cinema

E’ morta la regista Valentina Pedicini

Pubblicato il 21 Nov 2020 alle 6:22am

E’ morta il 20 novembre prematuramente la regista Valentina Pedicini , dopo aver lottato contro una grave malattia. A renderlo noto è stato ieri la produttrice del suo ultimo film Faith, Donatella Palermo.

Nata a Brindisi il 6 aprile del ’78, Valentina si era diplomata in regia presso la Zelig International School of Documentary; con il documentario “Dal Profondo”(2013), vincendo il Premio Solinas. partecipò al Festival di Roma e ai Nastri D’Argento, entrando in cinquina ai David di Donatello. Il suo corto “Era Ieri” (2016) è stato selezionato alla Settimana Internazionale della Critica al Festival di Venezia. “Dove Cadono Le Ombre” con Elena Cotta e Federica Rosellini, è stato il suo esordio nella finzione, prodotto da Fandango e presentato alle Giornate degli Autori a Venezia 2017.

Donatella Palermo, è produttrice del suo ultimo film “Faith”: “Oggi Valentina non c’è più. Questa appena trascorsa è stata la sua ultima notte. È difficile da accettare. Penso al suo film Dal Profondo: comincia con una discesa nell’oscurità della terra, un’immagine che si fa sempre più buia e una voce di donna che dice: ‘Respira, respira piano, non aver paura; presto i tuoi occhi si abitueranno al buio’. E alla fine del film una donna cammina sull’orizzonte e appare una scritta: E non so passare ora a nuoto la notte | ho fatto qualcosa contro la paura | mi sono seduta a scrivere | per chi vorrà sedersi. Ecco, Valentina non ha passato la notte, ma ha scritto i suoi film. Noi possiamo sederci a guardarli e qualcosa di lei c’è ancora. ‘e la notte adesso fa meno paura’ (da Faith)”.

Greta Thunberg, il film dedicato a lei da Nathan Grossman

Pubblicato il 14 Nov 2020 alle 6:22am

Nathan Grossman ha presentato alla Mostra del cinema di Venezia, un film dedicato a Greta Thunberg destinato alle sale come evento e trasferito per le norme anti-Covid on demand dal 14 novembre (su Sky Primafila, Google Play, Infinity, Timvision, Chili, Rakuten TV, oltre a MioCinema e IoRestoInSala), rendendo così omaggio a questa 17enne evidenziando anche la sua incredibile caparbietà che è pari anche alle difficoltà incontrate da lei finora. (altro…)

The specials – Fuori dal comune, con Vincent Cassel, Reda Kateb, Hélène Vincent, Benjamin Lesieur

Pubblicato il 08 Ott 2020 alle 6:25am

Arriva al cinema il prossimo 29 ottobre 2020, un buddy movie che esplora l’impegno sociale senza rinunciare a una storia coinvolgente.

Un film di Olivier Nakache, Eric Toledano, dal titolo THE SPECIALS – FUORI DAL COMUNE, con Vincent Cassel, Reda Kateb, Hélène Vincent, Benjamin Lesieur, distribuzione Europictures, Lucky Red, che racconta la storia di due uomini, educatori di bambini e adolescenti con autismo.

La storia vera di un’associazione che fornisce supporto a giovani affetti da autismo nelle sue forme piu gravi e il film segue le avventure e disavventure quotidiane che i due operatori e fondatori, interpretati dal Vincent Cassel e Reda Kateb, sono costretti a fronteggiare.

Venezia 77, Nomadland è Leone d’oro. Favino vincitore della Coppa Volpi, Castellito del Premio Orizzonti per la migliore sceneggiatura

Pubblicato il 12 Set 2020 alle 11:32pm

I film italiani fuori dal Leone d'oro e dagli altri premi principali fatta eccezione per la Coppa Volpi maschile che andrebbe a Pierfrancesco Favino per l'interpretazione in Padrenostro di Claudio Noce.

Il PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA va a Pietro Castellitto per il film I PREDATORI (Italia) a Venezia 77 da lui stesso diretto.

LEONE D’ORO per il miglior film a: NOMADLAND di Chloé Zhao (USA) alla 77/ma Mostra del cinema di Venezia.

LEONE D’ARGENTO Premio per la migliore regia a: Kiyoshi Kurosawa per il film SPY NO TSUMA (WIFE OF A SPY) (Giappone)

LEONE D’ARGENTO – Gran Premio della Giuria a: NUEVO ORDEN (NEW ORDER) di Michel Franco (Messico, Francia)

COPPA VOLPI per la migliore interpretazione femminile a: Vanessa Kirby nel film PIECES OF A WOMAN di Kornél Mundruczó (Canada, Ungheria)

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA a: DOROGIE TOVARISCHI! (DEAR COMRADES!) di Andrei Konchalovsky (Russia).

