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Studio multicentrico europeo con Niguarda rileva le problematiche cardiovascolari dell’infezione da coronavirus

Pubblicato il 14 Giu 2020 alle 7:23am

Il Covid 19 non provoca solo polmonite virale ma anche ripercussioni sul sistema cardiovascolare; sia in pazienti con i classici fattori di rischio cardiovascolare (diabete mellito, ipertensione arteriosa, obesità, età avanzata) che in pazienti con malattia cardiovascolare accertata che costituiscono una popolazione vulnerabile in termini di maggiore morbilità e mortalità.

Le complicanze cardiovascolari dell’infezione da nuovo coronavirus includono la sindrome coronarica acuta, la tromboembolia polmonare, la miocardite e i potenziali effetti aritmici del trattamento medico. Il Cardiocenter dell’ospedale Niguarda, che è sostenuto dalla fondazione De Gasperis, sta studiando i meccanismi biochimici che stanno alla base del danno cardio-vascolare. Si tratta di uno studio multicentrico europeo coordinato dal Parigi: Pierre Boutouyrie e Rosa Maria Bruno ( Université Paris-Descartes, Faculté de Médecine René Descartes, INSERM), cui partecipa il Niguarda COVID Resarch Group, seguito dai cardiologi Cristina Giannattasio e Alessandro Maloberti. In particolare, si studiano i mediatori dell’infiammazione e il ruolo della proteina spike.

«Fin dall’inizio della pandemia COVID è apparso chiaro quante poche informazioni erano disponibili e quante invece fossero necessarie specialmente se si dovesse venire a determinare una recidiva nei prossimi mesi. Un altro punto caldo è quello relativo alle sequele a lungo termine nei sopravvissuti all’infezione – osserva il cardiologo Alessandro Maloberti -. Purtroppo non è ancora chiaro se vi potranno essere dei danni permanenti a livello polmonare ed ugualmente anche a livello cardiaco e vascolare. La necessità di ricerca su quanto accaduto e sulle sequele a lungo termine ha determinato a Niguarda la nascita del Niguarda COVID Research Group che si propone di raccogliere i dati di tutti i pazienti transitati da niguarda con questa patologia (ben 1000 persone circa) mentre le sequele a lungo termine saranno valutate con un programma di follow-up ambulatoriale pneumologico e cardiologico protratto nel tempo. Due particolari aspetti ci premono a livello cardiologico ovvero le sequele sulla funzione di regolazione autonomica (del sistema nervoso) del sistema cardio-vascolare e sulla sua risposta alla tempesta citokinica ed infiammatoria determinata dall’infezione. Nel primo caso ci proponiamo di valutare la frequenza cariaca, in quanto marcatore della regolazione cardiaca da parte del sistema nervoso centrale) e le sue variazioni nell’ambito del ricovero e nel successivo follow-up. Allo stesso modo la tempesta citokinica-infiammatoria potrebbe determinare danni a livello del sistema cardiaco e vascolare principalmente determinando fibrosi dei vasi e del tessuto del cuore. Tutti i pazienti seguiti presso il nostro ospedale faranno durante il follow-up a lungo termine una valutazione con ecocardiogramma e della rigidità arteriosa con metodica Pulse Wave Velocity».

Photo Credit degasperis.it

Paracetamolo, potrebbe portare a conseguenze fatali, soprattutto in questo periodo

Pubblicato il 16 Apr 2020 alle 8:28am

L’uso improprio del paracetamolo potrebbe portare a conseguenze fatali. A dirlo, è Thierry Berney, capo del reparto trapianti degli Ospedali Universitari di Ginevra (HUG). Le raccomandazioni dei farmacisti e dei medici devono quindi essere rigorosamente rispettate. (altro…)

Un cervello senza sonno si autoconsuma

Pubblicato il 29 Mag 2017 alle 9:51am

Le cellule cerebrali in grado di ripulire il campo da residui cellulari e altri scarti diventano particolarmente solerti dopo diverse notti in bianco. Conseguenza? La carenza cronica di sonno può portare il cervello ad “auto-divorarsi”. (altro…)

Non scuotere il neonato che piange, rischi gravissimi

Pubblicato il 25 Apr 2016 alle 8:34am

Quando un neonato piange, raccomandano gli esperti, di non scuoterlo per cercare di calmarlo perché altrimenti potrebbe ammalarsi della Sindrome del bambino scosso (Shaken Baby Syndrome).

Oggi i medici preferiscono la definizione Abusive Head Trauma (AHT), trauma cranico conseguente a un abuso.

I bambini che presentano questa tipologia di sindrome possono presentare vomito, convulsioni e danni neurologici che possono portare fino al coma se non addirittura alla morte. A lungo termine presentare difficoltà di apprendimento, cecità, disturbi dell’udito, della parola, epilessia e paralisi.

Secondo un recente studio infatti, condotto in Scozia, Stati Uniti, Nuova Zelanda e Svizzera, l’incidenza di AHT sarebbe di 14,7-38,5 ogni 100mila bambini.

Il 25-30% dei bambini vittime dello scuotimento non riesce a vivevre, solo il 15% sopravvive senza riportare conseguenze drammatiche.

In Italia la situazione è di 3 casi ogni 10mila bambini. La Società Italiana di Neonatologia (SIN) ha lanciato per questo una campagna di sensibilizzazione. Rivolta soprattutto a bambini tra i 4 e i 6 mesi perché hanno la testa più pesante rispetto al corpo.

A rischio i bambini con genitori troppo giovani, ragazze madri, famiglie con basso livello di istruzione e contesti in cui esistono episodi di violenza.

Dormire meno di sei ore a notte aumenta il rischio di ammalarsi di raffreddore

Pubblicato il 05 Set 2015 alle 7:15am

Dormire meno di 6 ore ogni notte espone ad un maggior rischio di raffreddore.

A dimostrarlo è una ricerca pubblicata su Sleep condotta dai ricercatori della University of California-San Francisco, secondo cui non dormire abbastanza sia causa di un maggior rischio di amamlarsi di raffreddore, a prescindere dall’età, dai livelli di stress, da razza, ecc.

Gli esperti hanno rilevato che coloro che avevano dormito meno di sei ore avevano avuto 4,2 volte più probabilità di ammalarsi rispetto a quelli che avevano dormito più di sette ore.

Il consiglio è dunque quello di dormire almeno 7-8 ore a notte.

Chi invece dorme meno di 5 ore si vede di aumentare il rischio di 4,5 volte in più rospetto agli altri.