depurazione acqua

Acqua pura e sostenibile grazie a bucce d’arancia e scarti petroliferi che mangiano gli inquinanti

Pubblicato il 28 Gen 2016 alle 7:44am

Depurare l’acqua in modo “sostenibile” per mezzo di bucce d’arancia e rifiuti petroliferi ora si può. Grazie ad un gruppo di ricercatori della Flinders University di Adelaide (Australia), e ai risultati raggiunti con una ricerca dettagliata sulla rivista scientifica Angewandte Chemie.

Come? Il segreto sarebbe nascosto in un polimero capace di “mangiarsi”, il mercurio.

Allo studio in questione hanno preso parte anche i ricercatori dell’università statunitense di Tulsa, dell’Institute of Molecular Medicine, dell’università di Lisbona e di quella di Cambridge arrivando alla conclusione che un polisolfuro, realizzato con scarti industriali di zolfo e limonene, presente nelle bucce degli agrumi, avrebbe questo effetto depurativo per le acque.

Un elemento non tossico e poco costoso, formato da due composti facilmente reperibili anche in natura.

Gli impianti petroliferi sarebbero capaci di produrre oltre 70 milioni di tonnellate di zolfo ogni anno, mentre i macchinari impiegati nel trattamento degli agrumi riuscirebbero a produrne oltre 50 milioni di limonene.

Zolfo e limonene insieme potrebbero essere impiegati come collante contro il mercurio, impedendone la diffusione in acqua e suolo.

L’obiettivo dei ricercatori è quello di utilizzare il polimero come rivestimento per tubi o filtri idrici, al fine di rimuovere tale metallo, altamente inquinante.

Un’operazione che potrebbe essere realizzata anche su larga scala, grazie appunto all’azione di estesi “letti” di polimero.

ln arrivo il ‘Libro da bere’ che purifica l’acqua

Pubblicato il 18 Ago 2015 alle 6:45am

La dottoressa Teri Dankovich, ricercatrice della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, insieme alla McGill University (Canada) e all’Università Usa (Virginia) ha testato con successo su 25 siti sudafricani contaminati, del Ghana e del Bangladesh, il ‘libro da bere’. I cui fogli contengono nanoparticelle di argento o rame in grado di distruggere i batteri contenuti nell’acqua, trasformandosi così in veri e propri filtri capaci di rimuovere oltre il 99% di batteri.

I risultati dei primi test si sono rivelati veramente sorprendenti, tant’è che sono stati illustrati nel corso dell’ultimo meeting dell’American Chemical Society a Boston.

“Tutto quello che c’è da fare è strappare un foglio di carta del libro, metterlo in un contenitore a mo’ di filtro e versarvi sopra l’acqua. Così il liquido fuoriesce depurato, senza batteri”.

Ogni singolo foglio, cosa ancora più incredibile, può depurare sino ad un massimo di 100 litri di acqua. Tutto il libro la quantità di cui una persona ha bisogno in 4 anni.