dato che emerge dalla ricerca condotta dai ricercatori statunitensi del National Cancer Institute di Rockville nel Maryland, i quali hanno scoperto che per ottenere anche solo una riduzione del rischio di circa il 15% bastano quattro tazze di caffè al giorno.

Per arrivare alle loro conclusioni i ricercatori hanno analizzato i dati provenienti da un largo studio su dieta e salute condotto a partire dalla metà degli anni Novanta del secolo scorso. Lo studio ha coinvolto quasi 490mila soggetti di entrambi i sessi e i risultati sono stati pubblicati sull’ultimo numero della rivista American Journal of Clinical Nutrition.

Bere caffè, una tazzina al giorno, tiene lontano ictus e infarti

Pubblicato il 20 Nov 2017 alle 6:15am

La University of Colorado School of Medicine Aurora ha evidenziato come bere caffè possa proteggere da ictus e da scompensi cardiaci.

Gli esperti hanno analizzato con un algoritmo i dati dello studio Framingham – studio epidemiologico di lunga durata – e scoperto l’associazione tra consumo di caffè e ridotto rischio di scompenso cardiaco e ictus. In particolare gli esperti hanno rilevato che il rischio si ridurrebbe rispettivamente del 7% e dell’8% per ogni tazzina di caffè in più bevuta a settimana. Hanno infine ripetuto lo studio su altri due set di dati, relativi a pazienti coinvolti nel “Cardiovascular Heart Study e nel Atherosclerosis Risk In Communities Study”, trovando anche in questo caso l’associazione tra consumo di caffè e protezione da scompenso e ictus.

Lo studio in questione, avrebbe rilevato Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, presentato in occasione delle Scientific Sessions 2017 della Heart Association in California, presso Anaheim, rappresenta quindi un’ulteriore conferma che bere caffè non fa male: basta non esagerare con le quantità. Una tazzina al giorno sarebbe l’ideale.

Il caffè, un arma vincente contro il diabete

Pubblicato il 14 Set 2017 alle 6:30am

Un’arma per prevenire e combattere il diabete è contenuta, secondo gli esperti, nel caffè: si tratta di una sostanza, il cafestolo, in grado di promuovere la produzione di insulina e il controllo glicemico (ovvero della concentrazione di zuccheri nel sangue) e ridurre (in studi su animali) il rischio di sviluppare la malattia.

Lo studio è stato condotto sugli animali da Fredrik Brustad Mellbye del policlinico universitario di Aarhus in Danimarca, e pubblicato sul Journal of Natural Products.

In passato diversi studi epidemiologici hanno suggerito che bere regolarmente caffè ridurrebbe il rischio di ammalarsi di diabete ma sinora non era chiara se vi fosse una specifica sostanza responsabile di questi effetti protettivi della nera bevanda.

Nell’esperimento per un totale di 10 settimane, tre gruppi di topolini, ad alto rischio di ammalarsi, di diabete hanno assunto rispettivamente 1,1 milligrammi al giorno di cafestolo, 0,4 milligrammi di cafestolo al dì, e nessuna sostanza (gruppo di controllo).

Così, dopo le dieci settimane i primi due gruppi (i topini che hanno assunto la sostanza contenuta nel caffè) presentavano una riduzione della glicemia tra il 28 e il 30% rispetto al gruppo di controllo. Inoltre il primo gruppo (che assumeva la dose maggiore di cafestolo) presentava un incremento del 42% della sensibilità all’ormone che controlla lo zucchero nel sangue (insulina). Un buon segnale protettivo contro la malattia.

Infine gli esperti si sono accorti che i topini che avevano assunto cafestolo avevano quasi raddoppiato (+75-84%) la loro produzione di insulina.

Da qui, gli esperti, suggeriscono che il cafestolo potrebbe divenire sia un’arma per ridurre il rischio di ammalarsi di diabete, che un farmaco per chi è già malato.

Caffè, con 5 tazzine al giorno combattono e prevengono il tumore al fegato

Pubblicato il 13 Giu 2017 alle 8:08am

Il caffè si rivela un ottimo alleato anche contro il tumore del fegato. A rivelarlo una ricerca condotta da Oliver Kennedy, dell’University of Southampton, che sostiene che berlo ridurrebbe addirittura il pericolo di ammalarsi.

Una tazza al giorno farebbe calare il rischio del -20%, due del -35% e cinque tazze del 50%.

Il decaffeinato inoltre, avrebbe un vero e proprio effetto protettivo, sostengono i ricercatori, che hanno esaminato i dati raccolti da 26 studi, condotti su 2,25 mln di partecipanti.

Ebbene, i risultati, pubblicati su ‘Bmj Open’, non lasciano ombra di scampo, sull’effetto di questa preziosa e gustosa bevanda, nata a Napoli, ma diffusasi in tutta l’Italia e in tutto il mondo.

Il caffè, un viagra naturale

Pubblicato il 02 Giu 2017 alle 9:00am

Il caffè è un vero e proprio alleato delle performance sessuali. Fino a tre tazzine al giorno rappresentano un anti-flop naturale, oltre a essere una dose sicura per la fertilità. (altro…)

Il caffè, un rimedio naturale contro il rischio di demenza

Pubblicato il 14 Mar 2017 alle 7:14am

Il caffè è un’ottima arma contro la demenza senile, parola di esperti. A rivelarlo un recente studio che ha scoperto che la caffeina è in grado di proteggere il cervello dall’Alzheimer.

I risultati delle ultime ricerche hanno infatti dimostrato che è un’arma vincente dal grande potere molecolare, perché capace di combattere contro la formazione di aggregati tossici.