PREMIO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a: Chaitanya Tamhane per il film THE DISCIPLE (India)

PREMIO MARCELLO MASTROIANNI a un giovane attore emergente a: Rouhollah Zamani nel film KHORSHID (SUN CHILDREN) di Majid Majidi (Iran).

Il PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR FILM a: DASHTE KHAMOUSH (THE WASTELAND) di Ahmad Bahrami (Iran) a Venezia 77.

LEONE DEL FUTURO – PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA (LUIGI DE LAURENTIIS) a: LISTEN di Ana Rocha de Sousa (Regno Unito, Portogallo).

"Mi avete fatto la più bella sorpresa della mia vita", ha detto Pierfrancesco Favino stringendo la Coppa Volpi che ha vinto a Venezia 77 per la sua interpretazione nel film Padrenostro di Claudio Noce. "Come ha detto un regista, quando si gira un film è come se nascesse una stella e noi viviamo su quella stella per mesi e la sua luce si propaga nello spazio e sugli schermi. Dedico questo premio ai milioni di schermi che si accenderanno, alla luce che si propagherà, al brillare degli occhi nel buio".

Foto da pagina ufficiale di Pierfrancesco Favino

Ema, il film di Pablo Larraìn dal 2 settembre al cinema

Pubblicato il 27 Ago 2020 alle 6:21am

Arriva al cinema, il prossimo 2 settembre 2020 un film di Pablo Larraìn che cambia registro con un’opera perturbante e incendiaria, un’esperienza stordente aperta al musical e alla stilizzazione del videoclip. Con Mariana Di Girolamo, Gael García Bernal, Santiago Cabrera, Paola Giannini, Distribuzione Movies Inspired. il film drammatico EMA, racconta infatti di Ema e Gaston che adottano Polo ma l’esperienza si trasformerà per loro, molto presto in un dramma, e la coppia rischierà di scoppiare.

Sinossi Ema è fuoco che brucia, Gastón il focolare che lo contiene. Lei è una ballerina, lui il suo coreografo. Insieme hanno adottato Polo, insieme hanno fallito la sua adozione. Incapaci di gestire i suoi traumi, lo hanno ‘restituito’ ai servizi sociali e adesso navigano a vista tra rimorsi e accuse. Ema vuole il divorzio e si rivolge all’avvocato che ha accolto Polo dopo il loro fallimento. La donna, ignara delle reali intenzioni di Ema, se ne innamora come il marito, un pompiere avvenente sedotto dopo l’incendio doloso della propria auto. Perché Ema ha un piano e niente può fermarla.

Giffoni Film Festival, al via la 50esima edizione

Pubblicato il 19 Ago 2020 alle 6:24am

Il Giffoni Film Festival, tradizionale appuntamento estivo dedicato a bambini e ragazzi non si ferma. La manifestazione celebra la 50esima edizione e nonostante tutto rilancia con un programma ricchissimo di eventi e iniziative.

A partire dal 18 agosto la manifestazione si snoderà in quattro tranche, un’inedita scansione temporale che presenterà una suddivisione modulata in base al target di età dei giurati.

Si partirà con l’anteprima del film Disney “L’unico e insuperabile Ivan” e non mancheranno ospiti internazionali, tra tutti spiccano Sylvester Stallone, Daisy Ridley e Richard Gere.

Le prime due tranche del festival; dal 18 al 22 agosto per le giurie Generator +16 e Generator +18 e dal 25 al 29 per i giurati Generator +13. Da settembre e novembre ci sarà invece una rete di attività ed eventi, mentre dal 26 al 30 dicembre spazio ai +6 e +10, con 1500 bambini e bambine distribuiti nei cinque giorni della rassegna. A tutti sarà garantito il massimo della sicurezza nel totale rispetto delle norme anti-Covid19 vigenti. A queste si aggiungerà l’uso obbligatorio di un’applicazione, Convivio Giffoni Film Festival, che segnalerà a tutti i juror e masterclasser la distanza di sicurezza da osservare.

Addio a Franca Valeri, icona di comicità tra cinema e teatro, scrittrice. L’attrice aveva da poco compiuto 100 anni

Pubblicato il 09 Ago 2020 alle 11:26am

Si è spenta questa mattina nella sua casa di Roma intorno alle 7.40, circondata dall’affetto dei suoi cari, Franca Valeri. L’attrice di cinema e di teatro, soubrette televisiva negli anni 60/70, aveva da poco compiuto il 31 luglio scorso, 100 anni.

