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Nuove droghe, 730 nuove sostanze, allarme psichiatri: “Effetti devastanti”

Pubblicato il 24 Giu 2019 alle 6:49am

Sono 730, secondo l’ultimo report dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Emcdda), le nuove sostanze psicoattive in vendita in Europa, 55 delle quali segnalate nell’ultimo anno.

Dal congresso della Società italiana di psichiatria (Sip) in corso a Firenze, gli esperti parlano di un vero e proprio allarme a causa degli effetti terribili che spesso si hanno sui giovani e giovanissimi.

«Di frequente – spiega Massimo Di Giannantonio, presidente eletto Sip – sono frutto del ‘riciclaggio di prodotti sintetizzati in passato per scopi farmacoterapeutici e spesso abbandonati a causa dei notevoli effetti avversi. Da un punto di vista farmacologico, le Nps sono estremamente eterogenee. Una loro possibile classificazione muove dalla categoria di sostanze delle quali esse mimano gli effetti. Ad esempio i cannabimimetici sintetici o catinoni sintetici. Ma anche all’interno di questi macrogruppi, le differenze rendono la predizione dei rischi per la salute estremamente complessa».

Altre difficoltà sono dovute al loro dubbio status legale, all’impossibilità di rintracciarle con i comuni test tossicologici e al loro ‘marketing sul web’, che consente di raggiungere infiniti potenziali acquirenti, molto spesso giovani o giovanissimi.

«Gli effetti sulla salute fisica e mentale – aggiunge Enrico Zanalda, presidente Sip – sono estremamente variabili. A porre i maggiori rischi sono sostanze stimolanti come catinoni sintetici e fenetilamine, responsabili di episodi di delirio paranoide, agitazione psicomotoria grave, aggressività, allucinazioni, nonché ipertensione, crisi convulsive, disturbi cardiovascolari, addirittura coma. Ma sono pericolosi anche i cannabimimetici sintetici, spesso causa di intossicazioni potenzialmente fatali, ma anche di sintomi psicotici non transitori».

«Non da ultimo – conclude Di Giannantonio – ricordiamo la comparsa nel gruppo delle Nps dei nuovi oppioidi sintetici, a partire dal 2009: tali molecole sono estremamente potenti, e comportano una seria minaccia per la salute pubblica. Si tratta di prodotti dalla notevole potenza: il fentanyl, capostipite di questa famiglia, ha una azione circa 100 volte maggiore rispetto a quella della morfina».

Tra le sostanze più utilizzate ai giorni nostri ci sono, dicono gli esperti, il fentanyl, un potente oppioide sintetico, è uno dei più noti, soprattutto negli Stati Uniti. Viene utilizzato da solo o come adulterante di partite di sostanze classiche, soprattutto eroina, causando così scie di decessi per overdose. Ma sono tante le cosiddette Nuove Sostanze Psicoattive (Novel Psychoactive Substances), quelle che vengono definite nuove droghe, difficili da riconoscere e da trattare. Si calcola che in generale siano circa 88 milioni (il 25%) gli europei che hanno consumato sostanze illecite almeno una volta nella vita. Cannabis e cocaina sono ancora quelle più consumate (rispettivamente il 24,8 e il 5,1%).

Marijuana, può condizionare fertilità in uomo e donna

Pubblicato il 15 Giu 2019 alle 6:50am

L’utilizzo della marijuana può condizionare la fertilità in uomo e donna, a dirlo un articolo pubblicato sul Canadian Medical Association Journal (Cmaj), che segnala come “sarebbero necessarie, però, ulteriori ricerche”. Gli autori della Western University, in Ontario, evidenziano “tanto i medici che gli utilizzatori dovrebbero sapere che il principio attivo della marijuana, il tetraidrocannabinolo (THC), agisce sui recettori presenti nell’ipotalamo, nell’ipofisi e negli organi riproduttivi interni, sia nei maschi che nelle femmine”. (altro…)