La ricerca condotta dall’Indiana University, pubblicata in questi giorni dalla rivista Scientific Reports e Plos Biology parla degli effetti protettivi dell’enzima NMNAT2 contro l’Alzheimer.

Così pure lo studio pubblicato sulla rivista The Journals of Gerontology, Series A: “Biological Sciences and Medical Sciences”, che dimostra chiaramente come il caffè e le altre bevande contenenti caffeina, se consumate con una certa abitudine, possano proteggere il cervello dal rischio di demenza.

Il nuovo studio americano ha testato circa 2000 molecole attive, tra le quali appunto la caffeina, alla ricerca di quelle che hanno un ruolo decisivo nell’aumentare la produzione di NMNAT2. Tra tutte le molecole testate, la più potente è la caffeina.

Tumori, l’Oms assolve la tazzina di caffé

Pubblicato il 15 Giu 2016 alle 10:41am

Il caffe’ non e’ cancerogeno. Ad affermarlo è l’Oms. A seguito di un nuovo studio che scagiona la tazzina di caffe’ dopo che nel 1991 era stata valutata possibilmente cancerogena (classificata come 2b) per il cancro alla vescica. Una notizia accolta con grande soddisfazione da parte di Coldiretti, che sostiene che: “Dopo la carne è il caffe’ che viene assolto da pesanti accuse, ma gli allarmi veri e presunti a tavola sono costati al Made in Italy quasi 12 miliardi di euro negli ultimi 15 anni soprattutto per effetto del taglio degli acquisti provocato da psicosi ingiustificate”.

Grande soddisfazione, anche da parte di Mario Cerutti, Presidente del Comitato Italiano del Caffe’: tant’è che “sono confermati gli esiti positivi dei numerosi studi e metanalisi pubblicati dopo l’ultima valutazione IARC del 1991, in base ai quali gli esperti escludono evidenze di rischio ma lo considerano addirittura protettivo nei confronti di alcune forme di cancro, ad esempio quello al fegato e all’endometrio”.

Infatti diversi studi decantano i benefici associati ad un moderato consumo di caffe’.

Un’assunzione moderata di caffe’, tipicamente 3-5 tazzine al giorno, come indicato dall’Autorita’ Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) nel suo parere sulla sicurezza della caffeina, viene associata nella letteratura scientifica a una serie di benefici fisiologici e puo’ far parte di una dieta sana ed equilibrata e di uno stile di vita variegato.

Il caffè non fa male al cuore, non aumenta il ritmo dei suoi battiti

Pubblicato il 28 Gen 2016 alle 7:24am

Un consumo regolare di caffeina, secondo un gruppo di ricerca californiano, non aumenterebbe, come si pensa da tempo, il rischio di battiti cardiaci irregolari o in eccesso, causa di molte malattie cardiocircolatorie anche mortali.

Lo studio in questione è stato pubblicato sulla rivista scientifica Journal of American Heart Association, secondo cui andrebbero modificate le linee guida che ne sconsigliano il consumo in persone affette da disturbi cardiaci.

Su circa 1400 persone tenute sotto osservazione, il 61% consumava più di una volta al giorno caffè, the o cioccolata, non è emersa alcuna differenza nella frequenza di problemi legati a battiti cardiaci irregolari.

“Le raccomandazioni cliniche contro il consumo regolare di prodotti con caffeina per evitare disturbi al ritmo cardiaco dovrebbero essere riviste perché potremmo avere scoraggiato il consumo di sostanze che danno dei benefici per il sistema cardiovascolare senza motivo”.

Caffè, fino a 5 tazzine al giorno fanno bene alla salute

Pubblicato il 19 Nov 2015 alle 6:17am

Il consumo quotidiano di caffè, ma non eccessivo della bevanda – pari ad un massimo di 5 tazzine al giorno – sarebbe in grado di diminuire l’incidenza delle morti premature per qualsiasi tipo di causa.

In particolare per diabete, morbo di parkinson, malattie cardiovascolari, neurologiche e persino suicidi.

Una buona notizia per gli amanti di questa bevanda, spesso al centro di ricerche e studi. Ad essere convinti di questo sono gli scienziati della prestigiosa Harvard University, che hanno condotto uno studio, tra i più vasti in assoluto su questa bevanda, coinvolgendo circa 160.000 persone di sesso femminile e 40.000 di sesso maschile, per 30 anni. Facendo compilare a tutti i volontari questionari sulle loro abitudini alimentari ogni 4 anni.

Ebbene dall’analisi dei dati raccolti i ricercatori guidati da Ming Ding, sono arrivati alla conclusione che i consumatori abituali moderati di caffè, ovvero quelli che ne consumano da 3 a 5 tazzine al giorno – hanno sofferto meno morti premature, sia bevendo la bevanda caffeinata che decaffeinata.

Però, maggiori benefici si sono avuti tra i volontari che assumevano le suddette quantità di caffe’ ogni giorno e non fumavano: tra di loro il rischio di morti premature era stato addirittura inferiore all’8-15%.

Per questo gli esperti spiegano che “Ci sono sostanze bio-attive nel caffe’ che riducono la resistenza all’insulina e le infiammazioni sistemiche, ci sono anti-ossidanti e magnesio”, sostenendo anche la necessita’ di nuove indagini per capire il meccanismo biologico della protezione ottenuta.

Pubblicato sulla rivista specializzata ‘Circulation’, il rapporto precisa anche che la caffeina ha un importante ruolo antidepressivo e per questo motivo si può pensare ad un effetto benefico nella prevenzione dei suicidi.