Coronavirus

Coronavirus, Speranza: test per chi rientra da Croazia, Spagna, Malta e Grecia ,

Pubblicato il 13 Ago 2020 alle 6:45am

I contagi continuano a salire. Questo è quanto è emerso dal bollettino Covid del 12 agosto, dove sono stati registrati 481 nuovi casi e 10 morti. Molte positività sono state rilevate tra persone di ritorno dalle vacanze all’estero, si cerca pertanto una strategia di prevenzione mirata. (altro…)

Coronavirus, naso e gola asintomatici

Pubblicato il 11 Ago 2020 alle 6:29am

Un recente studio rivela che gli asintomatici da coronavirus hanno la stessa carica virale (concentrazione di virus in naso e gola) e la mantengono per un lungo periodo di tempo. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Jama Internal Medicine, e condotto in Corea del Sud, conferma evidenze cliniche e sospetti sollevati da molti studiosi, e cioè che una persona positiva ma senza sintomi può essere comunque capace di trasmettere il virus.

Lo studio è stato reso possibile poiché, in Corea del Sud sin dall’inizio di marzo è stata svolta una campagna massiccia di test per scovare tutti i casi di SARS-CoV-2. Gli esperti, del Policlinico Universitario Soonchunhyang a Seul e Soonchunhyang University College of Medicine, hanno studiato un gruppo di positivi ed asintomatici, confrontandoli con dei pazienti, tutti seguiti per diverse settimane in un centro clinico sul territorio, eseguendo un totale di quasi 2000 test.

Da qui è emerso che gli asintomatici positivi presentavano la stessa concentrazione di virus in naso e gola di un positivo con sintomi. Inoltre la carica virale rimaneva alta a lungo nell’asintomatico, per un numero di giorni equiparabile a quello di un paziente.

Lo studio è rilevante sia per l’ampiezza del campione esaminato che per lungo periodo monitorato, e perché i ricercatori hanno anche accuratamente distinto gli asintomatici dai pre-sintomatici.

Spallanzani, dal 24/08 la sperimentazione del vaccino sull’uomo

Pubblicato il 09 Ago 2020 alle 6:29am

“Sono arrivate all’Istituto Spallanzani le prime dosi del vaccino ‘made in Italy’ e dal 24 agosto siamo pronti alla sperimentazione sull’uomo. Lo Spallanzani sta completando la ricerca dei volontari per la sperimentazione”, a dirlo è l’assessore alla sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato.

Il vaccino, informa la Regione Lazio, ha già superato i test preclinici effettuati sia in vitro che in vivo su modelli animali, “che hanno evidenziato la forte risposta immunitaria indotta dal vaccino e il buon profilo di sicurezza”.

Secondo quanto si apprende nei giorni scorsi è giunta l’approvazione della sperimentazione da parte del comitato etico nazionale presso l’Istituto romano, e ora può cominciare la fase 1 di sperimentazione sull’uomo della piattaforma vaccinale italiana, alla quale hanno collaborato l’INMI e il Consiglio Nazionale delle Ricerche, e che si avvale dei finanziamenti del Ministero della Ricerca Scientifica e della Regione Lazio ed è stato supportato dal Ministero della Salute.

Coronavirus, Ministero e Iss: “Bassa criticità, Rt nazionale sotto 1”

Pubblicato il 27 Lug 2020 alle 6:16am

Dall’ultimo monitoraggio settimanale effettuato dal ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità emerge che in Italia si è verificata una leggera diminuzione nel numero di nuovi casi di coronavirus diagnosticati e notificati al sistema integrato di sorveglianza coordinato dall’Iss, rispetto alla settimana di monitoraggio precedente.

Tra il 6 e il 19 luglio il quadro generale della trasmissione e dell’impatto dell’infezione da Sars-CoV-2 nel nostro Paese è rimasto “a bassa criticità con una incidenza cumulativa negli ultimi 14 giorni di 4.6 per 100000 abitanti”. L’indice di trasmissibilità nazionale (Rt) è stato di 0.95, “sebbene sia maggiore ad 1 nel suo intervallo di confidenza maggiore. Questo indica che la trasmissione nel nostro Paese è stata sostanzialmente stazionaria nelle scorse settimane”, si legge nel rapporto.

La soglia di attenzione, però, non deve essere abbassata e questo vale per tutti quanti. Da nord a sud, cercare di mantenere un minimo di sicurezza, nella distanza e nell’igiene e disinfettazione di mani, protezione di guanti e mascherine.

Coronavirus, raggi Uv, trasmissione aerea e immunità

Pubblicato il 21 Lug 2020 alle 6:01am

L’Oms dopo la lettera ricevuta da parte di 239 scienziati di 32 Paesi del mondo, pubblicata su Clinical Infectious Diseases ha ammesso che il rischio di trasmissione aerea del virus esiste e può rappresentare un problema molto serio nei luoghi chiusi, di lavoro e affollati.