La Cassazione dice no a prodotti derivanti dalla coltivazione di cannabis

Pubblicato il 31 Mag 2019 alle 10:49am

Per la Cassazione, la legge non consente la vendita o la cessione a qualunque titolo dei prodotti “derivati dalla coltivazione della cannabis”, come olio, foglie, infiorescenze e resina. Lo stabilito le sezioni unite penali della suprema corte che così danno uno stop alla vendita, commercializzazione di ‘cannabis cosiddetta light’, che oramai si trovava sotto forma di caramelle, snack, panettoni, bibite e chi più ne ha più ne metta, non soltanto come prodotti a uso farmaceutici.

La commercializzazione di ‘cannabis sativa L’. e, in particolare, di foglie, inflorescenze, olio, resina, ottenuti dalla coltivazione della predetta varietà di canapa, non rientra nell’ambito di applicazione della legge n.242 del 2016 che qualifica come lecita unicamente l’attività di coltivazione di canapa” delle varietà per uso a fini medici, “pertanto integrano reato”, afferma la Cassazione nella sua massima sulla ‘cannabis light’, “le condotte di vendita e, in genere, la commercializzazione al pubblico, a qualsiasi titolo, dei prodotti derivati dalla coltivazione della ‘cannabis sativa L.’, salvo che tali prodotti siano in concreto privi di efficacia drogante”. Saranno dunque i giudici di merito, di volta in volta, a valutare quale sia la soglia di ‘efficacia drogante’ che rientra nei ‘parametri’ del consentito.

Il verdetto emesso dalle Sezioni Unite si è concluso con l’annullamento con rinvio della revoca di un sequestro di prodotti derivati dalla cannabis, come chiesto in subordine dal Pg della Suprema Corte che si era espresso per l’invio degli atti alla Consulta, come prima indicazione.

Sulla Cassazione a proposito della cannabis “non sono sorpreso dalla sentenza, mi dispiace per i posti di lavoro, che spero possano essere riconvertiti. Ma è un messaggio chiaro, chiarisce una cosa ovvia, la droga fa male e ci si può divertire in modo diverso”, ha detto il vicepremier Matteo Salvini a Dritto e Rovescio su Rete 4, ieri sera, commentando la sentenza avversa ai canapa shop, contro i quali il ministro dell’Interno aveva lanciato una durissima campagna di sesibilizzazione e battaglia in merito.

Mangiare dolci alla cannabis più pericoloso che fumarla

Pubblicato il 16 Apr 2019 alle 11:15am

In Italia sono sempre di più i negozi dove è possibile acquistare cioccolato, biscotti, dolci, gomme da masticare, birra e ogni genere di prodotto alimentare a base di cannabis (Magica Italia nel 2018 ne ha censiti almeno 713, in aumento del 75 per cento rispetto al 2017). Ce ne sono ormai dappertutto, specialmente a Milano. Un business in continua crescita e senza regole, fortemente sostenuto dall’idea che chi mangia o beve marijuana non avrà i danni di chi la fuma o ne aspira i vapori.

Ma purtroppo non è assolutamente così. Sui prodotti che si vendono in Italia si sa davvero ancora molto poco o quasi nulla. La cannabis è commestibile a parità di concentrazione dei principi attivi — THC e CBD — e fa male quanto quella che si fuma e forse anche di più. Lo dimostrerebbe un lavoro appena pubblicato su Annals of Internal Medicine, fatto in Colorado, dove la cannabis è legale, e dove ci sono stati più casi di intossicazione acuta, più disturbi psichiatrici e più problemi cardiovascolari in chi invece fa uso di prodotti commestibili, rispetto a chi la fuma.

Questo accade, in quanto, chi fuma cannabis o ne aspira i vapori comincia ad avvertirne gli effetti in un paio di minuti, e sopra una certa soglia — che varia molto da individuo ad individuo. I sintomi più comuni, sono gastrointestinali, nausea e vomito che induce ad interrompere il consumo.

