discriminazione

Salento, cartello omofobo, in un agriturismo una toilette per gay

Pubblicato il 15 Ago 2017 alle 6:11am

Un su una porta indica un bagno specifico , si tratta di quello per gay.

Tale cartello è stato visto nella tenuta Le Camporelle di Cavallino, paese alle porte di Lecce. A denunciarlo è l’associazione Lea-Liberamente e Apertamente, che parla di “indicazione indegna e omofoba”. Ma la proprietà dell’agriturismo si difende così: “Nessuna discriminazione, il cartello è sopra le porte dalla precedente gestione ma è sempre stato coperto e non abbiamo mai pensato di toglierlo perché non si vedeva”.

Poi aggiunge che la tenuta era in passato una casa privata e che quel cartello risalirebbe alla precedente gestione. “Abbiamo scoperto che era stata manomessa e a quel punto abbiamo tolto il cartello per evitare ulteriori strumentalizzazioni”. “Noi non eravamo in difetto. E comunque aver rimosso quel cartello vale più di mille scuse”.

Le fotografie divulgate da Lea mostrano un pannello, ubicato a diversi metri d’altezza, che indica donne con una figura femminile colorata di rosa, uomini con un’immagine azzurra e gay con un individuo metà rosa nella parte superiore e metà azzurro nella parte inferiore. “Un cartello indegno e omofobo” sostiene l’associazione, che poche settimane fa aveva stigmatizzato pesantemente l’annuncio on line apparso su un noto gestore di case vacanze, nel quale il proprietario di un’abitazione di San Foca (marina di Melendugno) indicava che l’affitto era precluso a coppie omosessuali “anche se unite da rito civile”.

Psoriasi, 8 malati su 10 discriminati per questa malattia

Pubblicato il 13 Ago 2016 alle 9:54am

Quasi la metà dei malati di psoriasi si sente chiedere se le chiazze che ha sulla pelle siano contagiose oppure no. Un terzo invece viene “fissato” dalle altre persone quando è senza abiti, in palestra, in piscina o al mare. Più di otto persone su dieci subiscono discriminazioni e umiliazioni per questa malattia della pella e il 16 per cento di esse si vede rifiutare i servizi da parte di estetiste, parrucchieri o commessi.

A fotografare questa drammatica situazione in cui vivono quotidianamente tanti malati di psoriasi, un sondaggio condotto a livello globale su oltre 8.300 persone con psoriasi da moderata a severo, tra le quali spiccano oltre 600 italiane che hanno raccontato le proprie sensazioni: circa il 40 per cento rivela di sentirsi in imbarazzo. Una su tre si vede poco attraente e si vergogna della propria pelle, soprattutto quando deve mostrarsi in pubblico, o mettere abiti più estivi. Quasi sei su dieci dicono di subire l’impatto sulla vita lavorativa e sociale.

I risultati dell’indagine Clear about Psoriasis, condotta in 31 Paesi (da Gfk con un finanziamento di Novartis), rivelano infatti che il 43 per cento delle persone intervistate ha la sensazione che le lesioni cutanee influenzino i rapporti personali con il partner (tanto che circa la metà tende a evitare rapporti sessuali o relazioni intime e oltre un quarto non sopporta di essere toccata sulla pelle). Il 54 per cento vive condizioni poco piacevoli dal punto di vista professionale, tanto che al 14 per cento degli intervistati devono accettare mansioni che minimizzano l’interazione con gli altri e il 38 per cento ha problemi a causa del continuo prurito.

Ad oggi, infatti, nonostante esistano molteplici terapie molto efficaci, il 55 per cento dei pazienti nutre aspettative molto scarse per quanto riguarda la possibilità di raggiungere un obiettivo migliore.