cambiamenti climatici

Greenpeace: anche i tesori sommersi di Portofino minacciati dai cambiamenti climatici. L’Amp aderisce al progetto Mare caldo

Pubblicato il 28 Lug 2020 alle 6:00am

Greenpeace, con la barca Bamboo della Fondazione Exodus, impegnata nella spedizione “Difendiamo il mare”, è arrivata nell’Area marina protetta di Portofino, una delle aree più belle e ricche di biodiversità dei nostri mari. Eppure anche qui sono evidenti gli impatti dei cambiamenti climatici.

Proprio in questi giorni i sub di Greenpeace hanno svolto delle immersioni di monitoraggio sulla flora e fauna marina costiera con i ricercatori del DiSTAV dell’Università di Genova e gli esperti dell’Area Marina Protetta per il Progetto “Mare Caldo” osservando effetti simili a quelli provocati dal riscaldamento del mare all’isola d’Elba: se da un lato i fondali sono ricchi di pesce e pareti di corallo rosso, dall’altro le bellissime foreste di gorgonie rosse e gialle mostrano i danni di precedenti ondate di calore e sono ricoperte da mucillagine, presente fino a oltre trenta metri, sempre più frequenti specie tipiche di acque più calde (come i barracuda e la donzella pavonina).

L’AMP di Portofino dal 2015 ha posizionato dei termometri in mare, che hanno registrato negli ultimi anni un aumento delle temperature con un picco di ben 21 gradi centigradi a 40 metri di profondità a fine ottobre 2018 (contro i 18 normalmente registrati), evento estremo che ha causato estese morie degli organismi più sensibili come le gorgonie, con la scomparsa della nacchera di mare (Pinna nobilis) sterminata da un protozoo favorito proprio dalle alte temperature marine. Quest’anno già a metà giugno i sensori hanno rilevato picchi di temperatura di ben 20 gradi centigradi fino a 35 metri di profondità.

“La nostra è l’Area marina protetta più a nord dei mari Italiani, il fatto che anche qui le temperature aumentano fa temere per il futuro della biodiversità marina. Il lavoro di monitoraggio fatto fino ad oggi evidenzia come gli impatti del cambiamento climatico vadano ad aggravare quelli delle altre attività umane nell’area. Per questo abbiamo deciso di lavorare con Greenpeace in modo che dal confronto dei nostri dati con quelli di altre aree si possa non solo capire meglio cosa sta succedendo ma anche sviluppare adeguati strumenti di gestione e tutela” dichiara Giorgio Fanciulli, direttore dell’AMP di Portofino.

Il Progetto “Mare caldo” di Greenpeace, iniziato con una stazione pilota all’Isola d’Elba per il monitoraggio delle temperature marine, cresce: oltre all’AMP di Portofino, anche quella di Capo Carbonara – Villasimius in Sardegna e quella del Plemmirio in Sicilia, hanno aderito al progetto, e installeranno a breve dei termometri in mare. Il progetto condividerà i propri dati con quelli della rete mediterranea T-Med NET, di cui l’AMP di Portofino fa già parte partecipando anche al progetto MPA Engage per sensibilizzare e formare sull’impatto dei cambiamenti climatici i principali attori coinvolti nella gestione del territorio.

“Quanto stiamo osservando durante la nostra spedizione è che dall’inquinamento da plastica all’impatto dei cambiamenti climatici, il mare sta soffrendo a causa dell’impatto dell’uomo, non vi è più tempo da perdere se vogliamo salvare le creature che lo abitano. Dobbiamo da un lato tagliare le emissioni dei gas serra e dall’altro sviluppare la rete di aree protette in linea con l’impegno dell’Italia di proteggere entro il 2030 il 30 per cento dei propri mari. Se il mare viene tutelato, la biodiversità è in grado di affrontare meglio i cambiamenti in atto” conclude Giorgia Monti, responsabile della campagna mare di Greenpeace.

Foto Credit Grenpeace

Italia, prima in Europa per morti da polveri sottili

Pubblicato il 16 Nov 2019 alle 8:31am

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet, il nostro Paese è primo in Europa e undicesimo nel mondo per morti premature da esposizione alle polveri sottili PM2.5. I cambiamenti climatici, è ormai noto, rappresentano una delle più grandi minacce per la salute dell’umanità. Sono in buona parte causati dalle emissioni di CO2, quindi dall’inquinamento che fa già le sue vittime in maniera diretta, e l’Italia su questo fronte è tristemente in prima fila: solo nel 2016 ad esempio, le morti sono state 45.600, con una perdita economica di oltre 20 milioni di euro, la peggiore in Europa.

Il report sull’impatto dei cambiamenti climatici sulla salute, che ha coinvolto 35 Università e l’Organizzazione mondiale della Sanità, «Countdown on Health and Climate Change» (conto alla rovescia su salute e cambiamento climatico) rivela che questi hanno fatto già moltissime vittime nel mondo, a causa del calore, delle inondazioni, degli incendi, e di tante altre che ne faranno sferzando armi quali infezioni, povertà e denutrizione, se non si riuscirà a porre rimedio al surriscaldamento del nostro amato pianeta. La «salute futura di un’intera generazione è minacciata dai cambiamenti climatici – dicono gli esperti, autori del report – se non saranno raggiunti gli obiettivi dell’accordo di Parigi, in primis limitare il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 C rispetto ai livelli preindustriali».

