che cos’è

Reddito di cittadinanza, cosa c’è da sapere

Pubblicato il 04 Ott 2018 alle 7:32am

Il reddito di cittadinanza potrà essere speso solo in Italia e non in contanti. Avrà un importo di 780 euro e sarà destinato a circa 6,5 milioni di italiani che vivono sotto la soglia di povertà.

Il famigerato reddito di cittadinanza non è solo il cavallo di battaglia del Movimento Cinque Stelle ma anche uno dei cardini del contratto di governo. E tra una manciata di mesi diventerà realtà. Ma come funziona? A chi spetta? E quando si potrà richiedere?

COS’E’ E COME FUNZIONA – Il reddito di cittadinanza è un sussidio destinato a chi è senza lavoro o in stato di indigenza, che viene erogato solo a particolari condizioni. Per ottenerlo bisognerà possedere alcuni requisiti: essere cittadini italiani, aver compiuto almeno 18 anni, essere disoccupati o percepire un reddito o pensione considerati al di sotto della soglia di povertà, iscriversi al centro per l’impiego, svolgere progetti di utilità sociale organizzati dal Comune di residenza per un massimo di 8 ore settimanali, e soprattutto accettare uno fra i primi tre lavori offerti dal centro per l’impiego. Chi vuole ottenere il reddito di cittadinanza, dovrà inoltre dimostrare di impiegare alcune ore al giorno alla ricerca di un lavoro.

QUANTO DURA – Il reddito di cittadinanza si può ottenere per tre anni, se persistono i requisiti elencati sopra. Dopo il rifiuto di tre offerte, però, i cittadini saranno esclusi dal sussidio.

CENTRI PER L’IMPIEGO – I Cinquestelle hanno ribadito più volte: senza il potenziamento dei centri per l’impiego il reddito di cittadinanza non può partire. Stanno pertanto studiando il modello all’americana per farli funzionare e organizzare al meglio.

A partire da gennaio 2019 il primo passo sarà dunque quello di rafforzare gli attuali centri per l’impego utilizzando circa 1 miliardo e mezzo di euro. Per riformarli, il vicepremier Luigi Di Maio ha assoldato Mimmo Parisi, un professore di origini pugliesi che lavora da 30 anni in America. Direttore della National Strategic Planning and Analysis Research Center, Parisi, come ha spiegato Di Maio “darà una grossa mano per fare i nuovi centri impiego italiani. Un mix di innovazione tecnologica e ristrutturazione completa di questi centri”.

A QUANTO AMMONTA L’ASSEGNO E A CHI SPETTA – L’assegno avrà un massimo di 780 euro mensili e sarà destinato a circa 6,5 milioni di italiani che vivono sotto la soglia di povertà (cifra calcolata dall’Istat). Chi ha qualche forma di entrata, invece, dovrebbe avere solo un’integrazione. Stando a quanto affermato da Di Maio il contributo sarà riservato ai soli cittadini italiani e a residenti in Italia da almeno 10 anni.

QUANTO VALE – Con l’approvazione della nota di aggiornamento del Def, il governo ha stimato in 10 miliardi le risorse a disposizione per introdurre il reddito di cittadinanza e contemporaneamente riformare i centri per l’impiego.

QUANDO ARRIVA – Il reddito di cittadinanza dovrebbe partire da marzo-aprile 2019.

COSA CI SI PUO’ COMPRARE – Il reddito dovrebbe essere erogato sotto forma di carta acquisti o borsellino elettronico sulla tessera sanitaria e i beneficiari potranno spendere questi soldi per i beni di prima necessità, come alimenti e medicinali. Ma anche per pagare l’affitto. Il denaro non potrà essere messo da parte e si potranno utilizzare sistemi di pagamento tramite app. Esclusa anche la possibilità di spendere i soldi in giochi d’azzardo. Le spese effettuate con la card saranno comunque tracciabili.

L’emozionante appello di mamma Alessandra: “Aiutatemi a curare la mia bimba-pesciolino”

Pubblicato il 05 Ago 2018 alle 6:00am

Anna ha quattro anni ed è una bambina che deve stare sempre in acqua se fuori casa ci sono certe temperature.

Deve trascorrerci gran parte della giornata a causa di una malattia rara, chiamata ittiosi lamellare che secca la pelle e la screpola fino a indurirla a sanguinare a causa di ferite. E’ una malattia che si trasmette geneticamente.

Quando Anna esce dalla vasca da bagno si dedica alle sue attività preferite come giocare a carte o realizzare dei puzzle ma non può iniziare se prima non nutre la sua pelle con una crema. Poi colliri per gli occhi, impacchi per il cuoio capelluto.

A farlo per lei è mamma Alessandra, avvocato e membro del consiglio direttivo dell’Unione ittiosi (Uniti), oggi unica associazione italiana a sostenere le persone con questa patologia e le loro famiglie.

«L’afa, ma anche una febbre alta, possono essere estremamente pericolose», ha spiegato nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera. «Nelle forme più gravi, le persone incontrano difficoltà a eseguire i normali movimenti della vita quotidiana, perché la pelle si spacca ed il rischio di infezioni è costante. L’ittiosi lamellare, insomma, può arrivare a essere un disordine devastante, con tante ripercussioni sociali e psicologiche per chi ne è affetto».

In Italia sono una ventina le persone che convivono con questa malattia genetica che deriva dal malfunzionamento di un cromosoma per cui la pelle è totalmente secca. Non produce un enzima che è vitale per creare la barriera cutanea e la normale costruzione della pelle. Nelle forme più acute, asciuga le lacrime e il sudore rischiando di provocare disidratazione o surriscaldamento.

Per questo motivo Alessandra e la sua famiglia si sono trasferiti in Austria. «Perché qui c’è meno caldo che in Italia, e quindi mia figlia può condurre una vita quasi normale, giocare, andare all’asilo e, in futuro, magari fare dello sport all’aria aperta».

Per permettere a sua figlia e agli altri bambini chiamati pesciolini di essere curati e crescere in tutta serenità, Alessandra ha aderito a una raccolta fondi promossa dal Comitato Uffi, fondato da Francisco ed Elena De Calheiros, genitori di due gemelle affette da ittiosi lamellare. L’obiettivo è quello di sostenere la ricerca che potrebbe cambiare le loro vite. È quella che sta portando avanti Heiko Traupe, professore dell’Università di Munster considerato un luminare nel settore delle malattie rare della pelle.

«Da molti anni, Traupe e la sua equipe di scienziati dermatologi e biologi stanno cercando una terapia per questa forma di ittiosi. Ebbene, hanno scoperto una nano-tecnologia sint sintetizzata in una crema, in grado di collocare l’enzima mancante nel punto esatto in cui è necessario, ripristinando così tutti i malfunzionamenti della pelle».

Il basso numero di malati non spinge le case farmaceutiche ad investire. «L’unico modo per proseguire nello studio è quello di raccogliere due milioni di euro, necessari allo sviluppo della crema». All’appello di Alessandra e gli altri genitori hanno aderito diverse persone del mondo dello spettacolo, tra cui Giorgio Panariello e Fiordaliso, realizzando a loro volta video per promuovere la raccolta fondi.

«In Italia siamo più di 60 milioni di abitanti e se “solo” due milioni di persone donassero un euro, per mia figlia e altri centinaia di malati, sarebbe la realizzazione di un sogno».

Cyberbullismo, ora c’è la legge

Pubblicato il 19 Mag 2017 alle 9:39am

E’ stata approvata, definitivamente dalla Camera, la legge per il contrasto alle forme di cyberbullismo, con 432 voti a favore e nessun contrario. (altro…)