cozze

Come consumare frutti di mare in tutta sicurezza

Pubblicato il 23 Ago 2016 alle 8:44am

Per evitare brutte sorprese, nella consumazione di mitili, basta seguire alcuni semplici consigli.

Acquistarle sempre in supermercati o in negozi di fiducia, che rispettino la catena del freddo, verificare che sulla confezione ci sia il marchio Cee, che garantisce un certo grado di sicurezza igienico-sanitaria. Non dimenticare, di dare un’occhiata all’etichetta che riporta tutte le informazioni relative al prodotto: nome, provenienza, data di confezionamento e di scadenza.

«Occorre poi controllare che la conchiglia non presenti opacità, che dall’apertura esca acqua limpida e incolore, che i molluschi siano vivi – suggerisce l’esperto Andrea Ghiselli, ricercatore del Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) di Roma –. Per accertarlo, bisogna guardare che le valve siano chiuse. Qualora fossero leggermente aperte, dovranno chiudersi toccandole». Una volta a casa, è importante il lavaggio: bisogna lavare i frutti di mare con abbondante acqua corrente fino a che verranno eliminati tutti i residui di sabbia. Nel caso non si consumassero nell’immediato, è possibile conservarli in frigorifero per brevi periodi, ben chiusi nella loro rete. «Durante la cottura, i gusci si apriranno per azione dell’elevata temperatura e bisognerà scartare quelli rimasti chiusi – dice Ghiselli -, segno che non è arrivato calore sufficiente a farli aprire e quindi anche a uccidere gli eventuali patogeni presenti». Spesso per esaltare le qualità organolettiche del prodotto, si tende a spegnere il fuoco appena il mollusco si è aperto: questo non basta a eliminare possibili microrganismi e bisogna perciò prolungare la cottura ancora per qualche minuto. Un’avvertenza: in via precauzionale, i frutti di mare sono sconsigliati alle donne in gravidanza e agli immunodepressi, perché la temperatura raggiunta durante la cottura potrebbe non essere comunque sufficiente a eliminare del tutto i patogeni. Poiché si tratta di persone particolarmente vulnerabili, meglio non rischiare. Dato che i bivalve contengono sodio, è inoltre una buona regola non aggiungere sale durante la cottura, né prima di servirli. Al ristorante o in trattoria, dove non è possibile effettuare di persona tutti questi controlli, mai cedere alla tentazione di ordinare molluschi crudi. Il sapore è ottimo, ma l’azzardo potrebbe costare caro”.

Dalle cozze la super colla resistente all’acqua per settore chiurugico e navale

Pubblicato il 30 Dic 2015 alle 6:00am

E’ in arrivo una particolare colla naturale prodotta dalle cozze: la sua forza sta proprio in una proteina ‘asciugatrice’, capace di rimuovere le molecole d’acqua per poi aderire tenacemente al substrato.

Grazie alle sue proprietà sarà infatti possibile sviluppare nuovi adesivi resistenti all’acqua, biodegradabili e biocompatibili, utili nel settore navale e in chirurgia, per suturare ferite e riparare fratture.

Una scoperta molto importante, pubblicata sulla rivista Nature Communications, grazie Istituto di Nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Nanotec) di Rende (Cosenza), in collaborazione con l’Università della Calabria e la Nanyang Technological University di Singapore.

La super-colla subacquea è prodotta dalle cozze verdi asiatiche capaci di produrre la loro bava appiccicosa secernendo varie proteine.

Cozze contaminate causa epatite. Come comportarsi se acquistate?

Pubblicato il 07 Mar 2015 alle 6:04am

Il Ministero della Salute ha segnalato delle confezioni di cozze contaminate, vendute nei supermercati, in cui è stato rilevato il virus dell’epatite A e quello del Norovirus.

Le cozze contaminate sono state allevate presso la Cooperativa Mitilimontese, produttore Irsvem di Bacoli (provincia di Napoli).

Il Ministero della salute ha, pertanto, allertato la Regione Campania richiedendo una lista di distribuzione dei prodotti provenienti dall’allevamento in questione, per completare le informazioni sulla tracciabilità dei lotti coinvolti, e poter adottare gli opportuni provvedimenti.

«Considerata la gravità del rischio per la salute umana correlata alla presenza dei due patogeni si raccomanda di non consumare il prodotto mitili con le seguenti caratteristiche: Prodotto: mitili in retine – Produttore: IRSVEM numero di riconoscimento CE IT 2 CDM sito a Bacoli (Napoli) – Rischio: Presenza di virus dell’epatite A e Norovirus – Paese di origine: Italia».

Intanto, disposto anche un divieto di raccolta di mitili nel campo di allevamento di Punta Cento Camerelle – Punta del Poggio, perché il Dipartimento di Prevenzione Area di Sanità animale dell’Asl Na2 Nord eseguendo un monitoraggio lo scorso 24 febbraio, ha rilevato la presenza di entrambi i virus, nelle cozze provenienti da quel tratto marino e in stabulazione nel Centro Irsvem di Baia.

Sono in corso altri accertamenti sanitari per individuare le cause della contaminazione.

Invitiamo i consumatori che hanno acquistato cozze del lotto indicato, oltre a non consumarle, di consegnarle al punto vendita che le ha vendute. Inoltre i sintomi dell’epatite A sono nausea, febbre, in appetenza sfociano con la comparizione dell’ittero, ossia un colore giallognolo della pelle e degli occhi. Per tutti coloro che hanno acquistato e consumato tali prodotti, invitiamo a consultare un medico e dichiarare il consumo avvenuto”.

Queste le parole Ivano Giacomelli, segretario nazionale Codici e Matteo Pennacchia, responsabile settore Agroalimentare dell’associazione a difesa dei consumatori, accolgono la notizia, mettendosi a disposizione per informazioni e segnalazioni.