cucina

Attenzione agli strofinacci in cucina, possono causare intossicazioni alimentari

Pubblicato il 22 Ott 2020 alle 6:08am

Tra gli utensili che adoperiamo maggiormente in cucina, ci sono loro: gli strofinacci. Quante volte li usiamo nell’arco di una sola giornata? Gli strofinacci, infatti, servono per asciugare piatti, pulire il piano cottura, chiudere e aprire barattoli quando ci sembra troppo complicato farlo a mani nude. Si tratta di azioni quotidiane, ma ecco, che arriva una brutta notizia. Gli strofinacci possono portare intossicazioni alimentari.

Vediamo come.

Secondo una recente ricerca, condotta dai ricercatori dell’Università delle Mauritius, che hanno esaminato 100 strofinacci utilizzati per un mese intero, presentata all’incontro dell’American Society for Microbiology in Georgia, gli strofinacci sono portatori del batterio Escherichia coli. Per non parlare poi di altri agenti patogeni che, combinati, potrebbero creare delle vere e proprie intossicazioni alimentari.

Cosa possiamo fare per evitare questo problema? Per prima cosa, dobbiamo cambiarli più spesso. Lavarli bene, in modo tale da poterci assicurare di poter uccidere tutti i batteri che vi vegetano. Inoltre, l’autrice dello studio, la Dottoressa Susheela Biranjia-Hurdoyal, raccomanda precauzione. La ricercatrice ha sottolineato infatti come sarebbe meglio evitare gli strofinacci multiuso. Sarebbe meglio, utilizzare quelli monouso di carta. Questo, appunto, perché gli strofinacci che abbiamo in cucina potrebbero causare intossicazioni alimentari. Perciò, attenzione all’igiene. La salute viene sempre prima di ogni cosa!

Creme alla frutta Carbolight: una delizia tutta da provare!

Pubblicato il 19 Ott 2020 alle 9:11pm

Creme spalmabili alla frutta della linea Carbolight di LightFlow, a basso contenuto di zuccheri e ricche di fibre

Cinque creme spalmabili gelatinizzate alla frutta, dal sapore dolce e avvolgente. A colazione o a merenda, queste creme sono una bontà irrinunciabile da spalmare sulle Fette Biscottate, sul Bauletto, sui Plumcake e su tutti i prodotti dolci e di panificazione Carbolight, confezionati o fatti in casa. Il loro sapore delicato si sposa divinamente anche con formaggi freschi o stagionati. (altro…)

Dolci, e molto altro ancora in barattolo

Pubblicato il 12 Ott 2020 alle 6:19am

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Il forno a microonde è il sistema migliore per la cottura in vaso casalinga. Il nuovo trend che corre sui social.

Dalla cheesecake al piatto di lasagne alla bolognese, al pollo o parmigiana di melanzane. Interi menù finiscono nei barattoli, riscaldati nei forni a microonde.

Anche Chef stellati in Italia propongono alcune pietanze in vaso, come anche tantissime pasticcerie e gelaterie.

Per semifreddi, tiramisù, gelati, dessert di ogni tipo e gusto alla frutta. I dolci in barattolo vanno per la maggiore ed è ora possibile portarseli anche a casa!

Si possono anche preparare a casa propria, creando dei gustosissimi e veloci semifreddi! Bastano davvero pochissimi ingredienti! Cereali, biscotti, mousse, frutta, cioccolato!

Menta, alleata della salute

Pubblicato il 20 Ago 2020 alle 6:17am

La menta è una spezia ricavata da Mentha species, pianta appartenente alla famiglia delle Labiate. Ha proprietà digestive, è antisettica e rinfrescante, inoltre è in grado di contrastare nausea e alitosi. Fresca è molto efficace per il nostro organismo.

In quanto, in essa sono contenuti interessanti principi attivi, utilissimi, per tante cose.

Se strofinata sui denti, aiuta, infatti, a prevenire e a combattere l’alitosi.

Oltre ad essere rinfrescante è anche molto dissetante, aromatica, in cucina.

