contagi

ATS di Milano non riesce più a tracciare tutti i contagi

Pubblicato il 21 Ott 2020 alle 6:09am

Vittorio Demicheli, direttore sanitario dell’ATS di Milano, l’Agenzia di tutela della salute della città (l’equivalente di quelle che in altre regioni si chiamano ASL), intervenendo il 19 ottobre a SkyTg24: “Non riusciamo a tracciare tutti i contagi, a mettere noi attivamente in isolamento le persone. Chi sospetta di aver avuto un contatto a rischio o sintomi stia a casa”.

«Non sappiamo esattamente quale sia la velocità con cui si può verificare il fenomeno (della diffusione dei contagi, ndr) in una grossa metropoli come Milano». Nei giorni scorsi Demicheli aveva già anticipato che il sistema di tracciamento era andato in crisi.

L’ATS aveva reclutato per il tracciamento tradizionale – quindi quello che si fa chiamando per telefono ciascun contatto di ogni persona risultata positiva – 150 assistenti sanitari, che però sembrano essere insufficienti.

Covid-19, aumenta numero contagi. Non esclusi dei mini lockdown

Pubblicato il 16 Ott 2020 alle 6:00am

“Si assiste a un’accelerazione nell’evoluzione dell’epidemia, ormai entrata in una fase acuta con aumento progressivo nel numero dei casi” e con “evidenze di criticità nei servizi territoriali ed aumenti nel tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e area medica che rischiano, in alcune Regioni/PA, di raggiungere i valori critici nel prossimo mese”. A rivelarlo è il monitoraggio settimanale condotto dal ministero della Salute-Iss. In 18 Regioni il valore dell’indice di trasmissibilità Rt è sopra l′1. Il valore più alto si registra in Valle d’Aosta (1.53), dopo il Piemonte (1.39) e la Provincia autonoma di Bolzano (1.32). Tre le Regioni con Rt pari a 1 o sotto 1. La Basilicata invece registra 1, la Calabria lo 0.94, il Molise lo 0.83. (altro…)

Iss: “E’ ancora epidemia, immunità di gregge lontana”

Pubblicato il 05 Mag 2020 alle 6:32am

Anche se la curva dei contagi continua a decrescere sia come casi che per numero di sintomatici, il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro pochi giorni fa in conferenza stampa sull’andamento dell’epidemia o meglio pandemia da SarCov2, ha detto “Passo dopo passo non è uno slogan, ma esprime esattamente il senso del documento che disegna gli scenario epidemiologici in vista della riapertura, in modo poter affrontare la fase 2 mantenendo il tasso di contagiosità R sotto il valore 1”.

Tuttavia, ha aggiunto Gianni Rezza dell’Iss, il 10% delle trasmissioni “si stima da persone che non hanno sintomi. Ciò va a favore dell’uso dei test sierologici”.

“Il tasso di contagiosità del nuovo coronavirus è sotto 1 in tutte le regioni. La curva dell’epidemia di Covid-19 continua sostanzialmente a decrescere nel numero di sintomatici e dei casi in tutte le regioni. Si è ridotto il numero delle zone rosse: sono 74 comuni in 7 regioni, quindi è segno della capacità di individuare precocemente focolai e limitarli. La curva dell’epidemia di Covid-19 è analoga negli italiani e negli individui di nazionalità straniera. Negli individui di nazionalità straniera sono stati rilevati 6.395 casi. In Italia ci sono 6395 casi di covid in Italia tra immigrati ma i casi sono partiti con uno sfalzamento di 2-3 settimane. L’84% di chi e’ morto aveva più malattie, due o tre. I decessi totali sono oltre 25mila. La logica del documento epidemiologico elaborato dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) con la Fondazione Bruno Kessler è riaprire il Paese cercando di capire quale variabile ha più peso nella diffusione del virus”. Ha chiarito Brusaferro…

E ancora… “I modelli dovranno essere aggiornati periodicamente e tarati sulle realtà regionali”. Sulla base dei dati dello studio previsionale Iss sulla fase 2 il documento conclude con una raccomandazione: ossia, stare sotto l’indice di contagio R0 pari a 1 considerando che i casi che abbiamo ogni giorno sono solo la punta dell’iceberg. Questo, perché, le persone asintomatiche in Italia potrebbero essere fra il 4% e il 7% della popolazione”.

Coronavirus, possibile seconda ondata di contagi anche dall’estero

Pubblicato il 28 Mar 2020 alle 6:21am

Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano conferma che la situazione dovrebbe migliorare verso la fine di aprile e che dovremmo riuscire a “vedere la luce” per il mese di maggio. Per altri specialisti, ad esempio, come il professor Zhong Nanshan che scoprì la SARS e aiutò il governo di Pechino a eradicarla, la lotta al coronavirus potrebbe essere vinta a giugno, a condizione che tutti gli altri Paesi agiscano con accurata fermezza e decisione, proprio come ha fatto già la Cina. Ad ogni modo, una volta spenti i focolai in Italia, anche da noi potrebbe presentarsi il rischio della “seconda ondata” di covid-19, ma è importante che i Paesi coinvolti dalla pandemia, applichino rigide misure, per raggiungere il risultato già raggiunto da Pechino.

