disabili

B-Factory, a Parma un nuovo spazio per migliorare la vita delle persone con disabilità

Pubblicato il 05 Feb 2019 alle 8:00am

Il Comune di Parma presenta l’avvio del progetto B-Factory realizzato al Cubo di via Porta dall’Amministrazione in co-progettazione con l’associazione Noi Uniti per l’Autismo nel quadro delle linee di indirizzo per i progetti di vita per le persone con disabilità. (altro…)

Giornata Mondiale delle persone con disabilità: nessuna venga lasciata indietro!

Pubblicato il 04 Dic 2018 alle 11:29am

Dopo decenni di lavoro delle Nazioni Unite, la Convenzione sui diritti delle Persone con disabilità ha ulteriormente rafforzato il concetto di promozione dei diritti e del benessere delle stesse, rafforzando il principio di uguaglianza e la necessità di garantire a TUTTI una piena ed effettiva partecipazione alla sfera politica, sociale, economica e culturale della società. Se ne è parlato a lungo, ieri in occasione della Giornata Internazionale delle persone con disabilità.

Una ricorrenza istituita nel 1981 dall’ONU per promuovere appunto i diritti, il benessere e l’inclusione dei disabili nel mondo.

La Convenzione – che invita gli Stati ad adottare le misure necessarie per identificare ed eliminare gli ostacoli che intralciano il rispetto di questi diritti imprescindibili – si focalizza di fatto sulla necessità di garantire condizioni che consentano di vivere in modo indipendente (quando possibile ) e di partecipare pienamente a tutti gli aspetti della vita e dello sviluppo sociale.

Nessuno venga lasciato indietro” . Questo il principio di base della giornata che si è celebrata ieri 3 Dicembre 2018 per chiedere con forza, un rafforzamento dei servizi sanitari nazionali ed un miglioramento di tutte le strutture che permettano un effettivo accesso ai servizi.

Le persone con disabilità, infatti, risentono maggiormente dei disagi sanitari, hanno minori opportunità economiche e lavorative e tassi di povertà più elevati rispetto alle altre persone che non hanno disabilità; e ciò è in gran parte dovuto alla mancanza di servizi adeguati per loro, nonché a causa delle limitazioni che hanno ad accedere alla tecnologia d’informazione, alla giustizia e ai trasporti.

Inoltre, per queste persone, diversamente abili, esiste anche un rischio maggiore, essendo soggetti più vulnerabili, sono più esposti ad atti di bullismo, violenza sociale e a soprusi.

L’obiettivo di questa giornata e delle manifestazioni a essa correlate, che si tengono puntualmente ogni anno, è quello di inserire nella sfera sociale, politica, economica e culturale della società anche le persone diversamente abili, facendo in modo che anche per loro venga garantita la piena uguaglianza di diritti.

Infatti, anche gli obiettivi Onu dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile puntano sul fatto che nessuno sia lasciato indietro, ivi comprese le persone con disabilità.

Per questo motivo, è importante far leva e migliorare i servizi sanitari nazionali, includendo anche terapie alternative, come ad esempio la pet therapy, che ha dato ottimi risultati, e tutte quelle strutture in grado di consentire un effettivo accesso ai servizi per tutte le persone.

Poi altra cosa, molto importante. Affinché la celebrazione di questa giornata internazionale non sia vana, è importante, che tutti insieme, costruiamo contesti inclusivi facendo anche molta attenzione alle “parole” che vengano utilizzate per queste persone.

Occorre, infatti, usare un linguaggio appropriato che mette soprattutto “al centro le persone”, le consideri come tale. Che ci aiuti appunto ad andare oltre lo stigma che mette la disabilità sopra ogni cosa. Non si tratta, esclusivamente, di un puro esercizio di stile (oltre che per adeguarci alla terminologia utilizzata nella Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità dell’ONU, sottoscritta anche dall’Italia). Si tratta di qualcosa di più, di ancora importante e profondo: ossia, sottolineare il valore dato all’essere umano e al fatto che un attributo che lo caratterizza, la disabilità in questo caso, riguarda solo parte di esso e della sua vita, ma non lo rappresenta in modo unico.

Quindi, usare il linguaggio che mette al centro, “prima le persone”, ci permette appunto di togliere i pregiudizi e gli stereotipi e di vedere finalmente la persona, per come è, che cosa fa e quanto ha di bello da offrire a se stessa e alla comunità!

Perché, ricordiamocelo, queste persone sfortunate, hanno qualcosa da dare più di tanti altri! Sono più sensibili, generose, sono più dolci ed umane! Un esempio di forza e coraggio per tutta la società!.

Quindi, usiamo il nome di ogni persona, e se non lo conosciamo evitiamo etichette e usiamo il termine “persona con disabilità“, oppure “persona con sindrome di Down“, ecc.

Se ci aiutate in questa rivoluzione silenziosa, il mondo sarà un posto un po’ più giusto e più bello in cui vivere!