La Signorina snob, come la sora Cecioni e Cesira la manicure: questi i più noti ed indimenticabili personaggi da lei interpretati, diventati archetipi tanto riconoscibili da essere entrati nel linguaggio comune (“Pronto, mammà?“). Franca Valeri è la prima vera attrice comica italiana. Una signora colta e spiritosa, caratterizzata da un gran talento, una voce femminile inconfondibile e da grande spontaneità, semplicità e umanità.

Nata a Milano come Alma Franca Maria Norsa, si avvicina al mondo del teatro che era ancora molto piccola, in quanto folgorata dall’opera lirica. Inizia così a recitare facendo caricature e imitazioni. Poi arriva il periodo della guerra e delle leggi razziali: lei, di famiglia ebrea, scampa alle deportazioni solo grazie ai documenti falsi. Dopo l’orrore torna la vita e torna anche per lei il periodo del teatro: nel 1949 esordisce nella compagnia del Teatro dei Gobbi. Si ‘abbrevia’ il nome in Franca e prende in prestito il cognome da Paul Valery: ecco Franca Valeri, l’attrice.

Arriva al cinema con un battesimo eccellente: Federico Fellini la sceglie nel suo “Luci del varietà”. Negli anni Sessanta è diventata la protagonista indiscussa del varietà televisivo italiano: la sua forza espressiva e la sua verve comica le permettono di passare con disinvoltura dal teatro al cinema, dalla radio all’opera lirica, dai libri alla televisione. I suoi personaggi sono lo specchio – fedele e caustico – delle sciure milanesi, delle casalinghe romane sempre al telefono con mammà.

Impossibile citare tutti i ruoli da lei interpretati, ne citeremo solo alcuni, i cult: “Il segno di Venere” dove è la romantica Cesira in cerca di marito ma oscurata da una prorompente Sophia Loren, cugina ingombrante, “Il vedovo“, con il cialtrone Alberto Sordi, che lei chiama Cretinetti e “Piccola posta” sempre con Sordi, dove cura la posta del cuore di una rivista femminile spacciandosi per la contessa polacca Eva Bolasky. A teatro “Lina e il cavaliere” e “Le catacombe”, e ovviamente gli spettacoli televisivi della Rai in bianco e nero come “Studio Uno” e “Sabato sera”.

Nell’attività cinematografica, durata dal 1950 al 1983, Franca fu quasi sempre autrice dei suoi dialoghi, ricalcati su quelli da lei portati in teatro o da lei scritti direttamente per lo schermo, anche se firmò (sempre in collaborazione) solo quattro sceneggiature. Molti dei suoi personaggi avevano un taglio grottesco, come le macchiette di derivazione teatrale.

Come autrice Franca Valeri ha scritto una decina di libri, tra i quali “Il diario della signorina Snob” (illustrato da Colette Rosselli, Mondadori, 1951; Lindau, 2003); “Le donne” (Longanesi, 1960; Einaudi, 2012); “Questa qui, quello là” (Longanesi, 1965), “Toh, quante donne!” (Mondadori, 1992); “Animali e altri attori. Storie di cani, gatti e altri personaggi” (Nottetempo, 2005); “Di tanti palpiti. Divertimenti musicali” (La Tartaruga, 2009), “Bugiarda no, reticente” (Einaudi, 2010), “Non tutto è risolto” (Einaudi, 2011), “L’educazione delle fanciulle. Dialogo tra due signorine perbene” (con Luciana Littizzetto, Einaudi, 2011).

Maledetto Modigliani, il docu-film evento al cinema solo il 12, 13, 14 ottobre

Pubblicato il 31 Lug 2020 alle 6:00am

In occasione delle celebrazioni a 100 anni dalla morte di Modigliani, arriva al cinema solo il 12, 13, 14 ottobre MALEDETTO MODIGLIANI, prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital. Diretto da Valeria Parisi e scritto con Arianna Marelli su soggetto di Didi Gnocchi, il docu-film racconta la vita e la produzione di Amedeo Modigliani (1884-1920), un artista d’avanguardia diventato un classico contemporaneo amato e imitato in tutto il mondo.