Secondo, le autorità di quest’ultima, il rischio è rappresentato dalle persone contagiate che stanno rientrando nel Paese asiatico dall’estero, moltissime delle quali dall’Europa o dagli Stati Uniti, in fuga proprio per sfuggire alla dilagante pandemia che si sta diffondendo a macchia d’olio in tutto il mondo.

A preoccupare i dati diffusi dalla Cina dove non sono stati registrati nuovi casi interni, mentre le decine di contagiati tra studenti e lavoratori rientrati dall’estero hanno superato complessivamente tutti i quelli interni, per diversi giorni, come spiegato da Reuters.

Coronavirus, guarita turista cinese a Roma. In Italia 12 morti e 374 contagi. “D’ora in poi tamponi solo a chi ha sintomi”

Pubblicato il 26 Feb 2020 alle 2:12pm

Salgono a 374 i contagiati e a 12 le vittime in Italia da coronavirus. Lo ha comunicato oggi in conferenza stampa il commissario straordinario Angelo Borrelli alla Protezione Civile. L’ultima vittima in Emilia Romagna è un paziente di 70 anni, cittadino lombardo, di Lodi, «già affetto da importanti patologie pregresse». Proveniva da uno dei comuni della zona rossa lombarda, era ricoverato all’ospedale di Piacenza, poi trasferito in terapia intensiva a Parma.

Sale a sei il numero dei minorenni risultati positivi al Coronavirus in Lombardia, due in ospedale (al San Matteo di Pavia e all’ospedale di Seriate in provincia di Bergamo). L’assessore al Welfare Giulio Gallera ha spiegato questa mattina: «Sono 4 i bambini positivi in Lombardia: 2 di 10 anni, 1 di 15 e 1 di 4 anni. Due sono stati dimessi e due sono in ospedale ma stanno bene. Tutti provengono dalla zona di Codogno».

Dieci le regioni colpite dal virus. La zona del focolaio è quella di Codogno, Casalpusterlengo e Lodi. La procura di Lodi ha aperto un’inchiesta conoscitiva per ricostruire le dinamiche sulla diffusione del Coronavirus e sulle procedure adottate negli ospedali di questi Comuni.

Guarita intanto, la turista cinese ricoverata allo Spallanzani di Roma, prima malata d’Italia.

Viene sciolta oggi, la prognosi della coppia cinese, dopo 29 giorni dal ricovero, casi confermati di Covid-19. La coppia cinese è attualmente ricoverata in degenza ordinaria. La donna è stata trasferita dal reparto di rianimazione a quello in condizione cliniche in chiaro miglioramento. Il marito, tuttora, risulta essere ricoverato in regime ordinario, e prosegue con successo la riabilitazione.

Il Consiglio superiore di Sanità fa sapere che i tamponi si faranno solo a sintomatici. Ad annunciarlo è Franco Locatelli alla protezione civile. I tamponi effettuati finora hanno dato nel 95% dei casi esito negativo, confermando che il rischio contagio “è elevato nei soggetti sintomatici mentre è marcatamente più basso nei soggetti asintomatici”. Da qui la “scelta di eseguire i tamponi solo in soggetti sintomatici, visto che siamo in un periodo di pandemia”.

Influenza, decessi salgono a 95 casi e 516 i casi gravi. Colpite soprattutto donne in gravidanza

Pubblicato il 27 Feb 2019 alle 6:15am

Salgono a 516, da ottobre 2018, i casi gravi di influenza, e esserne colpite sono anche 7 donne in gravidanza, mentre salgono a 95 le persone decedute. E’ quanto rivela il bollettino FluNews-Italia, a cura dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), che aggiorna il report stagionale con i dati relativi alla settima settimana del 2019.

Tutti i casi di influenza confermata in persone con infezioni respiratorie acute e insufficienza respiratoria acuta sono stati ricoverati in una Unità di Terapia Intensiva e 376 sono stati intubati. Il 62% dei casi gravi è di sesso maschile e il 91% si è verificato in soggetti over 50 anni. Nell’82% dei casi era presente almeno una condizione di rischio preesistente, come diabete, tumori, malattie cardiovascolari o respiratorie croniche. In otto casi su dieci, non avevano fatto il vaccino.

Numero complessivo di casi di influenza da ottobre 2018 a febbraio 2019 è di 5.968.000 persone, contagi settimanali continuano a diminuire ma si mantengono ad un livello di incidenza di media intensità. Se si considera solo la scorsa settimana sono stati ben 663.000.

Nuova Sars: migliorano le tre persone colpite in Italia

Pubblicato il 03 Giu 2013 alle 12:05pm

Migliorano le condizioni di salute di una bimba di un anno e mezzo e ”stanno bene” lo zio della piccola, un giordano 45enne e una sua collega italiana, quarantenne, ricoverati entrambi a Firenze per la Nuova Sars. (altro…)

Aids: diminuiscono le infezioni e i decessi nel mondo

Pubblicato il 24 Nov 2012 alle 7:47am

Dai risultati emersi dalla lotta internazionale all’Hiv letti a Ginevra dal direttore esecutivo dell’Unaids, Michel Sidibè, sia apprende che nel 2011 nel mondo sono state 2,5 milioni le nuove infezioni, dato questo molto positivo, in quanto sarebbero 700mila in meno rispetto al 2001, ma non solo. (altro…)