disturbi del sonno

Aumento delle crisi epilettiche, disturbi del sonno e sintomi depressivi durante il lockdown delle persone

Pubblicato il 21 Mag 2020 alle 6:47am

In questi mesi di epidemia da Covid -19, esperti hanno rilevato un netto peggioramento delle crisi epilettiche in circa il 20% dei casi, disturbi del sonno nel 46,9% e sintomi depressivi nel 19%. A fotografare tale situazione, la Fondazione Lega Italiana Contro l’Epilessia, su un campione di quasi 1.000 persone (50% con epilessia, 50% non affette da epilessia). Obiettivo della ricerca, verificare lo stato di salute e benessere dei pazienti durante la pandemia di Covid-19.

Durante il periodo di lockdown, e a causa del forzato periodo di isolamento, circa il 40% delle persone affetta da epilessia ha manifestato sintomi, mentre in 2 pazienti su 10 si è verificato un aumento del numero delle crisi. Un problema, quest’ultimo, maggiormente riscontrato nelle persone in poli-farmacoterapia e con scarsa qualità del sonno.

A dirlo è il Prof. Oriano Mecarelli, Dipartimento di Neuroscienze Umane presso La Sapienza di Roma e Presidente LICE.

Nonostante la quasi totalità dei pazienti (il 93%) abbia continuato regolarmente le terapie anche durante il lockdown, ben il 37% del campione ha riferito problemi nella gestione della propria malattia e difficoltà nel follow-up e nell’assistenza medico-sanitaria. Dall’indagine, infatti, emerge che il 38% delle persone affette da epilessia ha riferito di avere in programma un controllo neurologico che cadeva nel periodo di lockdown, ma che nella maggioranza dei casi (96%) non è stato possibile ricevere. La difficoltà di accesso ai farmaci e la necessità di incrementare la terapia sono state le altre due problematiche principali incontrate dai pazienti durante il lockdown.

“Il sondaggio ha confermato la presenza di diverse criticità. Per questo motivo – aggiunge il Dott. Giovanni Assenza, Consigliere MacroArea LICE Lazio-Abruzzo e Coordinatore del Centro per la Diagnosi e Cura dell’Epilessia del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico – si rende necessaria la messa a punto di servizi di telemedicina per garantire un adeguato follow-up dei pazienti, in particolare in questo momento di pandemia. Durante il periodo di lockdown, però, la tecnologia è andata in soccorso ai pazienti. Tra le persone che necessitavano di contattare il neurologo curante, il 71% ha avuto successo: il 43% attraverso sms o WhatsApp, il 25% tramite e-mail e il 31% via telefono. Da questi dati, quindi, si intuisce come lo sviluppo e il potenziamento della telemedicina sia assolutamente necessario. Grazie agli strumenti tecnologici oggi disponibili, infatti, sarebbe possibile assistere a 360° le persone con epilessia, anche in momenti difficili per il Sistema Sanitario come questo.”

La carenza di sonno influenza anche i geni

Pubblicato il 01 Feb 2019 alle 6:00am

La carenza di sonno potrebbe influenzare i nostri geni ed essere associata ai danni del Dna. A rivelarlo una recente ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Anaesthesia, condotta da Siu-Wai Choi, dell’Università di Hong Kong, che ha coinvolto 49 medici il cui sangue è stato analizzato a più riprese in diversi momenti, anche dopo eventuali turni di notte. (altro…)

Ruzzle, un rimedio contro l’insonnia, parola di esperti

Pubblicato il 19 Feb 2018 alle 5:44am

Un gioco come Ruzzle prima di andare a dormire può migliorare la qualità del sonno. E’ il risultato a cui è giunto uno studio effettuato da un team del Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, in collaborazione con il Dipartimento NEUROFARBA (Neuroscienze, Psicologia, Area del Farmaco e Salute del Bambino) di Firenze, pubblicato su Behavioral Sleep Medicine. (altro…)

Patente di guida, no a chi soffre di apnee notturne

Pubblicato il 16 Gen 2016 alle 7:48am

Niente patente di guida per chi soffre di disturbi del sonno causati da apnee ostruttive notturne. A prevederlo è un decreto del ministero dell’infrastrutture e dei trasporti emesso il 22 dicembre 2015, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, in recepimento di una direttiva comunitaria sulle patenti di guida.

In particolare, il provvedimento prevede che “la patente non deve rilasciata o rinnovata a candidati o conducenti affetti da disturbo del sonno causati da apnee ostruttive notturne, tali da determinare una grave ed incoercibile sonnolenza diurna, con accentuata riduzione delle capacità dell’attenzione”.

Stesse restrizioni da applicare anche a coloro che soffrono di gravi affezioni neurologiche.

Il decreto del Ministero dei Trasporti – oltre ai possibili colpi di sonno da apnee notturne – aggiunge le malattie neurologiche tutte quelle patologie che possono inibire il rilascio o anche il rinnovo della patente di guida.

In questo senso il provvedimento modifica il decreto legislativo 59 del 2011, aggiungendo un paragrafo – l’H, che segue quello G dedicato alle ‘Turbe psichiche’ – denominato Malattie neurologiche.

Nello specifico, si legge nel decreto, “la patente di guida non deve essere né rilasciata né rinnovata a candidati o conducenti colpiti da gravi affezioni neurologiche di grado tale da risultare incompatibili con la sicurezza della guida”.

Leggere a letto da tablet e smartphone può compromettere il ciclo sonno-veglia

Pubblicato il 24 Dic 2014 alle 7:00am

Leggere il romanzo che più ci piace sul tablet o sullo smartphone prima di prendere sonno può compromette il ciclo sonno-veglia e far calare la nostra attenzione nel corso della giornata. (altro…)