La cannabis presa per bocca si assorbe invece lentamente ed entrano in gioco diversi fattori, tipo cosa si è mangiato prima o con quale prodotto la si sta assimilando (con il cioccolato, ad esempio, se ne assorbe di più che con la gomma da masticare). Tuttavia chi grazie alla cannabis vorrebbe sentirsi rilassato, spensierato e un po’ più «social», con biscotti e cioccolato sulle prime non prova niente, e così pensa di non averne presa abbastanza e ne cerca dell’altra. Nel frattempo la sostanza si accumula e quando si avvertono i primi disturbi potrebbe essere già in corso un’intossicazione.

In Colorado Di questo fenomeno se ne sono accorti per primi al pronto soccorso di uno degli ospedali dell’Università del Colorado. I medici hanno infatti notato qualcosa che a prima vista pareva molto strano, quasi paradossale: quei ragazzi (ma anche adulti) che arrivavano dopo aver assunto cannabis per bocca sembravano stare peggio di chi la marijuana l’aveva fumata o inalata. A dirla tutta, rispetto a chi la fumava, quelli che avevano mangiato biscotti o dolcetti alla cannabis erano una piccola minoranza — uno su dieci —, ma sembrava che i disturbi più gravi si concentrassero proprio su di loro. A questo punto i medici hanno deciso di analizzare 10 mila pazienti arrivati al pronto soccorso per abuso di alcol e cannabis. Hanno così scoperto che in 3 mila di loro i disturbi erano riconducibili solo e soltanto alla cannabis e 250 ne avevano presa esclusivamente per bocca.

Metabolismo, bere molto caffè lo cambia come la cannabis

Pubblicato il 15 Feb 2019 alle 6:37am

Proprio come farebbe la cannabis, il caffè cambia il nostro organismo. In quanto, è addirittura capace di agire su di noi ad un livello profondo. (altro…)

Sla, il farmaco alla cannabis efficace contro gli spasmi muscolari

Pubblicato il 04 Gen 2019 alle 5:22am

La cannabis terapeutica è un metodo efficace nella riduzione della spasticità e altri sintomi correlati nei pazienti con malattie del motoneurone (MND), come nel caso della SLA. È questo il risultato a cui è arrivato un importante studio italiano multicentrico contenuto nella rivista scientifica Lancet Neurology relativo a un nuovo farmaco cannabinoide, a base di derivati dalla Cannabis Sativa, recentemente approvato per il trattamento sintomatico della spasticità nella sclerosi multipla. (altro…)

Nascono le cannabis beauty e sono legali. Sfruttano i benefici dell’olio di semi di canapa

Pubblicato il 31 Ago 2018 alle 6:14am

Dopo i primi cannabis shop arrivano anche i primi centri estetici che sfruttano i benefici della canapa direttamente sulla pelle e senza alcun effetto collaterale di tipo psicotropo (in quanto priva di Thc, cioè il tetraidrocannabinolo).

Tra i trattamenti più in voga, c’è quello all’olio di semi di canapa.

Il successo della cannabis per la bellezza è davvero planetario tanto che al Cosmoprof North America, che si è tenuto a Los Angeles dal 29 al 31 luglio, si è svolto un focus dal titolo ‘cannabis beauty’ a cui hanno partecipato relatori di spicco del settore, medici ed esperti legali.

Le pubblicazioni sui benefici per la pelle non mancano e nell’ultimo numero del Journal of the American Academy of dermatology si passano in rassegna i principi attivi promuovendoli. “La cannabis avrà un futuro rosa nel settore dei prodotti per la pelle, – lo ha scritto anche il dermatologo Jeremy Riggle sulla rivista.

Negli Stati Uniti, in Canada (qui dal prossimo 16 ottobre la cannabis sarà legale), in Australia e in Europa sono già a pieno regime le produzioni di linee cosmetiche a base di olio di canapa per creme, oli, detergenti, lozioni per il corpo e prodotti per la cura dei capelli.

