declino cognitivo

Mangiare funghi, per prevenire l’Alzheimer, lo dice una ricerca scientifica

Pubblicato il 02 Dic 2019 alle 6:23am

Mangiare funghi fa bene alla salute e al palato, a dirlo anche i ricercatori del Dipartimento di Medicina Psicologica e di Biochimica della Yong Loo Lin School of Medicine dell’Università di Singapore (NUS), guidati dal dott. Lei Feng.

Mangiare funghi, sostengono gli scienziati che hanno seguito la importantissima ricerca, metterebbe al riparo da declino cognitivo, di grado lieve.

I ricercatori hanno pubblicato il loro studio su Journal of Alzheimer’s Disease, spiegando che gli anziani che consumavano più di due porzioni di funghi alla settimana, hanno fatto rilevare il 50% ri rischio ridotto di ammalarsi di declino cognitivo lieve (MCI – Mild Cognitive Impairment). Disturbi, che spiegano ancora i ricercatori, caratterizzano un passaggio tra declino cognitivo, fisiologico invecchiamento, e demenza da Alzheimer.

I sintomi con cui si manifestano sono: perdita di memoria, dimenticanze e deficit nel linguaggio o nelle abilità visuo-spaziali.

Il team guidato da Lei Feng ha condotto lo studio su un gruppo di 600 cinesi anziani, residenti a Singapore, misurando i loro parametri fisici e i segni di MCI per ben 6 anni.

Ecco allora che, la conclusione a cui sono arrivati i ricercatori, è che mangiare mezzo piatto di funghi cotti a settimana, circa 300 grammi, oltre alle altre normali abitudini alimentari, permetterebbe anche un dimezzamento del rischio di declino cognitivo nelle persone che li consumano.

Forza muscolare collegata alla salute del cervello, lo dice uno studio

Pubblicato il 03 Ott 2019 alle 6:56am

La forza con cui non afferriamo gli oggetti, facciamo sport, potrebbe essere collegata alla salute del cervello. A dirlo un gruppo di ricerca della North Dakota State University, negli Stati Uniti, pubblicato sul Journal of Alzheimer’s Disease, che conferma il legame che esisterebbe tra salute del corpo e della mente a dimostrazione come misurare la forza della presa possa aiutare a individuare i deficit di memoria e apprendimento collegati all’avanzare dell’età.

I ricercatori della North Dakota State University, hanno esaminato, infatti, 13.828 partecipanti con almeno 50 anni, seguendoli per 8 anni per valutare capacità cognitiva attraverso test tradizionali basati su valutazione attenzione, memoria, linguaggio, orientamento. Dai risultati è emerso poi che man mano che si riduceva la forza di impugnatura aumentava la probabilità di declino cognitivo e soprattutto di declino cognitivo grave.

Questi risultati, dicono i ricercatori, confermano che “rimanere fisicamente attivi influisce sulla salute cognitiva” e che potenziare la muscolatura potrebbe avere effetti sul cervello”, ha spiegato la principale autrice dello studio, la gerontologa Sheria Robinson-Lane. Inoltre, dimostrano anche che “interventi mirati a prevenire o ritardare il declino cognitivo dovrebbero anche prevedere la misurazione della forza dell’impugnatura come strumento di valutazione”.

Peperoncino, uno studio afferma che spappoli il cervello

Pubblicato il 29 Lug 2019 alle 7:01am

Da uno studio condotto da Zumin Shi, associato presso il College of Health Sciences dell’Università del Qatar, che ha analizzato 4.582 adulti cinesi di età pari o superiore a 55 anni tra il 1991 e il 2006, si apprende che un declino cognitivo più rapido avviene in coloro che hanno costantemente mangiato più di 50 grammi al giorno di peperoncino.

