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Italia, da non credere, oltre 4000 suicidi l’anno!

Pubblicato il 06 Gen 2019 alle 5:05am

I decessi per suicidio in Italia sono in netta diminuzione sia in valori assoluti che in quelli in percentuale sulla popolazione italiana. Il dato che è stato inserito nell’Annuario Istat del 2018, relativo all’anno però del 2015. (altro…)

Calano in tutto il mondo le adozioni internazionali, ecco perché

Pubblicato il 26 Mag 2018 alle 6:13am

Calano in tutto il mondo le adozioni internazionali. Le cause sono certamente da ricercare in tantissimi fattori. Tra tutti spiccano, senz’altro: – la mancanza di un supporto sia di tipo economico che psicosociale alle famiglie; – la sempre maggiore complessità dei problemi psico-fisici, per traumi o malattie, di una ampia parte dei bambini adottabili (i cosiddetti bambini “special needs”); – i tempi lunghi e gli alti costi della pratica di adozione e la debole collaborazione con i Paesi di origine dei bambini.

A queste si aggiungono poi, anche la preoccupazione per la possibilità di pratiche illecite e per il clima di sospetto suscitato dai recenti scandali relativi a presunte adozioni illegali che avrebbero coinvolto anche l’Italia, la crisi economica, l’incertezza occupazionale, il fatto che tante coppie decidono tardi di avere figli e quando si accorgono di non poterli avere desistono anche dall’adottarli, considerate le tante difficoltà previste per averli.

In Italia ad esempio, le adozioni internazionali sono aumentate fino al 2010, anno in cui sono stati adottati 4.130 bambini, per subire poi un netto calo costante fino al 2016 con soli 1.872 bambini adottati (pari a una decrescita del 55%) fino al dato più basso registrato nel 2017, di cui solo 1.439 pratiche sono andate a buon fine.

Questi i dati emersi nel corso nella due giorni di lavoro “EurAdopt 2018”, Conferenza Internazionale promossa dall’omonimo network fondato a L’Aja nel 1993 e composto oggi da 26 enti che si occupano di adozioni internazionali, che si è tenuta alcuni giorni fa a Milano, dopo dieci anni grazie al contributo di CIAI – Centro Italiano Aiuti all’Infanzia, ente del Terzo Settore autorizzato per le adozioni internazionali che da 50 anni si occupa dei bambini soli e abbandonati in diversi Paesi del mondo.

In Italia, nonostante le tante difficoltà e criticità, si rileva che le adozioni sono più alte che altrove. Il nostro Paese, si attesta infatti come il secondo Stato dell’accoglienza nel mondo, dopo Stati Uniti e Spagna, Francia e Canada, a dimostrazione del fatto che il sistema italiano delle adozioni internazionali, funziona e che sono veramente le famiglie che adottano un bambino di un altro posto del mondo in stato di abbandono.

“Sono dati molto significativi che implicano un’analisi più dettagliata per comprenderne motivazioni e trend futuri”, dichiara Paola Crestani, Presidente di CIAI. “La lettura non si esaurisce certo né in chiave positiva, in quanto è diminuito il numero dei bambini che hanno bisogno di trovare una famiglia all’estero, né in chiave negativa, in quanto le famiglie non si rendono più disponibili all’accoglienza in adozione. Oggi tutti gli esperti convengono su quello che definiscono un fenomeno certamente complesso: fattori culturali, sociali, scientifici, economici, religiosi e politici hanno mutato progressivamente la realtà dell’adozione internazionale in tutti questi anni, ridimensionando di fatto il fenomeno. Talvolta, però, il sistema si inceppa a causa di episodi illegali: per questo è indispensabile che ciascuno degli attori coinvolti nel processo adottivo metta in atto le misure necessarie, per ciò che gli compete, a garantire che ogni singola adozione sia fatta nel superiore interesse del minore e nel rispetto dei suoi diritti”.

Guardando ancora ad altri dati relativi alle adozioni nel nostro Paese scopriamo anche che negli ultimi due anni (2016 e 2017) il maggior numero di famiglie adottive risiede in Lombardia, circa il 16% del totale italiano. Una delle ragioni può essere ricercata nel fatto che è una delle regioni italiane più produttive in assoluto, la più ricca e perché proprio in questa Regione sono nati i primi enti autorizzati per l’adozione internazionale, ancora prima che la legge sancisse obbligatoriamente il loro ruolo con la ratifica della Convenzione de L’Aja del 1993. Attualmente la Lombardia con 29 sedi di enti che vi operano è seconda solo al Lazio, dove se ne contano 31.