Apre a Torino nuovo centro Paideia, nuovo spazio di 3000 mq per famiglie di bambini con disabilità

Pubblicato il 17 Giu 2018 alle 6:16am

Nasce a Torino, per volere della famiglia Giubergia, il nuovo centro Paideia, un spazio per le famiglie di bambini con disabilità. Si trova all’interno dell’ex istituto Nostra Signora di via Moncalvo, acquisito nel 2013 grazie ad una donazione alla Fondazione Paideia, attiva da 25 anni. L’inaugurazione è avvenuta il 14 giugno scorso e il progetto ha portato alla realizzazione di uno spazio di 3000 metri quadrati, per un investimento di 13 milioni di euro, che offre attività di assistenza per famiglie con bambini con disabilità, attività di riabilitazione infantile, attività sportive, corsi e laboratori aperti a tutti.

“La nostra famiglia – spiega Guido Giubergia, ad di Ersel, storica agenzia di famiglia di gestione patrimoniale – ha sempre aiutato chi ha bisogno, da mio nonno Giuseppe a mio padre Renzo, e lo faranno anche le future generazioni. Questo centro vuole essere aperto il più possibile a tutti, soprattutto ai disabili e alle loro famiglie, ma anche a chi vi cerca un momento di relax, in piscina o negli altri spazi”.

“Se tutti quelli che operano nella finanza cittadina avessero intrapreso avventure simili la città avrebbe di più. Questo centro lancia un messaggio positivo di inclusione”, dice il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino.

Asperger, il pioniere dell’autismo complice del nazismo

Pubblicato il 22 Apr 2018 alle 8:21am

Un documento che svela la vera identità di Hans Asperger. Il noto pediatra che nel 1944 scoprì l’autismo. Forma ancora oggi conosciuta con il nome di sindrome di asperger. L’uomo, a quanto pare, non svolgeva semplicemente la professione di medico e ricercatore, ma, bensì, in qualche modo era complice delle morti di centinaia di bambini durante il regime di Adolf Hitler. Pare, infatti, che fosse stato coinvolto attivamente nel programma di eutanasia durante il regime nazista in Austria. Ecco tutti i dettagli in merito.

Secondo quanto riportato dalla BBC, sarebbero stati ritrovati dei documenti totalmente nuovi riguardanti Hans Asperger. L’uomo studiò medicina a Vienna fece il dottorato nel 1931 prima di essere assunto alla direzione del reparto di pedagogia infantile presso la clinica dei bambini dell’Università di Vienna. Durante gli anni della seconda guerra mondiale assunse il ruolo di ufficiale medico in Croazia. Ma la sua fama inizio intorno al 1944, momento in cui pubblicò anche alcuni testi che riguardavano l’ormai famosa sindrome di asperger, una malattia dello spettro autistico. Terminata la guerra riuscì ad ottenere la Cattedra di Pediatria all’Università di Vienna, luogo in cui nel 1977 divenne professore emerito. Ma, a quanto pare, dietro la sua normale vita c’era anche qualcosa di oscuro, di terribile.

Non era l’uomo, il professionista che tutti che credevano.

Hans Asperger non proteggeva i suoi pazienti dal regime nazista. Ma, al contrario, secondo alcuni documenti, cartelle cliniche e testi, l’uomo avrebbe condotto un’altra attività alternativa: avrebbe inviato i piccoli pazienti a morire presso la clinica Am Spiegelgrund di Vienna.

La scoperta è stata fatta dal medico austriaco Herwig Czech, e riportata sulla rivista Molecular Autism.

Asperger è riuscito a fare carriera anche grazie a questo. Secondo Czech, infatti, «è riuscito ad adattarsi al regime nazista ed è stato premiato per le sue affermazioni di lealtà con opportunità di carriera». Asperger «era l’ingranaggio della macchina da guerra nazista, occhi e orecchie del Terzo Reich», scrivono alcuni accademici di Cambridge.

Quasi ottocento bambini sarebbero morti per fame e freddo, mentre altri sarebbero stati oggetto di terribili esperimenti. Il tutto all’interno di un programma Aktion T4, di eutanasia autorizzato da Adolf Hitler, che aveva l’obiettivo di uccidere i disabili e le persone considerate incurabili.

Biotestamento: approvazione al Senato dopo la consegna firme a Grasso dell’Ass.Coscioni: “Promessa mantenuta, ora attendiamo legge e tutele per disabili”

Pubblicato il 06 Dic 2017 alle 5:08am

“Ringraziamo il Presidente Grasso per aver mantenuto la parola data questa mattina, agevolando in seguito all’incontro di questa mattina lo sbloccamento dell’iter del Biotestamento in Senato – dichiara Filomena Gallo, segretario Associazione Luca Coscioni. Ora tutti attendiamo l’approvazione di queste norme di civiltà di cui in tutto l’Occidente solo l’Italia e l’Irlanda sono prive; una legge grazie alla quale si potrà contribuire ad evitare vicende drammatiche come quelle di Welby ed Englaro e di tanti altri. Come realtà che si batte per i diritti civili sosteniamo con forza le battaglie a favore delle tutele per i disabili e le persone malate. Vogliamo che sia riconosciuto anche il sacrosanto diritto di scegliere il proprio fine vita, come previsto dalla Costituzione”. (altro…)