Inserirla come guarnizione all’interno di bevande e alimenti è un ottimo rimedio naturale, per evitare zucchero o sale. Il mentolo contenuto in essa stimola l’attività gastrica, e problemi di digestione. Apporta benefici analgesici. Infine, se utilizzata per contrastare nausea e vomito è allo stesso modo, molto efficace.

Riso riscaldato può far male

Pubblicato il 21 Lug 2020 alle 6:00am

Mangiare riso riscaldato può far male alla salute, parola di esperti. Il problema più grosso non è soltanto il riscaldare il riso, ma anche il modo con cui viene consumato una volta cotto. Dopo averlo preparato, infatti, dicono i nutrizionisti, non dovrebbe mai fatto riposare per più di un’ora fuori dal frigo.

Il riso crudo può contenere spore di Bacillus cereus, batterio che potrebbe causare intossicazioni alimentari. Più tempo il riso viene lasciato fuori, maggiori le probabilità che diversi microrganismi si riproducano al suo interno. Alla fine tali microrganismi finiscono col rilasciare delle tossine e il riso diventa molto dannoso causando, in chi lo consuma, attacchi di vomito e diarrea, tipici delle intossicazioni alimentari.

Per non rischiare di andare incontro a intossicazione alimentare causata dal riso riscaldato ci sono due cose da fare.

1. Cuocere la quantità di riso necessaria pesando il cereale e servendolo subito dopo la cottura. 2. Mangiare il riso avanzato entro il giorno successivo a quello in cui è stato cotto. Una volta uscito dal frigorifero riscaldarlo per bene e soprattutto mai più di una volta.

Photo Credit vogliadiriso.it

Olio d’oliva, ottimo antiossidante anche cotto

Pubblicato il 07 Mar 2020 alle 6:35am

I ricercatori dell’Università di Barcellona, aiutati da colleghi di altre istituzioni, hanno pubblicato i propri risultati di uno studio apparso su Antioxidants, che spiega come l’olio di oliva mantiene, anche se a un livello un po’ più basso, le proprie caratteristiche antiossidanti anche quando viene cotto. Questo olio è una delle principali fonti di grassi nella dieta mediterranea. La sua caratteristica principale sta nella sua composizione unica relativa a acidi grassi e nel suo contenuto relativamente elevato di elementi antiossidanti rispetto alle quantità di altre tipologie di olio.

Tra gli elementi antiossidanti più noti dell’olio di oliva i polifenoli. Come specificano gli autori dello studio in cui i ricercatori hanno simulato le condizioni di cottura di una normale cucina domestica, studiando quelli che sono gli effetti del tempo di cottura e i livelli di temperatura, da 120 a 170°, in relazione alla degradazione degli antiossidanti.

Ebbene, nel corso della cottura, Nel corso della cottura i livelli di polifenoli diminuivano del 40% a 120° e del 75% a 170°, rispetto ai livelli dell’olio crudo. La stessa cottura sembrava poi avere effetti sui singoli fenoli, tra cui l’idrossitirosolo, ma non sul contenuto totale del fenolo.

In generale, anche dopo la cottura, è emerso che il livello degli antiossidanti superava i parametri dichiarati come “salutari” dall’Unione Europea. In sostanza l’olio d’oliva cotto, come quello che si può utilizzare durante una semplice e comune frittura, continua ad avere proprietà, sebbene ad un livello un po’ più piccolo, di protezione dell’ossidazione delle particelle di colesterolo LDL, come spiega Julián Lozano, il primo autore della ricerca.

Burro di arachidi: i suoi benefici e come realizzarlo in casa

Pubblicato il 06 Mar 2020 alle 7:16am

Il burro di arachidi è uno degli alimenti più di moda, e uno dei più gustosi! Utilizzato dagli sportivi e dai personaggi dello spettacolo, lo vediamo molto spesso sulle foto postate nei vari social, spalmato su fette di pane tostato a colazione o proposto in varie ricette “fit”. Questo perché gli arachidi anche se non poco calorici (circa 500 Kcal ogni 100 grammi), hanno ricche proprietà benefiche per la salute della nostra pelle e del nostro corpo. (altro…)