“I produttori di cosmetici sono sempre più interessati all’argomento per poter produrre cosmetici a base di cannabis in modo legale. Non si deve confondere il significato dei termini come marijuana, canapa e CBD o cannabinoide- spiega Ronie Schmelz , legale della Tucker Ellis LLP di Cleveland, Ohio, che modererà il focus sulla cannabis al Cosmoprof North America.

Si scopre così che l’olio di canapa ha uno dei più elevati livelli di acidi grassi essenziali (EFA), è ricco di acido linoleico e linolenico, insieme a acidi grassi omega 3 e che, spalmato sulla pelle puro o miscelato o con altri oli vegetali e oli essenziali, è un vero elisir di bellezza contro la disidratazione e la secchezza della pelle, un valido antirughe concentrato e un ottimo nutriente.

Ma non solo. E’ emerso che è anche un ottimo antinfiammatorio. Calma la pelle arrossata e idrata i capelli aridi e decolorati, stressati e con doppie punte.

Cannabis per uso terapeutico, il sì dalla Camera

Pubblicato il 21 Ott 2017 alle 6:28am

Arriva il via libera da Montecitorio all’uso terapeutico della cannabis. Con 317 voti a favore, 40 contrari e 13 astenuti la legge, che non prevede la legalizzazione della cannabis ma solo il suo utilizzo per portare sollievo a pazienti alle prese con gravi patologie, passa al Senato. (altro…)

Sclerosi multipla, malato costretto a procurarsi da spacciatori cannabis terapeutica. Il suo appello

Pubblicato il 02 Lug 2017 alle 7:49am

Nicola Loiortile, 48 anni, malato da nove di Sclerosi Multipla. Dodici mesi fa è stato costretto ad ad usare la cannabis per usi terapeutici. (altro…)

Boom in Italia per la marijuana legale: “Un ordine ogni 30 secondi”

Pubblicato il 14 Giu 2017 alle 9:45am

In meno di un mese, la marijuana legale, quella che “si fuma ma non sballa”, ha fatto il suo boom anche in Italia.

“Appena entrati in commercio avevamo un ordine ogni 30 secondi. Siamo stati costretti a chiudere la vendita online. Ci sono state resse negli shop, con anche mille persone all’ora. In un negozio abbiamo dovuto mettere le transenne. Adesso è il momento di strutturarci”.

A parlare è Luca Marola, fra gli ideatori di Easy Joint – l’azienda che vende l’erba Eletta Campana, varietà italiana con il THC (tetraidrocannabinolo, principio psicoattivo della marijuana) inferiore allo 0,6 per cento, il limite di legge consentito – racconta quello che è accaduto le prime ore dopo il lancio .

“Da quando abbiamo presentato il prodotto alla Fiera di Bologna – dice Marola – l’interesse è stato altissimo. Vogliamo ricordare che questa non è la marijuana per come la si intende di solito, ma è un’erba che ha bassissimo Thc e fino al 4% di cannabidiolo (CBD), ovvero il principio contenuto nella cannabis che non ha effetti psicoattivi, ma soltanto sedativi. Così, tra curiosi, appassionati, persone che volevano provare l’erba per problemi di ansia, insonnia, dolori mestruali e altro si è sparsa la voce e sono arrivati i primi ordini. Ad oggi già 85 negozi in tutta Italia la stanno vendendo e le richieste sono così elevate che abbiamo dovuto costituire una società, assumere dei dipendenti e bloccare la vendita online perché non riuscivamo a gestirla”.

Questa “cannabis tecnica italiana” viene venduta in vasetti da 8-10 grammi a un prezzo di 17 euro e ha un valore sociale, sostiene Marola.

“Il nostro è un esperimento che potrebbe aprire gli occhi: ecco come potrebbe essere la legalizzazione in Italia. Non ci importa tanto il commercio, ma far capire cosa si potrebbe fare in questo Paese, così come già avvenuto in America e molte altre zone del mondo. Ma la politica, invece di interessarsi, dorme sull’iter di legge per la legalizzazione”