Chiesa

Papa Francesco incontrerà a Cuba il patriarca di Mosca Kyrill, evento storico

Pubblicato il 06 Feb 2016 alle 6:32am

Papa Francesco e il patriarca di Mosca Kyrill si incontreranno a Cuba il prossimo 12 febbraio, quando il Pontefice farà tappa lì prima del viaggio che lo porterà in Messico.

Lo hanno annunciato congiuntamente la Sante Sede e il Patriarcato di Mosca, definendo il loro come un “incontro storico”.

I due si incontreranno presso l’aeroporto di L’Avana e rilasceranno una dichiarazione comune. A spingere per un incontro fuori dai confini d’Europa lo stesso patriarca.

Padre Lombardi ha dichiarato “Questo incontro, preparato da lungo tempo, sarà il primo nella storia e segnerà una tappa importante nelle relazioni tra le due Chiese. La Santa Sede e il Patriarcato di Mosca auspicano che sia anche un segno di speranza per tutti gli uomini di buona volontà. Invitano tutti i cristiani a pregare con fervore affinché Dio benedica questo incontro, che possa produrre buoni frutti”.

Mentre secondo dichiarato da il metropolita Ilarion, capo del dipartimento per le relazioni esterne della chiesa ortodossa russa Kyrill “Voleva incontrare il Pontefice fuori dall’Europa, perché proprio all’Europa è legata la dura storia delle divisioni e dei conflitti tra i cristiani”.

La Cei: religiosi ladri paghino i danni alla Chiesa

Pubblicato il 02 Dic 2015 alle 10:20am

Monsignor Galantino, in un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano, è tornato a parlare di coloro che ostacolano le riforme fortemente volute da Francesco: “La comunità ecclesiale è con il Papa. Difficoltà e resistenze rispetto al cambiamento sono da mettere in conto: la riforma viene a scuotere in maniera radicale quelle che per qualcuno sono abitudini comode e consolidate. Ma chi ragiona pensando che ‘ha da passà ‘a nuttata’ fa male i propri calcoli”. (altro…)

Papa Francesco in visita a Firenze e Prato: “Combattere il cancro della corruzione e veleno dell’illegalità”

Pubblicato il 10 Nov 2015 alle 1:03pm

Papa Francesco è in visita a Firenze per incontrare i vescovi italiani riuniti in assemblea. Si tratta del convegno decennale della Cei, ma non rinuncia a includere nel programma del viaggio anche altri appuntamenti significativi, dall’incontro con imprenditori e operai a Prato in mattinata – che vede la partecipazione anche della comunità cinese – al pranzo con i poveri della mensa San Francesco Poverino all’incontro con disabili e malati alla messa nello stadio Franchi.

L’appuntamento fiorentino si inserisce nella tradizione cominciata a Roma a partire dal 1976. Il Papa nel suo discorso e messaggio pungola l’episcopato italiano modificandone le priorità, chiedendo grandi riforme (dalla revisione del numero delle diocesi all’elezione del presidente) e l’introduzione di una nuova leva di cardinali e vescovi italiani, come rivelando le ultime due nomine dei “preti di strada” Corrado Lorefice, ora vescovo di Palermo, e Matteo Zuppi, ora vescovo di Bologna, e la consacrazione di un altro semplice parroco, Angelo De Donatis, come ausiliare di Roma, con una cerimonia presieduta dallo stesso Bergoglio oggi a San Giovanni in Laterano.

I vescovi italiani, guidati dal cardinale presidente Angelo Bagnasco e dal monsignore segretario Nunzio Galantino, dovranno dunque ascoltare le indicazioni che il Papa argentino darà agli “stati generali” della Chiesa che si riunisce su un particolare tema (titolo scelto prima dell’elezione di Bergoglio) “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”.

“La vita di ogni comunità esige che si combattano fino in fondo il cancro della corruzione e il veleno dell’illegalità. Dentro di noi e insieme agli altri, non stanchiamoci mai di lottare per la verità” è l’appello di oggi del pontefice contro la corruzione. Incontrando il mondo del lavoro nella piazza antistante la cattedrale di Prato.