Livornese dalla vita breve e tormentata, Dedo o Modì, come fu soprannominato, viene qui narrato da un punto di vista originale: quello di Jeanne Hébuterne, l’ultima giovane compagna che si suicidò due giorni dopo la morte dell’amato, avvenuta all’Hôpital de la Charité di Parigi il 24 gennaio del 1920. All’epoca Jeanne era incinta e lasciava una figlia di un anno. È proprio a partire dalla sua figura e dalla lettura di un passo dai “Canti di Maldoror”, il libro che Modigliani teneva sempre con sé, che si apre il docu-film che trae ispirazione anche dalla mostra “Modigliani – Picasso. The Primitivist Revolution” ­– curata da Marc Restellini e in programma all’Albertina di Vienna ­– ed è arricchito dalle immagini di opere esposte sia all’Albertina, sia alla National Gallery of Art di Washington, nei musei e nelle collezioni di Parigi e nella grande mostra “Modigliani e l’avventura di Montparnasse” del Museo della Città di Livorno.

Per comprendere Modigliani, quarto figlio di una famiglia di origini ebraiche sull’orlo di una crisi finanziaria, bisogna partire proprio dalla sua Livorno e da una provincia italiana che sin dagli albori gli è troppo stretta. Modigliani decide di partire e andare in cerca di altro. Va a Firenze, poi a Venezia. Arriva a Parigi nel 1906, a 21 anni. Sembrerebbe un approdo. È qui che nasce la sua leggenda: tombeur de femmes, alcolista, artista maledetto. In realtà è un uomo che maschera una malattia, che si aggrappa alla vita e alla propria arte. Ha una verità da trasmettere: valori universali racchiusi nella semplicità di linee e volti che ne fanno uno dei maggiori esponenti di primo Novecento e un classico del XXI secolo.

Nel docu-film sono proprio i suoi dipinti ripresi in set dedicati, da “La Filette en Bleu” al ritratto di Jeanne Hébuterne, a parlarci. Giocando tra riprese della città di oggi e foto e filmati d’archivio in bianco e nero, la voce narrante di Jeanne racconta di quella Parigi di inizio secolo: la ville lumière, la metropoli, il centro della modernità, già mercato d’arte e polo d’attrazione per pittori e scultori da tutta Europa. Quelli che allora facevano la fame e oggi valgono milioni, primo fra tutti proprio Modigliani. Durante il suo errare da un alloggio di fortuna all’altro, Amedeo Modigliani, povero, affamato, ma pieno di entusiasmo, incontra un’aspirante poetessa russa, la ventenne Anna Achmatova, e la giornalista e femminista inglese Beatrice Hastings. Tutte donne che raffigura e i cui volti, tra cariatide e ritratto, diventano icone stesse della sua arte. Il suo orizzonte immaginativo – comune a Pablo Picasso, a Constantin Brancusi e a molti altri – è del resto quello del primitivismo: l’interesse per le culture extraeuropee e antiche, un altrove nello spazio e nel tempo in cui gli artisti delle avanguardie cercano il ritorno alla natura, minacciata dalla modernità. Ma Modigliani declina il primitivismo in una maniera unica, fondendolo con la tradizione classica e rinascimentale.

Il docu-film percorre le tracce dell’artista nei suoi luoghi più tipici: le strade, le piazze, il quartiere livornese della Venezia Nuova, la sinagoga, il mercato centrale, le montagne vicine e la campagna in cui aveva imparato il mestiere di pittore coi macchiaioli e dove trova poi materia per le sue statue, l’arenaria e il marmo. Scopriamo poi Modigliani nel confronto con le opere degli altri artisti a lui coevi, primi fra tutti proprio Brancusi e Picasso raccontati attraverso opere e spazi (l’Atelier Brancusi del Centre Pompidou e il Musée Picasso Paris). Tra i pittori dell’École de Paris, c’è anche Soutine, ebreo come lui, con il quale per un periodo condivide una casa-studio ancora rimasta inalterata. Ritroviamo Modigliani anche al caffè La Rotonde con Jean Cocteau che ne fissa per sempre la presenza sulla “terrace” insieme a Picasso, André Salmon e Max Jacob. Di nuovo riusciamo a individuare tracce di Modigliani nella Parigi di oggi: il vagare notturno scendendo le scalinate di Montmartre verso Montparnasse nuovo centro di aggregazione, le passeggiate intorno al Pantheon, le cancellate chiuse del Jardin du Luxembourg. E poi i carri immaginifici della nuit blanche parigina che rappresentano possibili allucinazioni provocate dalle droghe – l’hashish, l’oppio e l’assenzio – che aprono le porte della visione. Ci sono poi i suoi mercanti e collezionisti: Paul Alexandre, il medico mecenate; Paul Guillaume il dandy parvenu ritratto più volte; Léopold Zborowski, l’ultimo mercante dell’artista, un poeta avventuriero, capace – grazie alla conoscenza del collezionista Jonas Netter – di garantirgli un piccolo salario mensile.