Iss, tempo solo 2 generazioni per salvare il pianeta da cambiamenti climatici

Pubblicato il 04 Dic 2018 alle 6:07am

Il tempo stringe. Secondo L’Iss ci sarebbero solo 20 anni di tempo, ovvero due generazioni, per cercare di salvare il pianeta dai cambiamenti climatici e dagli effetti devastanti che questi hanno sulla salute umana e i nostri territori. (altro…)

Cambiamento climatico, i rischi per grano e orzo

Pubblicato il 27 Mag 2017 alle 9:25am

Grano e orzo provenienti dall’Europa occidentale sono serio pericolo, secondo gli esperti. Che temono che nel prossimo futuro, entro la fine del secolo attuale, la loro produzione possa sensibilmente diminuire di un terzo, a causa di effetti devastanti dovuti ai cambiamenti climatici.

A lanciare l’allarme i ricercatori delle università di Davis (California) e Cornell (New York), che hanno pubblicato un recente studio sulla rivista scientifica Environmental Research Letters.

Invertire il trend, secondo i ricercatori è ancora possibile. Grazie agli sviluppi futuri della tecnologia che potrebbero compensare con la maggior parte degli effetti negativi del clima.

La ricerca ha analizzato infatti i dati meteorologici compresi tra il 1950 e il 2015 e i dati relativi ai corrispondenti raccolti di frumento e orzo avvenuti in Francia.

In particolare, lo studio in questione, si è focalizzato su tre tipi di coltivazioni: il grano invernale, l’orzo invernale e l’orzo di primavera.

Ebbene, attraverso l’utilizzo di modelli statistici, gli scienziati hanno evidenziato alcuni possibili effetti negativi del riscaldamento globale sulla produzione agricola, verificando gli effetti di temperature estremante elevate o troppo basse rispetto alla media sui rendimenti dei raccolti.

Tale studio, come sottolineano gli esperti, evidenzia che il grano è la più importante oltura mondiale e, insieme al riso, rappresenta una delle più sostanziali fonti alimentari e caloriche per la vita umana.

Pertanto, entro la fine di questo secolo il clima potrebbe contribuire a ridurre i raccolti di grano del 21% e quelli di orzo del 17,3%, nel periodo invernale. L’orzo si ridurrebbe poi del 33,6% nel periodo primaverile. Ma c’è di più. Secondo i ricercatori, sarebbe possibile puntare su modelli di produzione e alimenti innovativi e alternativi, come ad esempio a colture più tolleranti al caldo.

Cambiamenti climatici e livelli di mercurio superiori 7 volte alla norma, nel pesce che mangiamo

Pubblicato il 31 Gen 2017 alle 7:22am

Secondo un recente studio, condotto da un gruppo di scienziati svedesi, l’aumento delle temperature causate dai cambiamenti climatici causerebbe nel tempo un innalzamento dei valori di mercurio, fino a sette volte superiori alla media, presenti nei pesci che arrivano sulle nostre tavole. (altro…)

Allarme ghiacciai, cambiamenti climatici li fanno sparire

Pubblicato il 26 Mag 2014 alle 7:20am

I cambiamenti climatici si fanno sentire anche sui ghiacciai, causando la loro scomparsa. A lanciare l’allarme è l’Università Statale di Milano, la quale ha realizzato uno studio grazie alla collaborazione di Levissima, e dell’associazione EvK2Cnr, avvalendosi del contributo del Comitato Glaciologico Italiano. (altro…)

Con i cambiamenti climatici aumentano anche le malattie

Pubblicato il 01 Nov 2012 alle 8:35am

A causa dei cambiamenti climatici, aumentano nel mondo anche le malattie. Oltre ai fenomeni quali inondazioni, uragani, cicloni, siccità, e tanti altri che minacciano l’incolumità di milioni di persone ogni anno, si aggiungono anche epidemie, e patologie non da poco quali: diarrea, meningite, malaria, dengue responsabili di morte e di sofferenza. (altro…)

Uragano Sandy: evento meteorologico estremo causato dal cambiamento climatico

Pubblicato il 31 Ott 2012 alle 9:24am

L’uragano Sandy ha iniziato a perdere forza. Ora si sta avvicinando al Canada, ma intanto gli Usa contano danni ingenti e almeno 50 morti. Le aree più colpite sono New York e il New Jersey. Sono oltre sei milioni le case rimaste senza elettricità. I danni economici sono ancora da quantificare, e i trasporti sono tutt’ora nel caos più totale. (altro…)

Stasera l”Ora della Terra” 60 minuti al buio: testimonial Roberto Bolle

Pubblicato il 31 Mar 2012 alle 7:03am

L’étoile della Scala, Roberto Bolle, è il nuovo testimonial di quest’anno dell’Ora della Terra voluto dal Wwf. (altro…)

La pillola che è efficace contro i colpi di calore

Pubblicato il 10 Gen 2012 alle 7:14am

Il colpo di calore, che è causato quando il nostro corpo è esposto per molto tempo ad una forte fonte di calore, può causare un grande malessere, ed addirittura la morte. (altro…)