Ma nella prima tappa del suo viaggio in Toscana, Bergoglio afferma anche che “non si può fondare nulla di buono sulle trame della menzogna e sulla mancanza di trasparenza. Ricercare e scegliere sempre la verità non è facile; è però una decisione vitale, che deve segnare profondamente l’esistenza di ciascuno e anche della società, perché sia più giusta e onesta. La sacralità di ogni essere umano richiede per ognuno rispetto, accoglienza e un lavoro degno”.

A braccio Francesco ricorda “i 5 uomini e le 2 donne di cittadinanza cinese morti due anni fa a causa di un incendio nella zona industriale di Prato: dormivano e vivevano nello stesso capannone dove lavoravano. È una tragedia dello sfruttamento e delle condizioni umane di vita e questo non è lavoro degno”.

L’invito è che in tempi segnati da incertezze e paure”, è bene sostenere le iniziative in favore dei più deboli e delle famiglie, soprattutto più bisognose “che vi impegnate anche ad ‘adottare’. Mentre vi adoperate nella ricerca delle migliori possibilità concrete di inclusione, non scoraggiatevi di fronte alle difficoltà. Non rassegnatevi davanti a quelle che sembrano difficili situazioni di convivenza; siate sempre animati dal desiderio di stabilire dei veri e propri ‘patti di prossimità’”. E ai giovani da’ un incoraggiamento particolare “a non cedere mai al pessimismo e alla rassegnazione”.

Conclusa la tappa a Prato, il Papa a Firenze intervenie al quinto convegno nazionale della Chiesa italiana nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore. Subito dopo l’incontro con gli ammalati nella Basilica della Santissima Annunziata e i pranzo con i poveri, con piatti, posate e bicchieri di plastica, nella mensa di san Francesco Poverino. Infine, la messa nello Stadio comunale “Artemio Franchi” con in prima fila la moglie del premier Matteo Renzi, Agnese, con i due figli.

Francesco parla ai cattolici italiani “Siate una Chiesa libera e aperta alle sfide del presente, mai in difensiva per timore di perdere qualcosa”. Fuggite le tentazioni dello gnosticismo e del pelagianesimo che “ci porta ad avere fiducia nelle strutture, nelle organizzazioni, nelle pianificazioni perfette perché astratte e assumere uno stile di controllo, di durezza, di normatività”.

Papa: “Chi predica povertà non può vivere da faraone. La chiesa deve parlare con verità e testimonianza”

Pubblicato il 06 Nov 2015 alle 12:26pm

​«La Chiesa deve parlare con la verità e anche con la testimonianza: la testimonianza della povertà. Se un credente parla della povertà o dei senzatetto e conduce una vita da faraone: questo non si può fare». Sottolinea il Papa in un’intervista rilasciata al giornale di strada olandese Straatnieuws, diffusa anche da Radio Vaticana.

«C’è la tentazione della corruzione nella vita pubblica. Sia politica, sia religiosa». Ma una «tentazione», è quella di «fare accordi con i governi. “Si possono fare accordi, ma devono essere accordi chiari, accordi trasparenti. Per esempio: noi gestiamo questo palazzo – riferendosi a quello apostolico – ma i conti sono tutti controllati, per evitare la corruzione”.

«Non posso vivere qua – ha continuato il santo padre – semplicemente per motivi mentali. Mi farebbe male. All’inizio sembrava una cosa strana, ma ho chiesto di restare qui, a Santa Marta. E questo mi fa bene perché mi sento libero. Mangio nella sala pranzo dove mangiano tutti. E quando sono in anticipo mangio con i dipendenti. Trovo gente, la saluto e questo fa che la gabbia d’oro non sia tanto una gabbia. Ma mi manca la strada».

E alla domanda se avesse mai pensato di voler diventare pontefice, risponde. «No». «Quando ero piccolo non c’erano i negozi dove si vendevano le cose. Invece c’era il mercato dove si trovava il macellaio, il fruttivendolo eccetera. Io ci andavo con la mamma e la nonna per fare le spese. Ero piccolino, avevo quattro anni. E una volta mi hanno domandato: ‘Cosa ti piacerebbe fare da grande?’ Ho detto: il macellaio!».