La bicicletta a pedalata assistita

Pubblicato il 01 Lug 2017 alle 7:09am

In questi due secoli la bicicletta, un mezzo tanto amato anche dai nostri nonni, ne ha fatto veramente di strada. (altro…)

Arriva il primo “robot indossabile” che aiuta anziani e disabili a non cadere

Pubblicato il 15 Mag 2017 alle 5:40am

Nasce in Italia, grazie alla collaborazione tra ricercatori italiani e svizzeri il primo “robot indossabile” in grado di aiutare anziani e disabili a non cadere. (altro…)

Milano, arrivano gli ‘occhiali magici’ per bambini con difficoltà intellettiva

Pubblicato il 06 Ago 2016 alle 9:26am

Grazie ad “occhiali magici” i bambini con disabilità intellettive sono in grado di migliorare capacità di attenzione e concentrazione.

Il merito, di un gruppo di ricercatori del Politecnico di Milano che hanno inventato “Wildcard”, un sistema che grazie alla realtà virtuale permetterebbe ai bambini di immergersi completamente nelle storie raccontate dai loro terapisti durante la riabilitazione.

Daniele Occhiuto è il ricercatore Polimi che ha sviluppato Wildcard. “Il suo funzionamento – spiega – è molto semplice: un telefono su cui viene installata un’applicazione e un visore per la realtà virtuale, questi 3 elementi sono sufficienti a garantire una esperienza immersiva e personalizzabile. Inserendo il telefono dentro il il visore è possibile aver un panorama a 360 gradi che si può esplorare semplicemente muovendo la testa”.

Un mondo in cui i bambini vivono e interagiscono con le storie raccontate mentre i terapeuti che li seguono monitorano tutto grazie ad una chiavetta che proietta quello che passa nel visore su un secondo schermo esterno.

Il sistema è stato sviluppato dal gruppo I3Lab – Innovative Interactive Interfaces presso il Laboratorio HOC del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano e fa parte di un progetto più ampio per la creazione di tecnologie e attività per i bambini disabili con risultati finora molto promettenti.

In arrivo l’app gratuita che segnala le barriere architettoniche

Pubblicato il 31 Lug 2016 alle 6:04am

Per venire incontro alle esigenze di tanti disabili che ogni girono devono fare i conti con le barriere architettoniche è arrivata l’App “No-Barriere“, iniziativa lanciata dall’Associazione Luca Coscioni, presentata con una dimostrazione dal vivo, lungo un “percorso a ostacoli” nelle vie del centro storico di Roma.

Scaricabile gratuitamente su smartphone e tablet, per utenti Android e iOs, la nuova App è dedicata ai disabili, ma anche a chiunque voglia attivarsi per contribuire a segnalare le barriere architettoniche. E’ sufficiente scattare una foto, allegare una breve descrizione del problema e attivare la geolocalizzazione.

La segnalazione viene automaticamente visualizzata online e permette di avere una mappatura delle ‘anomalie’. La notifica viene inviata all’associazione Luca Coscioni, che la valuta e fornisce indicazioni su come denunciare la barriera al sindaco del comune di riferimento.

“Se non se ne fa carico – spiega Rocco Berardo, dirigente dell’associazione – entro tempi ragionevoli, si può procedere per vie legali per rivendicare il proprio diritto a non essere discriminati“.

“Le pubbliche amministrazioni potrebbero adottare l’App perché consente un dialogo diretto con i cittadini e un modo per avere una percezione immediata dei problemi che incontrano“, spiega Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni.

Lo scooter “papale” regato da Francesco ad una coppia di anziani disabili

Pubblicato il 06 Giu 2016 alle 11:36am

Una coppia di anziani coniugi costretti a stare in casa perché diabetici e ipertesi, hanno risolto con la loro disabilità in quanto potranno essere più indipendenti, uscire e muoversi in tutta tranquillità per le strade della città, grazie ad un bellissimo regalo da parte di Papa Francesco. Uno sccoter elettrico consegnato venerdì mattina, 4 giugno, direttamente dalle mani dell’elemosiniere pontificio, monsignor Konrad Krajewski.

Alla donna recentemente, a causa della malattia, era stata amputata una gamba. Per i due coniugi, seguiti e curati da Medicina Solidale a Tor Bella Monaca, l’associazione stava per far partire una raccolta fondi.

Ma il Papa non ci ha pensato due volte, e ha anticipato tutti esaudendo il desiderio della coppia: «Il Pontefice – spiega Lucia Ercoli, direttore di Medicina Solidale – non finisce mai di stupirci grazie anche alla vicinanza di monsignor Konrad e dopo le medicine, gli alimenti, l’ambulanza, ora ci ha fatto arrivare questo speciale scooter papale. In questo modo – aggiunge Ercoli – ci sentiamo meno soli nel nostro lavoro quotidiano, abbandonati dalle istituzioni, ma con il Papa vicino e sempre presente».