Modigliani, però, morirà povero e non riconosciuto. Solo in seguito diventerà uno degli artisti più quotati al mondo. E tra i più copiati. Il suo stile sembra semplice, ma è solo apparenza. Lo scopriremo al porto franco di Ginevra, nel laboratorio di Marc Restellini. Restellini, tra i maggiori esperti al mondo di Modigliani, autore di ricerche e scoperte sull’opera dell’artista che si avvalgono anche di analisi tecnologico-scientifiche condotte all’Institut Restellini, ha in preparazione il suo catalogo ragionato delle opere di Modigliani (pubblicazione prevista nel 2020). Nel docu-film racconta la cifra dell’arte di Modigliani e la sua evoluzione. Andremo poi a Londra, tra le fiere d’arte e lo studio di un pittore – falsario dichiarato – che ora firma le sue opere d’imitazione alla luce del sole. Solo pochi decenni fa – nel 1984, a 100 anni dalla nascita dell’artista – le teste ripescate nei fossi livornesi hanno sconvolto il mondo con una delle truffe più celebri che la storia dell’arte ricordi.

Tra gli interventi del docu-film, oltre a quelli dello storico dell’arte e specialista di Amedeo Modigliani Marc Restellini, quelli di Ann L. Ardis, professoressa e Dean al College of Humanities and Social Sciences della George Mason University, esperta di letteratura modernista inglese; Chloe Aridjis, scrittrice e studiosa di poesia francese dell’Ottocento; Harry Bellet, giornalista di Le Monde, studioso e critico d’arte; Giovanni Bertazzoni, Co-Chairman Impressionist and Modern Art Department Christie’s; Laura Dinelli, responsabile Musei Civici di Livorno; Pier Francesco Ferrucci, Direttore Unità di Bioterapia dei Tumori, IEO che da studente è stato tra gli autori della famosa “beffa delle teste” del 1984 a Livorno; l’ebraista Paolo Edoardo Fornaciari; lo scrittore Simone Lenzi, attualmente assessore alla Cultura del Comune di Livorno; il gallerista David Lévy; la pittrice Mira Maodus; lo stilista, costumista e artista Antonio Marras; la pittrice Isabelle Muller; la curatrice del Musée d’Art Moderne de Paris Jacqueline Munck; l’artista John Myatt che grazie al suo talento per l’imitazione, tra il 1986 e il 1995 ha falsificato e collocato sul mercato – insieme al suo complice John Drewe – 200 opere di maestri moderni; il collezionista Gérard Netter; l’artista Jan Olsson; la curatrice del Musée Picasso Paris Emilia Philippot; il Direttore Generale dell’Albertina di Vienna Klaus Albrecht Schröder; il Vicepresidente della Comunità Ebraica di Livorno, Guido Servi; il regista, sceneggiatore e produttore cinematografico Paolo Virzì.

Le musiche originali del docu-film sono di Maximilien Zaganelli e di Dmitry Myachin, già autori della colonna sonora di Ermitage. Il potere dell’arte di Michele Mally (Nastro d’Argento 2020 come miglior documentario d’arte). La colonna sonora Originale del film, disponibile su etichetta Nexo Digital/Believe, contiene anche il brano di Piero Ciampi “Fino all’ultimo minuto” (courtesy of Warner Music Italy / Sugar Music).

La Grande Arte al Cinema è un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital.

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Galveston al cinema dal 6 agosto

Pubblicato il 14 Lug 2020 alle 6:00am

Arriva al cinema il prossimo 6 agosto GALVESTON, un film di Mélanie Laurent, con Elle Fanning, Lili Reinhart, Beau Bridges, Ben Foster, María Valverde, distribuzione Movies Inspired, che racconta la storia di un assassino di New Orleans che scopre di avere un tumore terminale e si mette in viaggio insieme ad una giovane prostituta. (altro…)

Bombshell – La voce dello scandalo dal 1 luglio al cinema il film di Jay Roach con Nicole Kidman, Charlize Theron e Margot Robbie

Pubblicato il 25 Giu 2020 alle 3:17pm

Esce il 1 luglio al cinema, un film di Jay Roach dal titolo BOMBSHELL – LA VOCE DELLO SCANDALO. Con Nicole Kidman, Charlize Theron, Margot Robbie, Kate McKinnon, Allison Janney, distribuzione 01 Distribution. (altro…)