Papa Francesco non si aspettava che sarebbe stato scelto proprio per fare il pontefice. «È venuto e non l’aspettavo». Ma aggiunge: «Non ho perso la pace. E questo è una grazia di Dio. Non penso tanto al fatto che sono famoso. Dico a me stesso: adesso ho un posto importante, ma in dieci anni nessuno ti conoscerà più», dice ridendo e risponde semplicemente con un «sì» al giornale che gli chiede se continuerà questo lavoro fino a quando ne sarà in grado.

Papa Francesco amava giocare a calcio da ragazzo ma non era una promessa. «A Buenos Aires – racconta – a quelli che giocavano il calcio come me, li chiamavano pata dura. Che vuol dire avere due gambe sinistre. Ma giocavo, facevo il portiere tante volte».

«Quando la Chiesa è tiepida, chiusa in se stessa, anche affarista tante volte» non è «al servizio, bensì si serve degli altri», ha sottolineato il pontefice durante la messa tenuta a Santa Marta invocando il Signore che ci dia «quel punto d’onore di andare sempre avanti, rinunciando alle proprie comodità tante volte e ci salvi dalle tentazioni».

«Nella Chiesa ci sono questi, che invece di servire, di pensare agli altri, di gettare le basi, si servono della Chiesa: gli arrampicatori, gli attaccati ai soldi. E quanti sacerdoti, vescovi abbiamo visto così. È triste dirlo, no?», ha aggiunto nell’omelia.

«Io vi dico quanta gioia ho, io, che mi commuovo, quando in questa Messa vengono alcuni preti e mi salutano: ‘Oh padre, sono venuto qui a trovare i miei, perché da 40 anni sono missionario in Amazzonia’. O una suora che dice: ‘No, io lavoro da 30 anni in ospedale in Africa’. O quando trovo la suorina che da 30, 40 anni è nel reparto dell’ospedale con i disabili, sempre sorridente. Questo si chiama servire, questa è la gioia della Chiesa: andare oltre, sempre; andare oltre e dare la vita».

E riferendosi al Vangelo dice “Il Signore ci fa vedere l’immagine di un altro servo, «che invece di servire gli altri si serve degli altri». E, sottolinea «abbiamo letto cosa ha fatto questo servo, con quanta scaltrezza si è mosso, per rimanere al suo posto». «Anche nella Chiesa – avverte il Papa – ci sono questi, che invece di servire, di pensare agli altri, di gettare le basi, si servono della Chiesa: gli arrampicatori, gli attaccati ai soldi. E quanti sacerdoti, vescovi abbiamo visto così. È triste dirlo, no? La radicalità del Vangelo, della chiamata di Gesù Cristo: servire, essere al servizio di, non fermarsi, andare oltre sempre, dimenticandosi di se stessi. E la comodità dello status: io ho raggiunto uno status e vivo comodamente senza onestà, come quei farisei dei quali parla Gesù che passeggiavano nelle piazze, facendosi vedere dagli altri». Quindi ci sono «due immagini di cristiani, due immagini di preti, due immagini di suore. Due immagini».

Papa Francesco: “Chiedo perdono per gli scandali avvenuti a Roma e in Vaticano”

Pubblicato il 14 Ott 2015 alle 11:07am

“Prima di iniziare la catechesi, a nome della Chiesa, vorrei chiedervi perdono per gli scandali che in questi ultimi tempi sono accaduti sia a Roma, che in Vaticano. Vi chiedo perdono”. Dice il Papa rivolgendosi ai presenti.

“Gesù è realista ed è inevitabile che avvengano scandali, ma guai all’uomo a causa del quale avviene lo scandalo”, ha aggiunto il Pontefice.

