consegne a domicilio

Cocktail a domicilio con consegna gratis da Nord a Sud. Spopola la Mixology pronta da bere

Pubblicato il 28 Mag 2020 alle 7:49am

A causa del coronavirus, nasce l’idea di consegnare i cocktail a domicilio. Da nord a sud. Richieste anche da diverse parti di Europa.

Buste sotto vuoto con ingredienti già miscelati artigianalmente stanno diventando tendenza nel filone ormai più che sdoganato del food delivery che con il lockdown per l’emergenza covid – 19.

Tanti i bar che si sono organizzati (come Maison Milano) o come Spirito che produce i drink italiani già noti e pronti da bere. L’idea arriva da Brescia, una delle città più colpite dal Coronavirus, e proprio per questo vuole rappresentare un forte segnale di ripartenza e di rinascita.

Servizio a domicilio gratuito da Nord a sud, cocktail che vengono associati a diverse località della penisola.

Coronavirus, Campania: da lunedì, tornano le consegne di cibi cotti e di cartolerie e librerie

Pubblicato il 22 Apr 2020 alle 4:11pm

Dopo diverse richieste e appelli, il governatore Vincenzo De Luca ha sbloccato con l’ordinanza appena firmata la consegna a domicilio di uno dei piatti più amati in assoluto. Non solo, consegna a domicilio anche per prodotti da bar, pasticcerie e ristoranti. Ok anche all’apertura di librerie e cartolibrerie: individuati determinati orari e modalità di prenotazioni on line e consegne a domicilio.

Da lunedì 27 aprile fino al 3 maggio, dunque, sarà possibile nuovamente ordinare da casa e attendere il fattorino per la consegna dei cibi cotti. L’ordinanza 37 varata dalla Regione Campania stabilisce che i bar e le pasticcerie potranno stare aperti e rispondere alle prenotazioni solo dalle 7 alle 14. Discorso diverso per gli altri esercizi che potranno lavorare dalle 16 alle 22.

L’ordinanza dispone anche la riapertura delle librerie, che potranno accogliere – secondo il protocollo sanitario – clienti dalle 8 alle 14.

L’ordinanza Con decorrenza dal 27 aprile e fino al 3 maggio 2020, ferme restando le misure statali e regionali vigenti e fatta salva ogni ulteriore disposizione in considerazione dell’evoluzione della situazione epidemica, a parziale modifica delle disposizioni dell’ordinanza del 12 aprile sono consentite le attività e i servizi di ristorazione – fra cui pub, bar, gastronomie, ristoranti, pizzerie, gelaterie e pasticcerie – esclusivamente, quanto ai bar e alla pasticcerie, dalle ore 7:00 alle ore 14:00, gli altri esclusivamente dalle ore 16:00 alle ore 22:00, per tutti con la sola modalità di prenotazione telefonica ovvero online e consegna a domicilio e nel rispetto delle norme igienico-sanitarie nelle diverse fasi di produzione, confezionamento, trasporto e consegna dei cibi e salvo l’obbligo di attenersi alle prescrizioni.

Sono consentite le attività di commercio al dettaglio di articoli di carta, cartone, cartoleria e libri, esclusivamente dalle ore 8:00 alle ore 14:00, con raccomandazione di adottare misure organizzative atte a promuovere la modalità di vendita con prenotazione telefonica o online e consegna a domicilio.

E’ fatto obbligo a esercenti e operatori di osservare le misure di sicurezza e precauzionali.

Resteranno chiuse le attività nel pomeriggio del 25 aprile e per l’intera giornata del 26 aprile, fatta eccezione per farmacie, parafarmacia, edicole e distributori di carburante. Il mancato rispetto delle misure comporta sanzioni (da 400 a 3000 euro) anche accessorie (chiusura dell’attività).

Milano e Roma le città più consumatrici di Sushi

Pubblicato il 20 Giu 2018 alle 5:00am

Milano e Roma, le due città italiane che apprezzano di più il sushi e in generale la cucina giapponese. A rilevarlo, l’osservatorio del food delivery Just eat alla vigilia del “Sushi Day” che si è tenuto il 18 giugno.

La ricerca di mercato della società di consegne a domicilio elaborata su 12.000 utenti in 10 città italiane ha assegnato in particolare la leadership ai milanesi che hanno mangiato sushi più di tutti gli altri. Si parla di ben 13.000 kg di uramaki ordinati e 7.000 di nigiri, seguiti dai romani, con 9.500 kg di uramaki e 7.200 di nigiri e dai torinesi con 3.400 kg di uramaki e 2.200 di nigiri. Al quarto posto della classifica c’è Genova seguita da Bologna, Firenze, Napoli, Palermo e Verona.

La classifica dei degustatori di cucina giapponese cambia di molto, però, se si analizza il maggior tasso di crescita degli ordini di sushi a domicilio con Napoli in testa (+164%), seguita da Torino (+152%), Bari(134%), Roma (+130%) Genova (+85%) e Milano ( +55%). Quanto ai più assidui mangiatori di sushi a domicilio l’identikit di Just eat riflette un profilo tra i 25 e i 35 anni, con una crescita del +15% nel range 26-45 anni, con un 22% che ordina sushi a casa via app.

Alle donne, però, va senz’altro lo scettro delle consumatrici che ordinano sushi a domicilio per quasi il 60%. La cucina nipponica – si segnala in ultimo in una nota – resta tra le più ordinate a domicilio, dopo la pizza e l’hamburger, con una crescita dal 2017 del +70% e con un totale di oltre 47.000 kg di uramaki ordinati solo nei primi 5 mesi del 2018.