La trasmissione del coronavirus può avvenire non solo attraverso le goccioline grandi (droplet, diametro superiore ai 10 micron) su cui agisce in modo importante la gravità portandole al suolo in pochi istanti, ma anche le goccioline più piccole (aerosol) che rimangono in sospensione nell’aria per tempi molto più lunghi.

Si può fare qualcosa per rendere sicuri i luoghi più critici come gli ambienti chiusi e di ridotte dimensioni? Il rischio zero non esiste, ma la ventilazione e la cura della qualità dell’aria giocano un ruolo fondamentale nella gestione del rischio. L’importante, dicono i ricercatori è che sia ridotta al massimo, l’emissione (parlando magari a bassa voce), usando la mascherina in un ambiente chiuso e puntando sempre sul distanziamento sociale.

Studio italiano è riuscito a dimostrare che una piccola dose di raggi ultravioletti UvC (radiazioni che non arrivano sulla Terra perché bloccate dall’atmosfera) in grado di disattivare in pochi istanti i droplet contenenti nella Sars CoV-2. Risultati simili sono stati ottenuti con i raggi UvA e UvB, quelli da cui ci proteggiamo con le creme solari. Gli autori dello studio si sono chiesti poi, se possa esserci anche una correlazione tra irraggiamento solare e epidemia di Covid-19. Analizzando la quantità di radiazioni in 260 Paesi dal 15 gennaio a fine maggio, la corrispondenza con l’andamento di Sars-CoV-2 è risultata essere quasi perfetta: minore è invece la quantità di UvA e UvB, maggiore è il numero di soggetti infetti. Non il caldo, ma l’effetto dei raggi ultravioletti è letale per il virus. L’idea è quella di utilizzare lampade a raggi Uv per disinfettare luoghi chiusi. Tutti i raggi Uv sono però pericolosi per l’uomo e ad oggi sono utilizzati solo per sanificare gli ambienti (senza persone) e gli oggetti. Sono allo studio lampade con lunghezza d’onda che eliminino qualunque potenziale tossicità per l’uomo per poter disinfettare gli ambienti.

L’Istituto Superiore di Sanità ha messo in guardia sull’utilizzo di lampade UvC che generano luce in assenza di protezione perché cancerogeni per l’uomo.

Raf e Umberto Tozzi: rinviato alla primavera 2021 il Tour Teatrale, ecco le nuove date

Pubblicato il 17 Lug 2020 alle 6:00am

A causa del perdurare dello stato di emergenza sanitaria da coronavirus, è stato rinviato alla primavera 2021 il tour teatrale di RAF e UMBERTO TOZZI. (altro…)

Gianna Nannini, rinviati al 2021 i concerti in Italia e all’estero

Pubblicato il 16 Lug 2020 alle 6:00am

I concerti di GIANNA NANNINI previsti per il 2020 in Italia e all’estero vengono posticipati al 2021, a causa del perdurare dello stato di emergenza dovuto alla pandemia da Covid-19. (altro…)

Una vacanza ad Ibizia per gli eroi della sanità

Pubblicato il 14 Lug 2020 alle 6:00am

Una vacanza gratis a Ibiza per il prossimo anno, per il personale sanitario degli ospedali europei sceso in campo contro il coronavirus. (altro…)

Censis: paura per il post Covid

Pubblicato il 10 Lug 2020 alle 6:13am

Il 67,8% degli italiani ha paura per la situazione economica familiare post coronavirus, e pertanto, la percentuale sale al 72% tra i millennial e le donne, andando a sfiorare anche il 75% nel Sud, superando il 76% tra gli imprenditori e arrivando anche all’82,6% tra le persone con redditi bassi. (altro…)

Coronavirus, no a scuola con il raffreddore

Pubblicato il 30 Giu 2020 alle 7:59am

Dal 14 settembre si torna in aula, ma non sarà un anno scolastico come tutti gli altri: il rischio è di una seconda ondata di epidemia da Covronavirus e l’introduzione di regole sanitarie molto rigide.

Per evitare il contagio.

Tra queste, c’è anche quella che per ora è passata inosservata: non si potrà andare a scuola con il raffreddore. Il divieto è scritto nero su bianco nelle Linee Guida pubblicate dal Miur, due giorni fa.

Niente sintomi «nei tre giorni precedenti» Nelle «misure organizzative generali» che si trovano elencate nelle Linee Guida del ministero si legge: «La precondizione per la presenza a scuola di studenti e di tutto il personale è: l’assenza di sintomatologia respiratoria o di temperatura corporea superiore a 37.5°C anche nei tre giorni precedenti; non essere stati in quarantena negli ultimi 14 giorni; non essere stati a contatto con persone positive negli ultimi 14 giorni». Quindi, l’interpretazione più chiara sembra essere questa: studenti, insegnanti e amministrativi che hanno avuto la febbre o una «sintomatologia respiratoria» non possono andare a scuola nei tre giorni successivi.