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Clamidia, in arrivo un vaccino per prevenirla

Pubblicato il 11 Ott 2019 alle 6:51am

La Clamidia, malattia a trasmissione sessuale più diffusa al mondo, può essere prevenuta con un vaccino. Le prime sperimentazioni sono state condotte su 35 donne e hanno mostrato che il preparato è sicuro per la nostra salute. (altro…)

Clamidia, superato test con esiti positivi il primo vaccino sperimentale

Pubblicato il 17 Ago 2019 alle 6:33am

La clamidia è un’infezione sessualmente trasmissibile tra le più comuni, causata da un batterio intracellulare obbligato, detto ‘chlamydia trachomatis’, la cui tassonomia è in corso di revisione. Come riporta il portale dell’Istituto Superiore di Sanità, sebbene le manifestazioni sintomatiche siano molto leggere, tanto da non essere spesso riconosciute dalle persone che ne sono colpite, le conseguenze a carico dell’apparato riproduttivo, specie femminile, possono essere davvero molto gravi. Nella maggior parte dei casi l’infezione interessa le donne, soprattutto le adolescenti e le giovani sessualmente attive. Dal 10 al 40% delle donne con infezione non trattata porta a sviluppare la malattia infiammatoria pelvica che può condurre alla sterilità. Negli uomini, l’infezione può interessare l’epididimo, causare febbre e dolore. Il danno permanente sembra meno probabile, anche se negli ultimi anni alcuni studi segnalano una possibile correlazione tra l’infezione da clamidia negli uomini e sterilità. Rare le conseguenze più serie, come la sindrome di Reiter, una forma di artrite sieronegativa accompagnata da lesioni epidermiche, infiammazione agli occhi e all’uretra.

I test clinici condotti su 35 donne hanno mostrato che il vaccino giunto ora alla sperimentazione finale, non ha ripercussioni sulla salute, inducendo anche un’iniziale risposta immunitaria. A renderlo noto i ricercatori danesi dello Statens Serum Institute ed inglesi dell’Imperial College of London che hanno pubblicato lo studio in questione sulla rivista scientifica ‘Lancet Infectious Diseases’.

Sesso e infezioni: il primo rapporto a 17 anni. Quasi 3 ragazzi su 10 non conoscono i rischi

Pubblicato il 09 Feb 2017 alle 9:25am

Quasi tre ragazzi su dieci non temono e non si proteggono da malattie come Papilloma Virus, Clamidia, Epatiti B, Hiv e tantissime altre malattie sessualmente trasmissibili.

E’ quanto è emerso da uno studio, chiamato “Conoscenza e prevenzione del Papillomavirus e delle patologie sessualmente trasmesse tra i giovani in Italia”, realizzato dal Censis, in collaborazione con Sanofi Pasteur-MSD, e e presentato ieri al Senato.

Studio che si è focalizzato su un campione di mille ragazzi di età compresa tra 12 e 24 anni, che avrebbero dichiarato (92,9%) di aver avuto il primo rapporto sessuale completo intorno ai 17 anni, di non aver preso precauzioni, di non essere stati attenti a gravidanze indesiderate e malattie a trasmissione sessuale.

Dei ragazzi esaminati, solo il 74,5%, avrebbe dichiarato di essersi protetto con costanza onde evitare infezioni a trasmissione sessuale, mentre il 19,5% lo avrebbe fatto raramente, il 6% avrebbe dichiarato mai.

Questo indica – spiega Ketty Vaccaro, responsabile dell’area Welfare e Salute del Censis – che quasi 3 su 10, o un terzo dei ragazzi esaminati non teme infezioni sessuali. Dato questo certamente non rassicurante che mostra un’eccessiva tranquillita’ nell’affrontare il tema. Dicono di conoscere le malattie sessualmente trasmissibili, ma la maggior parte di essi le assimila all’Aids”.

Tra chi non si protegge, la meta’ ritiene inoltre che queste malattie si possano contrarre solo attraverso rapporti sessuali con prostitute. C’e’ poi chi, come sottolinea la dottoressa, fa “confusione tra contraccezione e prevenzione”: il 70,7% usa infatti il profilattico come strumento di prevenzione contro le malattie sessuali, ma il 17,6% ritiene che la pillola sia uno degli strumenti di prevenzione piuttosto che uno dei mezzi di contraccezione.

Oms, è allarme malattie a trasmissione sessuale, anche per gli antibiotici

Pubblicato il 03 Set 2016 alle 6:17am

Oms è riuscita a dimostrare come le tre principali patologie a trasmissione sessuale (Aids esclusa) colpiscano ogni anno circa 215 milioni di persone in tutto il mondo.

Le patologie più diffuse sono: clamidia, gonorrea e sifilide. Nettamente ampliati dall’utilizzo improprio di farmaci di tipo antibiotico, malattie di origine batterica (e non virale) che trovano terreno fertile in un organismo debilitato da cure improprie, risultando in grado di produrre gravi complicazioni, come aborti spontanei, nascite premature ed infertilità, soprattutto nel caso della gonorrea, patologia originata a partire da un ceppo batterico perfettamente a suo agio con le terapie antibiotiche in commecio, in grado di resistere alle tradizionali cure in uso.

Per questo, data l’emergenza in atto, l’Oms ha deciso di modificare le linee guida in uso, raccomandando di non ricorrere a categorie antibiotiche non appropriate e di impiegare solamente il farmaco giusto in caso di effettiva necessità successiva ad una corretta diagnosi, prima che un’epidemia di patologie a trasmissione sessuali possa innalzare ulteriormente il coefficiente di infertilità.