campagne di prevenzione

Creme solari, sostanze nocive possono restare per ore nel sangue

Pubblicato il 11 Mag 2019 alle 6:44am

Secondo un recente studio condotto dalla FDA, le sostante chimiche contenute nelle creme solari penetrano in profondità della pelle arrivando fino al sangue. Con tutti i rischi che ne conseguono.

Grazie alla diffusione delle campagne di prevenzione contro le malattie , sempre più donne, ma anche uomini, utilizzano creme solari per prevenire e proteggersi da eventuali scottature, macchie solari, eritemi, e altri danni da esposizioni e raggi Uv dannosi.

I professionisti della Fda hanno voluto per questo motivo vederci chiaro. Capire quali fossero le sostanze nocive in esso contenute, conducendo così una sperimentazione su 24 volontari. Testando, le concentrazioni sistemiche di quattro ingredienti comunemente usati nei solari (avobenzone, ossibenzone, octocrilene e ecamsule), chiedendo ai 24 coinvolti di spalmarsi su tutte le parti del corpo non coperte un solare (testati quattro – due spray, una lozione e una crema – assegnandone uno a caso a ciascun partecipante) quattro volte al giorno per quattro giorni, simulando l’utilizzo medio consigliato per una efficace protezione dai raggi Uv, e nell’arco di una settimana un esame con 30 campioni di sangue per verificare le concentrazioni di sostanza passate nell’organismo. Scoprendo così, che ciascuna delle sostanze testate era presente nel sangue a livelli anche superiori rispetto alla soglia oltre la quale per legge erano necessari i test di sicurezza (cioè 0,5 nanogrammi per millilitro). La concentrazione di oxibenzone, per esempio, era di 20 ng/ml al settimo giorno di osservazione.

Incertezza Gli scienziati, che hanno condotto l’indagine, ammettono ora che servono dei test da immettere sul mercato che avvisino i consumatori dei possibili danni e rischi per la pelle.

Indispensabile, però, continuare ad usare creme solari, magari privilegiando i filtri fisici come ossido di zinco e biossido di titanio (che però potrebbero lasciare una patina biancastra), abbinandoli a altri sistemi di protezione come ad esempio gli indumenti anti-Uv e la classica raccomandazione di evitare di esporsi durante le ore più forti di esposizione solare.

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