casi sommersi

Epatite C, uno spot per cercare i 200mila casi sommersi

Pubblicato il 19 Apr 2019 alle 6:38am

Uno sport televisivo mira a scovare circa 200mila casi sommersi di epatite C. Detenuti, tossicodipendenti e immigrati, ma anche over 60enni esposti al virus prima che si diffondesse la cultura di presidi sanitari usa e getta.

Lo spot verrà trasmesso su tutti i canali nazionali a partire da maggio prossimo. A lanciarlo, è la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit), in occasione del convegno “Stato avanzamento lavoro del Piano di eliminazione dell’Epatite C in Italia”.

Le ultime stime dell’associazione di pazienti Epac Onlus parlano di 240mila infetti dal virus dell’epatite C e ignari di esserlo. Altre stime non vanno oltre i 140mila. “La stima del sommerso è molto difficile e mancano studi ben strutturati per capirlo. Ma sappiano che sono tantissimi e molti di loro vanno incontro a cirrosi o al cancro del fegato”, spiega Massimo Galli, presidente della Simit. L’obiettivo è trovarli, grazie a una grande campagna di sensibilizzazione per arrivare alle tante persone colpite e talora ignare della malattia. “Oggi – prosegue Galli – abbiamo a disposizione una terapia di poche settimane per bocca e senza alcun rischio, così efficace da assicurare nella quasi totalità dei casi l’eradicazione dell’infezione”. La partita, ha sottolineato la senatrice Paola Binetti (Udc), “si gioca oggi sul garantire pari diritto di accesso alle cure e alla diagnosi. Avere delle terapie e non darle a tutti coloro che ne hanno bisogno, nel più breve tempo possibile, non è etico. Soprattutto nell’ambito di un sistema sanitario, come il nostro, che si basa su universalità e equità delle cure”.

Con quasi 180 mila pazienti trattati contro l’Epatite C ad oggi, l’Italia è il Paese più virtuoso in Europa per il numero di persone curate. Nel 2019 si esaurirà il fondo destinato ai farmaci innovativi e questa fase andrà gestita con la massima cautela e attenzione.