“Quanto siamo leali con le promesse che facciamo ai bambino facendoli venire al mondo? – ha chiesto il Papa nella udienza generale – Li facciamo venire al mondo, questa è una promessa, e cosa diamo loro?”. “Guai – ha detto in un altro passaggio – a quelli che tradiscono la fiducia e le attese dei bambini verso gli adulti”, “quando una promessa è spezzata, ne viene lo ‘scandalo che Gesù condanna”.

Il Papa apre i lavori del sinodo sulla famiglia: ‘No a compromessi. Qui non è un Parlamento’

Pubblicato il 05 Ott 2015 alle 10:45am

Al via oggi il sinodo sulla Famiglia che secondo papa Francesco deve parlare con franchezza e non scendere a compromessi. Ai lavori vi partecipano 270 vescovi provenienti da ogni parte del mondo. (altro…)

Al via il sinodo di Francesco sulla famiglia con tante novità

Pubblicato il 04 Ott 2015 alle 6:04am

Con la messa di questa mattina tenuta in San Pietro, presieduta dal santo padre, si apre la XIV assemblea ordinaria del sinodo e che vede da domani, la lettura dei testi introduttivi da parte del cardinale, segretario Lorenzo Baldisseri e dal cardinale relatore generale Peter Erdo. Inizieranno così anche le discussioni nella sala sopra l’aula Paolo VI.

Tre settimane di confronto che si preannuncia serrato, con particolare riguardo alla terza parte dell’Instrumentum laboris, la famiglia, la comunione per i divorziati, i legami omosessuali, la contraccezione, che negli ultimi mesi è stata al centro di confronti tra teologi.

Saranno 318 le persone che avranno diritto di parlare durante i lavori del sinodo. I padri sinodali saranno 270, e tra loro anche cardinali, patriarchi, vescovi, rappresentanti degli ordini religiosi provenienti da ogni parte del mondo.

Papa Francesco, per la prima volta, ha voluto anche due parroci, chiamati personalmente, entrambi italiani, invitati a portare le loro esperienze di periferia, le loro testimonianze: si tratta di monsignor Saulo Scarabottoli di Perugia e monsignor Roberto Rosa di Trieste. A loro si aggiungeranno poi 14 “delegati fraterni”, rappresentanti altre chiese cristiane, un’esperta e 17 uditori, scelti tra coppie di famiglie e genitori.

Mons. Krzysztof Charamsa fa outing: “Ho un compagno e sono felice”

Pubblicato il 03 Ott 2015 alle 12:31pm

“Sono gay, ho deciso di renderlo pubblico, non posso più nascondermi, ho un compagno. Voglio che la Chiesa e la mia comunità sappiano chi sono: un sacerdote omosessuale, felice e orgoglioso della propria identità. Sono pronto a pagarne le conseguenze, ma è il momento che la Chiesa apra gli occhi di fronte ai gay credenti e capisca che la soluzione che propone loro, l’astinenza totale dalla vita d’amore, è disumana”. (altro…)

Roma, bufera nella Chiesa e nella politica dopo i funerali show del boss Casamonica

Pubblicato il 21 Ago 2015 alle 11:05am

Funerali molto sfarzosi celebrati a Roma per il noto capo clan romano, Vittorio Casamonica, 65 anni nella chiesa di Don Bosco. (altro…)

Auditore, una Madonna piange sangue. Partiti subiti i primi pellegrinaggi

Pubblicato il 12 Lug 2015 alle 6:03am

Ad Auditore, paese di appena milleseicento abitanti a trenta chilometri da Pesaro (Marche), una madonnina in gesso ha iniziato a piangere sangue.

Custodita in una edicola, il suo volto è segnato da rivoli rossi.

Da subito sono partiti i primi pellegrinaggi. Secondo i paesani, il fenomeno è sicuramente da collegare alla recente morte di una 89enne che si era sempre presa cura della statuina.

A studiare scientificamente il fenomeno sono arrivati i medici dell’istituto di medicina legale di Ancona che hanno dato il loro responso: è sangue.

La Chiesa preferisce mantenere la giusta cautela. La Diocesi preferisce non esprimersi fino a quando tutte le analisi scientifiche non saranno concluse.