Ming Li, uno degli autori dello studio e docente all’Università dell’Australia meridionale, spiega, pertanto che: “Il consumo di peperoncino era risultato benefico per il peso corporeo e la pressione sanguigna nei nostri studi precedenti. Tuttavia, in questo studio, abbiamo riscontrato effetti negativi sulla cognizione tra gli adulti più anziani”. Il pericolo-demenza secondo il noto ricercatore, deriverebbe dalla capsaicina, componente attivo che, secondo quanto emerso anche da studi passati, sembra che acceleri il metabolismo, la perdita di grasso e inibisca i disturbi vascolari.

Secondo i ricercatori, infatti, tutte quelle persone che presentano un peso corporeo nella norma possono essere più sensibili nel mangiare peperoncino rispetto alle persone in sovrappeso, quindi la loro memoria e il loro peso subiscono un impatto maggiore. In tutto il mondo, sottolineano gli autori dello studio, ci sono circa 50 milioni di persone colpite da demenza.

Alzheimer: ecco quanti passi bisogna fare al giorno per prevenire declino cognitivo

Pubblicato il 21 Lug 2019 alle 7:56am

L’attivita fisica quotidiana protegge dal declino cognitivo e dall’Alzheimer: lo dice una nuova ricerca. Basterebbero meno dei 8.900 passi al giorno, infatti, meno della soglia dei 10 mila (circa 7 km) che molte persone si prefissano usando le ‘app’ o i contapassi del proprio smartphone. Lo ha scoperto uno studio del Massachusetts General Hospital (Mgh) con un articolo pubblicato sul ‘Jama Neurology’.

Il team di scienziati ha anche sottolineato come la riduzione dei fattori di rischio vascolare può offrire una protezione aggiuntiva contro l’Alzheimer e ritardare così la progressione della malattia. I risultati di questo studio saranno presentati all’Alzheimer’s Association International Conference (Aaic) che si svolgerà a Los Angeles.

Lo studio in questione è uno dei primi a dimostrare gli effetti benefici dell’attività fisica nella fase pre-clinica della malattia, quando c’è ancora la possibilità di intervenire prima dell’inizio della perdita sostanziale di neuroni e della compromissione clinica. “Uno dei risultati più sorprendenti del nostro lavoro è che una maggiore attività fisica non solo sembra avere effetti positivi sul rallentamento del declino cognitivo, ma anche sul rallentamento della perdita nel tempo di tessuto cerebrale in persone normali che avevano alti livelli della placca amiloide nel cervello“, evidenzia Jasmeer Chhatwal, uno degli autori dello studio.

Alla ricerca hanno partecipato 182 persone in buone condizioni fisiche, alcuni avevano però un alto rischio di declino cognitivo con un precoce accumulo della proteina beta-amiloide, spia di un possibile inizio di Alzheimer. Il gruppo aveva dei pedometri posizionati sull’anca per contare il numero di passi fatti durante la giornata. “Gli effetti ‘scudo’ dell’attività fisica sono stati osservati anche a livelli modesti di camminate, ma i più importanti sono stati evidenziati a quota 8.900 passi“, ha osservato Reisa Sperling, direttore del Center for Alzheimer’s Research and Treatment, Brigham and Women’s Hospital and Massachusetts General Hospital.

Guidare troppo nuoce a cervello, cuore e schiena: ecco perché

Pubblicato il 26 Lug 2017 alle 9:23am

Guidare troppo fa’ male alla salute del cervello, e non solo, parola di esperti. (altro…)

Carenza di vitamina A, in utero o dopo nascita, mette a rischio di Alzheimer

Pubblicato il 28 Gen 2017 alle 11:23am

Una lieve carenza di vitamina A in utero o subito dopo la nascita potrebbe avere effetti negativi sul cervello e esporre ad un maggior rischio di Alzheimer per il futuro. (altro…)

Con 2000 calorie al giorno raddoppia il rischio di perdere la memoria

Pubblicato il 15 Feb 2012 alle 11:45am

Se a tavola si superano le 2.000 calorie al giorno, questo non può creare solo dei problemi di peso, ma incidere anche sulla memoria. (altro…)