Aborto: per la prima volta sceso sotto i 60 mila per le donne italiane

Pubblicato il 14 Gen 2018 alle 6:41am

pillola abortiva E’ in netta diminuzione il valore delle interruzioni di gravidanza volontarie, che per la prima volta è sceso sotto le 60.000 unità per le cittadine italiane. Emerge inoltre, dai dati raccolti dalla relazione annuale del Ministero della Salute sull’applicazione della Legge 194 del 1978, che l’andamento in calo seguirebbe la tendenza degli ultimi tre anni, anche se di minore entità rispetto al 2014 e al 2015.

Il dato è stato fornito dalla Relazione e riguarderebbe il 2016 ma la rilevazione sarebbe stata fatta anche fino all’ottobre 2017 per la completezza dei dati.

Il numero di aborti eseguiti dalle Regioni è stato di 84˙926, in calo del 3.1% rispetto al valore rilevato nel 2015, anno in cui fu registrato un -9.3%. Dato più che dimezzato rispetto ai 234˙801 del 1982, anno in cui fu riscontrato il valore più alto in Italia.

Il rapporto di abortività, ossia il rapporto tra il numero di aborti volontari su 1000 nati vivi, è di 182.4, con un decremento dell’1.4% rispetto al 2015, quando il valore fu di 185.1. Da considerare inoltre, che in questi due anni i nati sono scesi a 7.910 unità.

Le ragazze italiane ricorrono sempre meno all’interruzione volontaria di gravidanza, tra le minorenni, infatti il tasso di abortività per il 2016 è stato pari a 3.1 per 1000. Valore rimasto uguale a quello del 2015, ma in netta diminuzione rispetto agli anni passati, con livelli più elevati nell’Italia centrale.

Disoccupati scendono allʼ11,1%, record positivo per il lavoro femminile

Pubblicato il 01 Ago 2017 alle 9:30am

Il tasso di disoccupazione a giugno scende all’11,1%, in calo dello 0,2%. A rilevarlo è l’Istat, spiegando che si torna al valore di aprile, corrispondente ai livelli di settembre-ottobre 2012. Scende inoltre la disoccupazione giovanile (tra i 15 e i 24 anni) che a giugno si attesta al 35,4%, in calo dell’1,1% su maggio. (altro…)

Tempi duri per le borse europee a causa del referendum inglese

Pubblicato il 11 Giu 2016 alle 10:52am

Timori per il referendum britannico sulla permanenza nell’Unione europea, le incertezze per le mosse della Fed e della Banca centrale giapponese e il calo del prezzo del petrolio con il Wti (il riferimento per il mercato americano) sceso sotto i 50 dollari, stanno seminando il panico sulle Borse europee. Parigi perde 2,24% a 4.306,72 punti, Londra perde l’1,86% a 6.115,76 punti, Francoforte 2,52% a 9.834,62 punti. Peggio di tutti Milano con l’Ftse Mib che perde il 3,62%. Anche Wall Street in negativo.

Preparati gli operatori a passaggi delicati vendendo a piene mani soprattutto titoli assicurativi e bancari, per poi acquistare titoli di Stato (in particolare tedeschi, inglesi e giapponesi) che hanno spinto il rendimento del Bund al minimo storico.

Ma la tensione da Brexit fa meno male a Londra (-1,8%). Unipol a Milano perde il 6,8%, flessioni del 6,5% per Yoox, Ubi Banca, Bper, Mps e Unicredit. Un po’ meglio per Eni (-2%) grazie alla nuova scoperta di gas in Egitto.

L’euro con il referendum inglese è tornato sotto quota 1,13 dollari: il cambio si attesta a 1,1275 da 1,1330 di ieri sera. La sterlina perde sul dollaro: la valuta inglese tratta a 1,4345 dollari (da 1,4453). Euro/sterlina stabile a 0,7858 (0,7829). Petrolio in calo di quasi il 2% a New York e a Londra: il Wti vale 49,64 dollari al barile, il Brent 50,94 dollari al barile.

Ministro Padoan: “Nel 2016 la ripresa continuerà e si consoliderà. Margine per intervenire sulle pensioni”.

Pubblicato il 20 Apr 2016 alle 7:28am

Nel 2015, dopo tre anni di contrazione, l’economia italiana sembra tornata a crescere. Nel 2016 la ripresa continuerà e si consoliderà”. Lo ha annunciato ieri il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, nel corso dell’audizione sul Def 2016 davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. (altro…)