discariche

Brescia, nelle zone delle discariche si registra il 62% in più di parti prematuri

Pubblicato il 26 Mar 2017 alle 4:35am

Il numero dei parti prematuri a Vighizzolo, frazione di Montichiari, è veramente allarmante. La città è conosciuta per le diverse discariche di rifiuti speciali e nocivi presenti sul territorio.

Le donne qui, spesso partoriscono prima del tempo, facendo raggiungere alla città una percentuale del 62%. Un picco anomalo. Senza dimenticare i problemi respiratori di chi vive a Vighizzolo: i ricoveri per asma, polmonite e infezioni nei bambini sono il 21% in più rispetto alla media dell’Ats.

Un problema comune si registra anche alla vicina Calcinatello, frazione di Calcinato, dove infarti e indice di mortalità sono nella norma (al pari di Vighizzolo), ma dove gli accessi al Pronto soccorso per problemi respiratori superano i dati provinciali: se si considera l’intera Calcinato, le famiglie che hanno varcato il Pronto soccorso con i loro bimbi sono il 28%, risultato maggiore rispetto ai dati raccolti da tutta la provincia.

Ue sanziona l’Italia per il mancato rispetto della normativa in materia di rifiuti

Pubblicato il 02 Dic 2014 alle 11:54am

L’Italia dovrà pagare una multa inflittale dalla Corte europea di giustizia, di 40 milioni di euro per il mancato rispetto della normativa Ue in materia di gestione dei rifiuti e delle discariche a cui si aggiungeranno penalità fino a un massimo di 42,8 milioni per ogni semestre che passerà dalla sentenza fino alla messa in regola delle 218 discariche illegali presenti sul territorio.

Per i giudici europei, le procedure italiane non garantiscono la salute delle persone e la protezione dell’ambiente, soprattutto per i mancati controlli sui rifiuti pericolosi e l’assenza di un sistema che eviti il proliferare delle discariche abusive.

La Corte del Lussemburgo multa, dunque, l’Italia per non avere dato esecuzione ad una sentenza del 2007 che aveva constatato l’inadempimento rispetto alle direttive sui rifiuti.

La multa è stata applicata con tale motivazione: «l’inadempimento perdura da oltre sette anni» e «le operazioni sono state compiute con grande lentezza» tanto che «un numero importante di discariche abusive si registra ancora in quasi tutte le regioni italiane».