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Dolce & Gabbana: a causa dello spot pubblicitario che non è piaciuto, i loro prodotti banditi da siti e-commerce cinesi

Pubblicato il 23 Nov 2018 alle 6:32am

Gli stilisti Dolce & Gabbana dopo le polemiche sui video “razzisti e sessisti” e ulteriori commenti su Instagram, sono al centro di diverse polemiche. I prodotti della griffe italiana sono spariti dalle piattaforme di e-commerce cinesi già dalla tarda serata di mercoledì 21 novembre.

Il boicottaggio è avvenuto sui tre colossi del settore Tmall, JD.com e Suning, quelli cross-border NetEase Kaola e Ymatou, e compagnie del luxury e-commerce come Secoo e Vip.com, e Yhd.com.

Un portavoce della piattaforma di lusso Xiaohongshu ha spiegato: “Gli interessi della nostra patria non possono essere violati. Tutte le collaborazioni sono basate sul rispetto reciproco. Accogliamo con favore i marchi internazionali, ma se operano in Cina dovrebbero rispettarla”.

In Cina non è piaciuto lo spot pubblicitario di D&G, postato sul profilo Instagram ufficiale per pubblicizzare una grande sfilata a Shanghai, in cui si vede una modella cinese che tenta con difficoltà di mangiare pizza, spaghetti e un cannolo siciliano con le bacchette sotto i consigli di una voce maschile che le chiede: “E’ troppo grande per te?”.

Imprese artigiane in aumento, il merito è soprattutto di immigrati

Pubblicato il 21 Nov 2016 alle 8:35am

Le imprese artigiane sembrano essere aumentate negli ultimi 5 anni. Risultato che sarebbe dovuto soprattutto grazie all’apporto di lavoratori stranieri che aprono la partita Iva anche in settori tradizionalmente appannaggio degli italiani.

Le imprese artigiane guidate da immigrati, si legge in uno studio condotto da Unioncamere e Infocamere, non sono più concentrate nell’edilizia ma crescono anche in diversi altri settori: commercio, alimentare, industriale, e tessile.

La mappa dei mestieri artigiani degli stranieri, dice la ricerca, sta cambiando volto.

Negli ultimi 5 anni gli imprenditori immigrati sono più che raddoppiati nelle sartorie (+129,7%), dove sono leader i cinesi, nelle imprese di pulizie (+108,8%), in larga parte condotte da rumeni, egiziani e albanesi, e fortemente aumentati nelle ditte di giardinaggio (+74,5%), la metà delle quali guidate ancora una volta da nati in Romania e Albania.

Negli ultimi 5 anni la crescita di attività artigiane di immigrati (+8,3%) ha frenato la caduta dell’intero settore (-7,8%).

Cinque cinesi con furgoni stracarichi in aiuto dei terremotati di Amatrice

Pubblicato il 31 Ago 2016 alle 6:46am

Cinque cinesi in aiuto di Amatrice. Si chiamano Francesco, Liyuan, Shiyi, Giada, Mingwu e Luca, e sono tutti asiatici di Firenze e Prato, stipati dentro 5 furgoni stracarichi di una tonnellata di viveri sono giunti ad Amatrice per aiutare gli sfollati. Indossavano tutti una maglietta bianca con su scritto «Fiorentini cinesi per Amatrice. Pray for Amatrice». Sono partiti sabato mattina poco dopo l’alba da Piazzale Marconi all’Osmannoro.

Hanno portato con loro pannolini, acqua, coperte, materassi, vestiti, pennarelli, matite, penne, giocattoli. Centochili di formaggi, 300 chili di patate, 100 chili di cipolle, 150 chili di carote, 30mila piatti di plastica, 30mila bicchieri, 30mila posate. E poi pacchi di tonno, fagioli, piselli, biscotti. «Quando ho visto in televisione il terremoto – racconta Giada Lin – ho provato una grande sofferenza, ma allo stesso tempo ci siamo chiesti come potevamo essere d’aiuto. Dovevamo fare qualcosa per aiutare i nostri connazionali».

Connazionali, perché loro sono a tutti gli effetti italiani. «E vogliamo portare un sostegno ai nostri fratelli sfollati». Alcuni di loro sono arrivati in Italia da piccoli, con le loro famiglie. Papà operai in fabbrica. Hanno dormito in macchina, sui marciapiedi o nelle fabbriche dormitorio. Oggi sono integrati e lavorano tutti. Tanti sono nati qui. E di fronte a questa tragedia, hanno voluto dimostrare di sentirsi veramente a casa. Di provare lo stesso dolore, di essere utili e di essere ben integrati.

I cinesi conquistano Roma, la Zecca diventa un hotel

Pubblicato il 25 Nov 2015 alle 12:03pm

La proprietaria del complesso, Residenziale Immobiliare 2004 (partecipata al 75% da Cdp Immobiliare del gruppo Cassa Depositi e al 25% dalla Finprema del gruppo Fratini) ha sottoscritto una lettera di intenti con il Rosewood Hotel, società controllata da New World China Land, holding quotata in Borsa a Hong Kong. (altro…)