Il peperoncino in cucina dimezza il rischio di morte per infarto e ictus

Pubblicato il 19 Dic 2019 alle 6:41am

Usare abitualmente il peperoncino in cucina (almeno circa 4 volte a settimana) riduce, dicono i ricercatori, il rischio di morte per infarto del 40% e per ictus di oltre il 60%. Inoltre riduce del 23% il rischio di morte per qualunque causa rispetto a chi non ne fa uso abitualmente. (altro…)

Origano: combatte l’ipoglicemia, mantiene l’intestino sano e protegge la salute del cuore

Pubblicato il 15 Dic 2019 alle 7:04am

L’origano è una spezia molto usata in cucina che fa molto bene alla nostra salute… Vediamo il perché. (altro…)

Alluminio in cucina, l’allarme del Ministero: rischi soprattutto per bimbi e donne incinte

Pubblicato il 13 Dic 2019 alle 6:37am

L’alluminio, un materiale presente molto nelle nostre cucine, soprattutto per conservare gli alimenti, cuocerli o proteggerli da agenti esterni, nasconde molte insidie e rischi per la salute, vediamo quali, soprattutto per donne in gravidanza e bambini.

Parola di esperti, del ministero della Sanità.

Che lanciano un vero e proprio allarme, una campagna informativa, che dice: ”L’alluminio trova largo impiego nel settore alimentare per la realizzazione di imballaggi e recipienti destinati a venire in contatto con gli alimenti, come pentole, film per avvolgere, vaschette monouso, caffettiere”.“

Il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare (Cnsa), mette in guardia le famiglie da un utilizzo scorretto e pericoloso dell’alluminio in cucina: “La contaminazione del cibo per fenomeni di migrazione da utensili o imballaggi è una delle fonti di esposizione alimentare, ma è anche quella direttamente prevenibile attraverso semplici accorgimenti, considerato che il rilascio di alluminio dai materiali a contatto è condizionato dalle modalità di uso e da altri fattori combinati, quali il tempo di conservazione, la temperatura e la composizione dell’alimento”.

“I risultati dei nuovi studi, evidenziano infatti, che vi sia una possibile migrazione da utensili o imballaggi, condizionata dalle modalità d’uso, come fonte di esposizione alimentare all’alluminio e rafforzando l’attenzione sul potenziale rischio per la salute, con particolare riguardo alle fasce deboli, vulnerabili, come bambini al di sotto dei 3 anni di età, anziani sopra i 65 anni, donne in gravidanza, persone con funzionalità renale compromessa”.

Nei soggetti sani il rischio tossicologico dell’alluminio è limitato dallo scarso assorbimento e dalla rapida escrezione.

In Italia con il decreto ministeriale 18 Aprile 2007, n. 76 (Regolamento recante la disciplina igienica dei materiali e degli oggetti di alluminio e di leghe di alluminio destinati a venire a contatto con gli alimenti) sono state previste specifiche disposizioni, in materia dei contenitori in alluminio che devono riportare in etichetta una o più delle seguenti istruzioni:

“non idoneo al contatto con alimenti fortemente acidi o fortemente salati, destinato al contatto con alimenti a temperature refrigerate destinato al contatto con alimenti a temperature non refrigerate per tempi non superiori alle 24 ore”.

Un’altra disposizione ministeriale da notare sull’etichetta delle vaschette riguarda il contatto per tempi superiori alle 24 ore a temperatura ambiente, valido per i seguenti alimenti:

Alluminio in cucina, il video del ministero della Salute Per rendere più efficace il messaggio, il ministero della Salute ha realizzato un video informativo in cui vengono dati consigli sull’uso dell’alluminio.

Video ministeriale

Nel video si vede che si raccomanda:

1. di leggere sempre l’etichetta dei prodotti in alluminio. 2. Evitare di conservare i cibi per più di 24 ore, eccezion fatta per quelli congelati, mentre a temperatura ambiante possono “resistere” più di un giorno soltanto gli alimenti solidi secchi come caffè, frutta secca, paste secche, pane e simili. 3. Evitare anche cibi troppo salati o acidi, per l’utilizzo di contenitori monouso. 4. Per quanto riguarda invece le pentole e i contenitori, è sconsigliata la pulizia con prodotti abrasivi, mentre va evitato, durante l’utilizzo, al fine di non graffiare pentole o padelle.